«Noi pronti a proteggere i turisti»
NAPOLI - «Vogliamo metterci al servizio dei turisti per far capire a cittadini e istituzioni che questa città può riscattarsi partendo dall'esempio di chi ha sbagliato. Il primo consiglio che daremo loro? Togliersi dal polso il Rolex che indossano. Napoli non può morire così e a cambiarla dobbiamo essere noi».
A sentire parlare Pietro Ioia, 51 anni, appena uscito dal carcere di Prato «per un reato commesso diciassette anni fa» dopo aver scontato due anni per spaccio di droga, l'idea che questa città possa realmente cambiare ti sfiora la mente.
L'idea è questa: «Sì, un'opportunità di riscatto c'è. Perché l'illegalità a Napoli - dice Ioia - si combatte con una sola arma: il lavoro. Se ci fossimo stati noi quel giorno all'ingresso del porto quel turista americano (Antonio Oscar Mendoza, ndr) non sarebbe morto, perché non avremmo permesso che lo rapinassero del Rolex».
Nasce con quest'intento il progetto «Napoli: pizza & mandolino», che il prossimo primo luglio i volontari dell'Ex Don (ex detenuti napoletani organizzati) presenteranno al Molo Beverello. Un luogo scelto non a caso, come spiega lo stesso Ioia: «Il porto di Napoli registra la maggiore concentrazione di turisti, che sbarcano dalle navi da crociera. Vogliamo dare un segnale importante a poche settimane dalla morte del turista statunitense in seguito allo scippo dell'orologio che aveva al polso. Ecco, questo non deve accadere più. Basta etichette negative su Napoli. Basta delinquenza. È ora di dare il buon esempio a partire da chi ha commesso reati».
E l'esempio, loro, i 70 ex detenuti che si sono improvvisati guide e «guardie del corpo» per i turisti che arrivano in città lo daranno eccome. Divisi su due turni, da 35 volontari ciascuno, dalle 9 alle 13, gli ex reclusi accompagneranno i visitatori tra le vie della città, specie nei luoghi ritenuti più a rischio.
«Se vorranno mangiare una pizza indicheremo loro i locali tipici, ma se vorranno visitare anche zone pericolose come i Quartieri Spagnoli o Forcella o il centro storico li metteremo in guardia. Prima regola - fa notare il portavoce degli ex Don - è non portare al polso un Rolex. Molti arrivano qui senza sapere il rischio cui vanno incontro. Un orologio come quello è ovvio che fa gola ai delinquenti. Un Rolex viene, infatti, apprezzato dai 4 ai 5 mila euro dai ricettatori».
Insomma un bel bottino, che poche settimane fa è costato la vita ad un ex parlamentare 66enne. «Non vogliamo sostituirci alle forze dell'ordine - precisano i volontari - ma dare prova che il cambiamento può nascere da parte di chi viene dal mondo del crimine, tutelando i turisti che arrivano a Napoli e che spesso finiscono nel mirino di balordi pagando talvolta con la vita la loro visita». Tra le guide turistiche del progetto «Napoli: pizza & mandolino» non mancheranno le «quote rosa». Tante donne che hanno commesso reati (dallo spaccio di droga alla contraffazione, alla truffa), ma che hanno pagato il loro conto con la giustizia.
«Ho scontato la mia pena - fa sapere Ioia - sono uscito dal carcere una settimana fa per un reato che risaliva a più di quindici anni fa, ma ora voglio avere la possibilità di un reinserimento lavorativo e sociale. Anche se - tengo a precisarlo - il nostro progetto è totalmente gratuito. Quel che chiediamo al neosindaco De Magistris e al prefetto De Martino è solo l'autorizzazione a far decollare l'iniziativa. Già nel 2009 tentammo di avviare un esperimento simile ma nessuna istituzione ci appoggiò».
Giuliana Covella
Non è per niente una buona idea.Queste persone se hanno voglia di riscatto comincino a condurre una "vita normale" accettando qualsiasi tipo di lavoro compreso quelli duri e umili. Chi ha voglia di lavorare e sudare un lavoro lo trova. Questi tipi di "protezioni" sono molto praticate dalle organizzazioni malavitose pagate con il pizzo. La cooperativa "pizza e mandolino" rischia di avere un'assonanza con "pizzo e malandrino". Signor Sindaco non prenda in considerazione questa proposta che è un'idea peggiore persino a quella che regalava ai turisti Rolex di plastica in sostituzione di quelli veri da indossare durante la permanenza a Napoli. Una vergogna proposta dalla vecchia amministrazione ma quella era un'altra storia ....si spera.
RispondiEliminanunvogliochiagnerecchiupette@gmail.com
Si NUNVUOCHIAGNERECHIUPERTE,SE RENDESSE UN ATTIMO CONTO CHE è PER LA GENTE COME LEI,CHE SI CHIAGNE,( COME DICE APPUNTO ANCHE IL SUO NOME),IN QUANTO LA DISCRIMINAZIONE E IL NON DARE SPERANZA A CHI VUOLE RISCATTO SOCIALE,FA' SI CHE SI CREI ODIO CONTRO LA SOCIETA' CIVILE E CONTRO LO STATO CHE SIAMO NOI.
RispondiEliminaL'aver sbagliato nella vita,non vuol dire pagare l'ergastolo ,e questo progetto non è l'unico lavoro che vogliamo.
Noi ex d.o.n. siamo disposti a lavorare in tutti i settori,basta che sia un lavoro dignitoso che aiuti a sbarcare il lunario,poichè anche noi abbiamo una vita ed una famiglia come tanti di voi che ci giudicate senza conoscere.
E' stato un commento scritto in fretta e furia,ma se mi sono ben spiegato ,potrete rispondermi pure quando vorrete.
pietro ioia come presidente?vuole solo farsi un nome personalmente lui non cambiera' mai con o senza lavoro, bella iniziativa nelle mani di una persona sbagliata....
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