POTENZA – Il pubblico ministero di Taranto, Matteo Di Giorgio, è stato arrestato oggi dai Carabinieri del Comando provinciale di Potenza con l’accusa di concussione.
Di Giorgio – che è agli arresti domiciliari – è stato arrestato al termine di un’inchiesta avviata circa due anni fa. Secondo quanto è stato possibile apprendere, i Carabinieri hanno cominciato ad indagare dopo una serie di denunce presentate da cittadini che si ritenevano danneggiati dal magistrato. Le indagini hanno permesso di stabilire che Di Giorgio avrebbe compiuto atti contrari al suo ufficio e avrebbe ricevuto in cambio numerose utilità, ma non denaro.
L'inchiesta è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza, competente sui magistrati del Distretto della Corte di Appello di Lecce.
Nel 2001 Di Giorgio fu parte offesa in un’inchiesta nell’ambito della quale finì agli arresti domiciliari l’ex senatore dei Ds, Rocco Loreto, che era stato anche sindaco di Castellaneta (Taranto).
L'ex senatore, poi rinviato a giudizio, era accusato di aver calunniato Di Giorgio, il quale aveva inviato alcune inchieste sulla sua attività di sindaco del comune jonico.
La Procura della Repubblica di Potenza indagò prima su alcune accuse rivolte da Loreto a Di Giorgio: avendole trovate infondate, l’allora pm del capoluogo lucano, Henry John Woodcock, indagò per calunnio contro l’ex senatore.
Nessun commento da parte del procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio sull'arresto del pm Matteo Di Giorgio. Il provvedimento ha provocato sorpresa e clamore negli ambienti giudiziari tarantini.
Mentre era ancora in corso l’udienza del tribunale del riesame sul ricorso per Sabrina Misseri, il pm Ida Perrone è arrivata di corsa dinanzi all’ingresso dell’aula, invitando un carabiniere a riferire che voleva parlare urgentemente con il procuratore aggiunto Pietro Argentino.
Pochi minuti dopo, giunta la sospensione dell’udienza del tribunale del riesame, lo stesso Argentino e successivamente il procuratore Franco Sebastio e il pm Mariano Buccoliero sono usciti dall’aula recandosi nei rispettivi uffici al terzo piano, tra la ressa di fotografi e operatori televisivi.
MINACCE ED ABUSI TRA I REATI CONTESTATI AL PM
Minacce in ambito politico e ad un imprenditore, altre per proteggere un parente, e azioni dirette a garantire l’attività di un bar «completamente abusivo»: sono i fatti alla base delle accuse mosse al pm di Taranto, Matteo Di Giorgio, posto agli arresti domiciliari oggi dai carabinieri nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pm di Potenza, laura Triassi.
I carabinieri del comando provinciale di Potenza hanno notificato anche due divieti di dimora nel comune di Castellaneta (Taranto), dove il magistrato è agli arresti nella sua casa. Uno dei due uomini raggiunti dal provvedimento è il dipendente dell’azienda sanitaria di Taranto.
Di Giorgio, abusando della sua qualità di pubblico ministero, avrebbe minacciato di un «male ingiusto» un consigliere comunale di Castellaneta, costringendolo a dimettersi per provocare lo scioglimento del consiglio comunale e assumere una funzione di guida politica di uno schieramento.
Vi è anche l’accusa di aver intimorito un imprenditore, al quale fu sequestrato un villaggio turistico, e di aver indotto un’altra persona a non denunciare - per usura – un parente del magistrato. Infine, insieme ai due indagati ai quali è stata vietata la dimora a Castellaneta e ed amministratori e dirigenti comunali, Di Giorgio avrebbe commesso atti contrari ai suoi doveri d’ufficio pur di permettere ad un bar aperto senza autorizzazioni amministrative ed edilizie di continuare l’attività.

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