martedì 19 ottobre 2010

Mafia news

Trapani, un centro per minori nella casa dei boss
L’edificio si trova nella zona di Marausa in via Fratelli Pace. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando per la gestione dell’immobile

TRAPANI. Sono 7 appartamenti e 11 lotti di terreno i beni confiscati dallo Stato alla mafia e assegnati al Comune. Tra questi c’è pure l’area di contrada Cuddia di sette mila e passa metri quadrati di estensione dove l’amministrazione comunale conta di realizzare il canile.

Dei sette appartamenti confiscati alla mafia cinque sono già stati assegnati, come quello di via Dalmazia, concesso nel 2005 all’associazione culturale “Arci”, e l’immobile di via Casa Bianca, dal 2004 affidato all’associazione “Volontari del sangue di Trapani”. Tra i beni confiscati alla mafia c’è anche il fabbricato lungo la Trapani-Mazara utilizzato dalla “Trapani-Servizi”, la società di proprietà del Comune che tra le altre cose si occupa della raccolta dei rifiuti in città.

Gli altri due appartamenti già assegnati sono quello di via Marconi concesso all’associazione “Avulss” e l’immobile di via della Salute dove ha sede l’archivio del Tribunale di Trapani. Sarà invece pubblicato nei prossimi giorni il bando per la gestione dell’edificio di Marausa in via Fratelli Pace, anch’esso bene confiscato alla mafia che il Comune intende destinare a Centro per minori.

I dettagli nell’edizione di Trapani del Giornale di Sicilia in edicola oggi.


Rivendeva auto di lusso “in nero”, denunciato
Avrebbe acquistato in Italia e all'estero Porsche, Ferrari, Bentley per portarle a Palermo evadendo il Fisco per milioni di euro


PALERMO. Acquistava in Italia e all'estero Porsche, Ferrari, Bentley e altre vetture di lusso per poi rivenderle 'in nero' a Palermo a facoltosi clienti. Era il core business di un commerciante di automobili che, con il suo autosalone in una strada centrale della città, ha evaso imposte dirette e indirette per milioni di euro. In questo modo rivendeva le autovetture a un prezzo minore rispetto ai colleghi, ponendo in essere pratiche di concorrenza sleale.

I militari della guardia di finanza di Palermo, a conclusione di un' attività di verifica fiscale nel settore del commercio di automobili nuove e usate, hanno così scoperto e denunciato un'impresa che in tre anni aveva omesso di dichiarare quasi 9 milioni di euro di ricavi al Fisco.

In particolare, pur avendo presentato le dichiarazioni dei redditi in due dei tre anni sottoposti a verifica, queste ultime risultavano di molto inferiori rispetto agli effettivi ricavi constatati dai militari.

Inoltre, la società si è resa responsabile di mancati versamenti dell' Iva per quasi un milione e mezzo di euro e di Irap per più di 450 mila euro. Il commerciante, per il quale la guardia di finanza ha chiesto il sequestro preventivo equivalente delle somme evase, rischia adesso la reclusione da uno a tre anni.



Busta con proiettile e minacce a Massimo Ciancimino
L'episodio, secondo quanto si è appreso in ambienti giudiziari, è stato denunciato solo ieri dal figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo


PALERMO. Una busta contenente un proiettile di arma automatica e una lettera di minacce è stata recapitata a Massimo Ciancimino nei giorni scorsi a Palermo.

L'episodio, secondo quanto si è appreso in ambienti giudiziari, è stato denunciato solo ieri dal figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, che afferma di essere stato testimone delle indagini sulla trattativa fra mafia e Stato nel periodo delle stragi del 1992. Si tratta dell'ennesima intimidazione di questo tipo ai danni di Ciancimino jr.





Droga nella Palermo bene: pene ridotte in appello
Gianfranco Puccio condannato a 13 anni e mezzo, contro i venti del primo grado di giudizio, Iliano Baiamonte ha avuto una riduzione di quattro mesi (dovrà scontarne nove e otto mesi), sei anni per Vincenzo Cipolla


PALERMO. La seconda sezione della Corte d'Appello di Palermo ha ridotto la pena a due dei tre imputati di un processo per traffico di cocaina fornita a numerosi consumatori della Palermo-bene: si tratta di Gianfranco Puccio, che ha avuto 13 anni e mezzo, contro i venti del primo grado di giudizio, Iliano Baiamonte, che ha avuto una riduzione di pena di quattro mesi (dovrà scontarne nove e otto mesi), e di Vincenzo Cipolla, che ha avuto sei anni. Puccio e Baiamonte erano amici di Giuseppe Salvatore Riina, figlio del capo di Cosa nostra, e furono processati e condannati assieme a lui in un altro processo.

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