mercoledì 19 maggio 2010

Operazione antimafia «Game Over»


Mesi di indagini della Polizia hanno accertato ruoli e frequentazioni degli indagati arrestati nell'operazione antimafia «Game Over»

Mesi di indagini della Polizia hanno accertato ruoli e frequentazioni degli indagati arrestati nell'operazione antimafia «Game Over». Ecco gli elementi raccolti a carico dei singoli arrestati.
ANGELO MARIA GLORIA
Ha concorso stabilmente alle attività di Cosa Nostra, in particolare della famiglia di Enna, dalla quale riceveva vantaggi e sostegno alla sua attività imprenditoriale. Sono stati, infatti, accertati alcuni episodi che cristallizzano il concorso stabilmente offerto dallo stesso all'attività del sodalizio criminale. È proprio Angelo Maria Gloria che ha occultato la somma di 5.000,00 euro che erano stati consegnati a Giancarlo Amaradio (che difficilmente avrebbe potuto giustificarne la provenienza), in occasione di un controllo di Polizia a seguito del quale lo stesso Amaradio fu tratto in arresto per la violazione della sorveglianza speciale, mentre, unitamente al Gloria si trovava fuori dal territorio comunale di Enna.
In altre occasioni ha organizzato personalmente incontri tra esponenti mafiosi di primo piano, evitando che gli stessi si dovessero mettere direttamente in comunicazione, così aiutandoli ad eludere ogni tipo di controllo o investigazione da parte delle Forze di Polizia nei loro confronti. Ha, inoltre, svolto un ruolo di intermediario tra l'organizzazione mafiosa ed una ditta che effettuava lavori edili a Piazza Armerina, presso il sito della Villa Romana del Casale, alla quale doveva essere imposta l'assunzione di Giuseppe Stella e la scelta dei fornitori; a quest'ultimo proposito Gloria, qualificandosi come soggetto in grado di gestire "le situazioni", in un primo momento ha cercato di imporre se stesso quale fornitore di calcestruzzo, evitando, così, problemi al cantiere e poi ha cercato di favorire l'impresa di altro soggetto già condannato con sentenza definitiva per appartenenza a Cosa Nostra per forniture di inerti.
Altro importante elemento fortemente sintomatico del suo legame con la famiglia mafiosa è costituito dalla circostanza che l'intera famiglia di Cosa Nostra si adoperava per risalire ai responsabili del furto di un suo escavatore ed arrivava a risarcirlo, in qualche misura del danno subito, a conferma di una sorta di rapporto di "assicurazione" esistente tra Gloria e l'organizzazione mafiosa.
GIUSEPPE STELLA
A suo carico sono emersi molteplici elementi in ordine all'inserimento nell'organizzazione Cosa Nostra, all'interno della quale il suo ruolo principale era di occuparsi della gestione di "case da gioco" clandestine, uno dei settori di attività mafiosa gestiti da Salvatore Seminara e da Gaetano Drago, anche nella provincia di Enna. Il legame tra lo Stella ed il Seminara, si era già evidenziato nella vicenda relativa all'appalto relativo alla costruzione di un parcheggio presso la Villa Romana del Casale; nell'occasione l'assunzione dello Stella era stata imposta, proprio sul presupposto del vincolo che lo legava al Seminara, con l'intermediazione di Angelo Maria Gloria.
Successivamente le indagini permettevano di evidenziare l'attività che lo Stella svolgeva per conto del Seminara sin dal 2007, in seno alla gestione delle case da gioco; in particolare nel 2009 assumeva la gestione di una casa da gioco organizzata presso un agriturismo di Piazza Armerina, dove, in vari giorni della settimana, tra le ore 18:00 e le ore 22:00, si svolgevano "riunioni" con con la partecipazione mediamente tra venticinque/quaranta persone.
Nel giugno del 2009, Seminara e Drago sostituivano lo Stella con altro soggetto che ritenevano, evidentemente, più meritevole di fiducia, tale Ivano Di Marco, poiché lo stesso Stella, durante la gestione della bisca aveva fatto "la cresta" sui guadagni di "Cosa Nostra".
Lo stesso Stella riferiva ai fratelli che era stato convocato ed esautorato dalla gestione della bisca clandestina direttamente dal Seminara, in quanto sospettato di sottrarre parte dei proventi, derivanti da tale attività illecita e destinati alla "famiglia"; Seminara gli aveva proibito anche di recarsi nel luogo ove veniva tenuto il gioco d'azzardo, stabilendo, altresì, che la bisca doveva essere gestita da Ivano Di Marco, coadiuvati da Salvatore e Pietro Stella.
Anche se estromesso dall'attività di gestione della bisca di Piazza Armerina, Stella continuava ad operare per conto del Seminara, secondo quanto da lui stesso affermato in una conversazione con il fratello Salvatore, poiché incaricato di "girare" per altre cose.
Anche in precedenza, in più occasioni lo Stella aveva presenziato o anche organizzato degli incontri e dei summit mafiosi ai quali aveva partecipato anche il Seminara ed aveva dato la sua disponibilità a "girare" per conto del Seminara.
In particolare, in data 17 gennaio 2008, partecipava ad un incontro a Pergusa tra Seminara ed altri indagati, fra i quali Angelo Maria Gloria, mentre nel 2009 organizzava un summit con la partecipazione di Giancarlo Amaradio e del Salvatore Seminara.
PIETRO E SALVATORE STELLA
I fratelli di Giuseppe Stella, Salvatore e Pietro, contribuivano alla attività illecita dell'organizzazione mafiosa facente riferimento al Seminara, prima collaborando il fratello Giuseppe nella gestione della Casa da Gioco, poi collaborando, seppure per un lasso di tempo brevissimo, con Ivano Di Marco nella medesima attività.
Emergeva dalle indagini che Salvatore Stella aveva anche il compito di registrare i nominativi dei debitori e gli importi dovuti e che fino al 17 giugno, giorno dell'irruzione della Polizia, aveva lavorato per la casa da gioco.
Il 17 giugno, poco prima dell'irruzione della Polizia, Salvatore Stella controllava l'andamento degli affari della bisca e informava il fratello Giuseppe.
In data 17 giugno 2009 alle ore 19:15 personale della Squadra Mobile di Enna faceva irruzione presso la citata bisca, interrompendo il gioco in corso ("baccarà"), al quale partecipavano circa trenta persone provenienti da varie località della Sicilia, e sequestrando circa 27.000,00 euro in contanti e 22.000,00 euro in assegni rinvenuti sul tavolo da gioco e addosso ai giocatori.
Al momento dell'irruzione erano presenti Ivano Di Marco, Pietro Stella, Salvatore Stella.
CALOGERO SILVIO LA MALFA
Gerry La Malfa concorreva all'attività di Cosa Nostra, mettendo a disposizione dell'organizzazione mafiosa, per il gioco d'azzardo, la struttura dell'agriturismo, formalmente intestato alla moglie.
Inoltre, si associava con Drago e Seminara nell'attività dell'agriturismo, ricevendo il sostegno economico, sia per fronteggiare i debiti, sia favorendo il reimpiego in attività lecite di denaro di pertinenza del Seminara e del Drago e pertanto di dubbia provenienza.
È risultata, inoltre, evidente la volontà di favorire gli esponenti mafiosi di vertice e di occultare la riconducibilità agli stessi dell'organizzazione del gioco in occasione del blitz del 17 giugno 2009. Tant'è che immediatamente, durante il blitz della polizia delle ore 19:00 del 17 giugno, Calogero Silvio La Malfa informava immediatamente Giuseppe Stella e Gaetano Drago di quanto stava accadendo e quindi chiedeva loro come comportarsi.
Le indagini comprovavano il fatto che Seminara e Drago erano compartecipi nell'attività agrituristica. Emergeva, infatti, che nel febbraio 2009 Gaetano Drago faceva avere a La Malfa 12.000,00 euro di pertinenza sua e del Seminara.
Il sostegno economico fornito da Cosa Nostra a La Malfa, trovava conferma nella circostanza che Drago e Seminara si comportavano in varie occasioni alla stregua di soci nell'attività agrituristica.
Dalle indagini era possibile accertare che la società di fatto tra Drago, Seminara e La Malfa nella gestione dell'agriturismo stava per trasformarsi in una società ufficialmente costituita, nella quale la percentuale riconducile a Seminara e Drago, avrebbe dovuto essere rappresentata da un prestanome.
Lo stesso Drago, dopo il suo arresto, indicava La Malfa come la persona più adatta a gestire l'agriturismo, in attesa della sua scarcerazione, dimostrando implicitamente il suo diretto interesse in quell'attività economica.
Dopo l'arresto di Drago e Seminara, eseguito il 14 luglio 2009, La Malfa dava sostegno economico agli associati detenuti, su sollecitazione del Di Marco, consegnando 3.000,00 euro per gli stessi.

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