venerdì 4 febbraio 2011

Traffico di cocaina: 72 arresti

In azione all’alba la guardia di finanza di Palermo, che ha sgominato un’organizzazione transnazionale. Blitz in 40 città italiane


PALERMO. Una vasta operazione antidroga, con decine di fermi su tutto il territorio nazionale, da parte dei Finanzieri del comando provinciale di Palermo. Nel mirino dei militari c'é un'organizzazione criminale transnazionale, dedita al traffico di cocaina. Le indagini, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Palermo, sono state svolte dal Gico del nucleo di polizia tributaria. All'alba oltre 400 finanzieri sono stati impegnati contemporaneamente in 40 città italiane.

Sono complessivamente 72 i provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nell'ambito di un'indagine del Gico della Guardia di finanza su un traffico internazionale di cocaina. Fino ad ora sono stati eseguiti una cinquantina di provvedimenti su tutto il territorio nazionale, 37 dei quali in flagranza di reato. L'indagine, denominata 'Alejandro' è scattata in seguito alla scoperta, nello scalo aereo di Fiumicino, di un plico postale contenente cocaina e destinato a due uomini di origine sudamericana ospiti di un centro di accoglienza di Trapani. Gli sviluppi investigativi hanno consentito di individuare una ramificata organizzazione che gestiva un traffico di cocaina proveniente sopratutto dalla Repubblica Dominicana.

Solo 14 degli indagati sono cittadini italiani, tra i quali un palermitano, mentre gli altri sono di vari Paesi sudamericani, oltre che di Spagna, Olanda e Usa.

Maxi operazione anti droga: sequestrati 2 laboratori
Ancora una ventina i ricercati. Uno dei fermati è il palermitano Giacomo Genuardi


PALERMO. L'operazione 'Alejandro' del Gico della Guardia di Finanza, sfociata in 72 provvedimenti di fermo, ha permesso il sequestro di 75 chili di cocaina, due laboratori di raffinazione e la cattura di due latitanti.

Durante l'inchiesta, durata quattro anni, sono state monitorate oltre 1.400 utenze nazionali ed estere, seguite da riscontri in varie aree del territorio nazionale dove l'organizzazione operava. I fermi sono stati eseguiti in varie città italiane, tra cui Treviso, Venezia, Genova, Ancona, Napoli, Roma, Milano, Reggio Calabria. Uno dei fermati, Giacomo Genuardi, ha origini palermitane ma operava al nord Italia. Tra i quattordici italiani fermati, solo uno sarebbe legato alla criminalità organizzata e in particolare alla 'ndrangheta.

L'organizzazione era articolata in 15 gruppi criminali, apparentemente autonomi, ma accomunati nella maggior parte dei casi dall'origine sudamericana dei trafficanti. Tra i destinatari dei provvedimenti di fermo ci sono anche un cittadino svizzero, uno spagnolo, un olandese e uno statunitense. La cocaina partiva dalla Repubblica Dominicana, dal Brasile o dal Perù per giungere a Madrid, Parigi, Amsterdam e poi in Italia. "Era un meccanismo - dice il generale della guardia di finanza Domenico Achille - che utilizzava le più avanzate e raffinate procedure per far entrare la droga in Italia. I soldi dello spaccio erano poi utilizzati in molti casi per acquistare appartamenti o bar in Sudamerica e Centro America”. Sono ancora una ventina le persone ricercate.

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