CATANIA. La Procura della Repubblica di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio di 53 dei 56 indagati del fascicolo Iblis. La richiesta è stata formalizzata all'ufficio del Gip dal procuratore capo facenti funzioni, Michelangelo Patané, e dal coordinatore del gruppo, l'aggiunto Carmelo Zuccaro, che hanno avocato il fascicolo e coordinano direttamente l'inchiesta.
I vertici della Procura, che non hanno condiviso la richiesta di rinvio a giudizio di tutti gli indagati presentata dai sostituti Giuseppe Gennaro, Antonino Fanara, Agata Santanocito e Iole Boscarino, hanno infatti stralciato la posizione di tre indagati: il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, suo fratello Angelo, che è parlamentare nazionale del Mpa, e di Ferdinando Bonanno.
Iblis, le tappe dell'inchiesta
Il blitz Iblis (il nome del Diavolo in arabo) scattò nella notte tra il 2 e il 3 novembre del 2010. Tra gli indagati per concorso esterno all'associazione mafiosa per ci sono anche il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa.
L'avviso di conclusione indagine da parte della Dda della Procura di Catania è stato emesso il 9 aprile scorso. Secondo l'accusa, Raffaele Lombardo, attraverso altre persone tra le quali suo fratello Angelo, avrebbe "sollecitato Cosa nostra catanese a reperire voti per loro, e per i partiti in cui militavano durante competizioni elettorali ingenerando nella mafia la convinzione che loro fossero a disposizione per assecondare le esigenze della cosca Santapaola nel controllo di appalti, attività economiche, concessioni e servizi pubblici".
Nel maggio scorso i quattro sostituti procuratori titolari dell'inchiesta, Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara, e Iole Boscarino, hanno depositato nella segreteria del procuratore capo facenti funzioni, Michelangelo Patané, la richiesta di rinvio a giudizio di tutti gli indagati. Ma il procuratore Michelangelo Patané e il coordinatore del gruppo, il procuratore aggiunto Carmelo Zuccaro hanno deciso di stralciare la posizione dei fratelli Lombardo e di Ferdinando Bonanno e di chiedere il rinvio a giudizio di altri 53 persone.
Tra gli indagati ci sono anche il deputato regionale del Pid ed ex sindaco di Palagonia, Fausto Fagone, che si è dimesso nelle scorse settimane dall'incarico; il consigliere della Provincia di Catania dell'Udc, ma prossimo a passare al Pid, Antonino Sangiorgi; l'ex assessore del Comune di Ramacca, Giuseppe Tomasello; il consigliere dello stesso Ente, Francesco Ilardi e il deputato regionale ex Pdl Sicilia e adesso Gruppo misto, Giovanni Cristaudo.
La Procura di Catania ha stralciato la posizione del presidente della Regione e del fratello
CATANIA. La Procura della Repubblica di Catania ha stralciato la posizione del presidente della Regione e leader del Mpa, Raffaele Lombardo, e di suo fratello, il parlamentare nazionale Angelo, dall'inchiesta Iblis in cui erano indagati per concorso esterno in associazione mafiosa.
La decisione è stata adottata dai vertici dell'ufficio che hanno avocato il fascicolo ai quattro sostituti che invece avevano sollecitato la richiesta di rinvio a giudizio di 52 persone, compresi Raffaele e Angelo Lombardo, nell'ambito di un'inchiesta in cui erano affluite le indagini di carabinieri del Ros.
Il procuratore capo facenti funzioni, Michelangelo Patané, e il coordinatore del gruppo, l'aggiunto Carmelo Zuccaro, hanno avocato il fascicolo e coordinano direttamente l'inchiesta. L'avocazione dell'inchiesta e lo stralcio del presidente della Regione e di suo fratello sarebbero propedeutiche alla richiesta di archiviazione per entrambi.
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