lunedì 21 febbraio 2011

Candidoni: blitz dei carabinieri mentre è in corso un summit di mafia

I carabinieri hanno fatto irruzione in un casolare dove era in corso una riunione tra mafiosi e hanno arrestato 3 latitanti
 
 
I carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno interrotto un summit mafioso che si stava svolgendo in località «Serpe» nel comune reggino di Candidoni. I militari che hanno fatto irruzione in un casolare di campagna hanno arrestato quattro persone ritenute contigue alla cosca Bellocco di Rosarno. Tre degli arrestati, secondo notizie dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, erano latitanti.


Il blitz che ha portato alla cattura dei tre latitanti che stavano partecipando a un summit di 'ndrangheta è scattato poco dopo le 4 di questa mattina.

I quattro soggetti ritenuti vicini al clan Bellocco improvvisamente si sono trovati circondanti dei militari che hanno impedito qualsiasi via di fuga. I partecipanti al summit non erano armati. La zona dove è stata scoperta la riunione mafiosa, situata in un tratto impervio di territorio, da qualche giorno era sottoposta a particolari controlli in esecuzione di un piano finalizzato alla ricerca di latitanti. La persona che si trovava insieme ai tre latitanti è stata arrestata per favoreggiamento personale. Il blitz dei carabinieri a conclusione del quale sono stati eseguiti i quattro arresti è scaturito da specifici piani di ricerca di latitanti predisposti dal comando provinciale di Reggio Calabria ed è stato eseguito attraverso attività di osservazione dopo che le indagini avevano portato all’individuazione del nascondiglio, ubicato in una zona di campagna, in cui si trovano i tre latitanti insieme al loro presunto favoreggiatore. Gli arresati sono Rocco Furuli, classe '87, Vincenzo Ascone, classe '80, e Pasquale Furuli. Rocco Furuli era sfuggito all’operazione 'Doppia spondà della scorsa settimana, su Ascone pendeva un provvedimento della Corte di appello di Reggio Calabria che sostituiva l’obbligo di dimora con gli arresti domiciliari, mentre Pasquale Furuli era ricercato per un cumulo di pena dal novembre 2010.

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