mercoledì 23 marzo 2011

UNA ROTONDA SUL LAGO

Una rotonda sul lago non è il titolo di una canzone ma un sintomo, oltre a tanti altri, di un incistamento mafioso: un vero e proprio tumore territoriale. Il dilemma insolvibile sul perché la politica non sia capace di fare politica, sul perché la politica sia nata sporca, sia nata mafiosa: parto della paura adottato dall’interesse per ottenere quanto non è concesso. Già! C’è sempre chi è meglio di noi e noi siamo sempre peggio di qualcuno. C’è sempre qualche fiore che sboccia, pure quello che appassisce, tanti fiori per chi sa conservarli senza doverli strappare. Invece vengono calpestati, strappati e poi insabbiati tanto sono in pochi quelli che scavano la realtà e se lo fanno bene possono essere facilmente seppelliti insieme ai fiori, ma questa non è una novità.

Troppi albanesi, troppi calabresi, troppi napoletani, troppi delinquenti, troppe buche, troppi allagamenti, troppo cemento, troppi negozi, troppi terreni in vendita, troppe rotonde storte e pericolose, troppo bianco e troppe foglie, poco turismo, poco commercio, poco verde e pochi alberi. Tanto denaro che entra nelle casse comunali e poco investimento nonché riqualificazione territoriale. Ritengo indispensabile tenere conto di tutti i sintomi rilevati poiché il malessere ambientale è principale indizio di una politica mafiocratica. Non lo dico io, me l’hanno detto i muri, l’asfalto, i sassi e l’acqua del lago.

Il Comune è un ente pubblico, fornisce cioè servizi per i cittadini i quali pagano regolarmente le tasse e le multe. Se c’è una struttura ci deve essere un servizio altrimenti non serve a nulla. Di settimana in settimana la società Sempione Spam si riempie, si dilata, si gonfia grazie allo sfruttamento della paura. Rende e non costa nulla, per chi la sfrutta. Ma c’è anche chi si oppone frontalmente, come fosse una resistenza. Questa non gioca. Rischia. Muore. Paga di persona. Non tutto è commercio, non tutto è opportunismo, non tutto è potere perché tutti, chi prima chi poi, hanno conosciuto successi e insuccessi; ma è con il modo con cui si reagisce che si dimostra la forza o la debolezza. Qui si parla del proprio paese al di là della festa, per addivenire a un’autoriflessione, importante pausa che suggerisce alcune risposte a tante domande e rinforza l’impegno civile contro l’usurpazione criminale del nostro territorio.

Gli introiti comunali derivanti dai centri commerciali, dagli indenizzi della regione Lombardia, dal palazzetto dello sport, dalla SEA , dal Parco del Ticino, tutto fa cassa ma il bilancio non pare essere così entusiasmante. Tutti questi soldi dove sono finiti? Investiti sul nostro paese non penso proprio altrimenti si vedrebbe e noi non siamo ciechi; come diceva Montherlant, la politica non ha niente da vedere con l’intelligenza e perciò alcuni Comuni decisamente poco trasparenti, nella fattispecie Castelletto S.T., si sono trasformati in OMM nonché organismi mafiosamente modificati.

Sembra essere giunto il tempus prosperum per la società Sempione Spam, ora più che mai. Lo dimostra il totonero, il videopoker e il controllo sulle vincite, l’inserimento all’interno delle amministrazioni comunali di famiglie della ‘ndrangheta, tra Novara e Verbania. Solo facendo un’attenta autopsia del territorio si rileva l’esizio d’ogni ragionevole dubbio che non sia quello che è. I cosiddetti investimenti immobiliari, i repentini cambi di gestione, la riqualificazione urbanistica, l’espansione commerciale sono tutti modi per ripulire il denaro proveniente dal narcotraffico, traffico d’armi, usura, pizzi e schiavitù sessuale grazie alla grande lavatrice chiamata Sempione.

La conseguenza del continuo agire criminale gutta cavat lapidem, senza intervento né prevenzione, conduce a una realtà territoriale pericolosamente schizofrenica, ragione per la quale anche i pittori non sanno più tradurre, dalla loro città e dalla loro terra tante emozioni per poi trasformarle in arte. Ricordi di ieri. Adesso?, c’è ancora arte da qualche parte del mondo?

Monica Vaccari

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