giovedì 6 maggio 2010

MAFIA NEWS NOTIZIE


Berlusconi: colpi durissimi inferti alla mafia

ROMA- ‘La cattura del latitante Maurizio Motta, esponente di spicco della mafia, rappresenta l’ennesimo successo delle forze dell’ordine, della magistratura e del Governo nella lotta contro la criminalita’ organizzata’: e’ quanto afferma il premier Silvio Berlusconi in una nota. ‘Le recenti norme varate da questo Governo, i nuovi mezzi messi a disposizione e la costante efficienza delle forze dell’ordine – aggiunge – hanno permesso e permettono di infliggere colpi durissimi e senza precedenti alla malavita organizzata. Agli uomini della Polizia di Stato di Catania va il mio ringraziamento personale e quello di tutto il Governo’.

Scriveva false sentenze, arrestato avvocato messinese

MESSINA- La sezione della polizia giudiziaria di Messina ha arrestato l’avvocato del Foro di Catania Maurizio Valerio, 48 anni, ritenuto responsabile di avere realizzato in diverse occasioni atti pubblici falsi, ovvero sentenze emesse dalle sezioni lavoro presso il Tribunale civile e la Corte di Appello di Catania, traendo cosi’ in inganno i propri patrocinati. L’avvocato Valerio si trova agli arresti domiciliari.

Palma di Montechiaro, minacce di morte al comandante dei carabinieri

PALMA DI MONTECHIARO- Una scritta, con minacce di morte, e’ comparsa sui muri di corso Brancatello, a Palma di Montechiaro (Ag). Il destinatario della scritta ‘vai via o’ seguita dal disegno di una bara con una croce, e’ il maresciallo della stazione cittadina Luigi Marlella. L’ufficiale dell’Arma, lo scorso 23 aprile, ha arrestato in flagranza di reato, per tentata rapina in un supermercato, due giovani di Palma di Montechiaro, uno dei quali aveva anche tentato di sparare contro Marletta, ma l’arma si era inceppata. Davanti la caserma, familiari e amici dei due giovani si sono poi opposti all’arresto, scagliandosi contro i carabinieri che finirono con l’arrestare altre tre persone.

Mafia, confiscati beni a imprenditore di Grotte

AGRIGENTO- Il tribunale di Agrigento, sezione misure di prevenzione, ha disposto la confisca dei beni, per un valore di 500 mila euro, all’imprenditore di Grotte Giuseppe Carlisi, 40 anni. I beni, appezzamenti di terreno, fabbricati e una societa’ in accomandati semplice, erano stati sequestrati, la scorsa estate, dalla Dia.
Carlisi, il 27 luglio del 2007, fu raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Palermo, su richiesta della Dda, perche’ ritenuto responsabile di associazione mafiosa, essendo ritenuto appartenente alla famiglia mafiosa di Grotte. L’imprenditore fu condannato, con rito abbreviato, in primo grado, dal gup a 6 anni e 8 mesi di reclusione per associazione di stampo mafioso. Nel marzo del 2009 i giudici della prima sezione penale della Corte d’appello di Palermo lo hanno assolto per non avere commesso il fatto e nel febbraio scorso la sentenza e’ divenuta definitiva a seguito del pronunciamento della Cassazione. 

Casalesi, nuova ordinanza per boss Setola
accusato di altri due omicidi


CASERTA (6 maggio) - Una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l'accusa di omicidio, è stata notificata da agenti della squadra Mobile di Caserta e dai carabinieri di Castello di Cisterna, a Giuseppe Setola, capo dell'ala stragista del clan dei Casalesi, catturato dopo una lunga latitanza ed una serie di agguati mortali, tra cui la strage di immigrati a Castel Volturno.
Setola è ritenuto responsabile, insieme con Davide Granato, altro componente del gruppo di fuoco della fazione dei Casalesi, legata a Francesco Bidognetti, agli omicidi di Lorenzo Riccio, di 47 anni, di Giugliano (Napoli) e a Stanislao Cantelli, di 60 anni, di Casal di Principe. Lorenzo Riccio fu ucciso il 2 ottobre di due anni fa all'interno dell'agenzia di pompe funebri 'Russò, a Giugliano, dove lavorava come contabile. Obiettivo di Setola - secondo gli investigatori - erano i titolari dell'agenzia, Luciano e Sabatino Salvatore Russo, padre e figlio, gestori negli anni '90 dell'attività di pompe funebri anche a Parete e Trentola Ducenta, nell'agro aversano. I Russo denunciarono intimidazioni e richieste estorsive da parte dei Casalesi che controllavano quella zona, contribuendo all'arresto, nel dicembre del 1993 di Francesco Bidognetti, all'epoca titolare di una ditta di onoranze funebri, 'La Concordia s. r. l.' di Casal di Principe. Bidognetti, uno dei capi storici della cosca, a seguito della denuncia fu condannato a nove anni di reclusione. Tre giorni dopo, fu ucciso, in un circolo ricreativo di Casal di Principe, Stanislao Cantelli, zio materno dei fratelli Alfonso e Luigi Diana, di 42 e 40 anni, che avevano cominciato a collaborare con i magistrati della Dda partenopea. Setola è accusato di essere stato l'ideatore e l'esecutore materiale dei due omicidi, mentre Granato deve rispondere di favoreggiamento.


Avellino, faida tra clan a Quindici
4 arresti nel clan Genovese


AVELLINO (6 maggio) - Quattro ordinanze di custodia cautelare emesse dal pm della Dda di Napoli, Sergio Amato, sono state eseguite dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino nei confronti di quattro esponenti del clan camorristico Genovese. L'operazione, scattata nel corso della notte, ha portato alla cattura del presunto mandante e gli altri tre gli esecutori materiali dell'omicidio di un pregiudicato affiliato al clan Cava di Quindici, freddato a colpi di pistola da tre killer la sera del 12 luglio del 2000 davanti ad un bar di S. Biagio di Serino.

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