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martedì 7 giugno 2011

mafia news

Catania: arrestati 2 trafficanti internazionali

Ieri, personale della Squadra Mobile ha arrestato S. P. nato a Lamezia Terme (CZ) (cl. 1966), residente in Svizzera e J.D.Z. J.M., nata nella Repubblica Dominicana (cl.1975), domiciliata in Svizzera, per trasporto illegale di sostanza stupefacente del tipo cocaina.


Agenti dell'antidroga avevano appreso che in giornata una coppia, con cane di piccola taglia al seguito, viaggiante a bordo di autovettura Citroen Picasso con targa svizzera avrebbe trasportato fino a questa città un ingente quantitativo di cocaina.
Ciò premesso, il suddetto personale fin di prima mattina si poneva in osservazione in punti nodali dell'autostrda ME-CT, in attesa dell'arrivo dell'auto segnalata.

La notizia si rivelava precisa poiché intorno alle ore 16.00 una delle pattuglie in servizio di osservazione individuava l'autovettura segnalata con a bordo due occupanti, un uomo e una donna, poi identificati per i succitati S. P. e J.D.Z. J.M..

L'auto veniva subito bloccata e condotta presso gli uffici della Squadra Mobile per essere perquisita.

La coppia negava in maniera decisa che vi fosse sostanza stupefacente occultata all'interno dell'auto, ma la notizia era stata troppo puntuale per non essere vera, atteso che in auto, oltre alla coppia, vi era anche un cane razza Pincher.

Ed infatti ad un controllo più approfondito all'interno della ruota di scorta venivano rinvenuti nr.3 panetti di cocaina per un peso complessivo superiore ai tre chilogrammi.

Posti di fronte all'evidenza dei fatti S. P. e J.D.Z. J.M. venivano dichiarati in stato di arresto ed associati presso la locale casa circondariale di "piazza Lanza" a disposizione del Sost.Proc.dott.ssa Barrera.

È stimabile che la droga su piazza avrebbe reso circa trecentomila euro.


Camorra: clan emergente a Caserta, 13 arresti

Gli elementi di un gruppo camorrista emergente, attivo nella provincia di Caserta, soprattutto a Maddaloni e a San Nicola La Strada, conosciuti come i "Sartana", è stato arrestato dalla Squadra mobile della provincia campana nell'operazione "Wild West".


Estorsione, detenzione illegale di armi, ricettazione e spaccio di sostanze stupefacenti sono i reati contestati al gruppo criminale con a capo i due fratelli Michele e Vincenzo Ferraro conosciuti anche per essere i nipoti del più noto camorrista Andrea Ferraro, detto "Sartana", rimasto ucciso qualche anno fa in una guerra tra clan.

Le estorsioni erano commesse ai danni di imprenditori edili. All'operazione hanno preso parte anche il Reparto prevenzione crimine con l'aiuto di militari dell'esercito.


Criminalità: le slot machine dei Casalesi arrivano in Molise

Minacciavo i commercianti passando alle vie di fatto con i più ostinati. Rompevano vetrine, in un caso hanno utilizzato una bottiglia incendiaria; tutto per imporre il proprio dominio territoriale nelle province di Campobasso ed Isernia nel settore delle slot machine. Questa mattina però, dopo due anni di indagini, i 9 componenti della banda sono stati arrestati nel corso di un'operazione coordinata di Polizia e Carabinieri.


I nove, 5 campani e 4 molisani alcuni anche pregiudicati per reati gravi, si erano associati per imporre il monopolio dei loro apparecchi da gioco nelle due province molisane scalzando la concorrenza e costringendo i gestori dei locali ad affidarsi alla loro organizzazione.

giovedì 23 dicembre 2010

Mafia news

Mafia/ Bari, arrestati boss Lorusso e sua moglie

Sono stati arrestati questa mattina all'alba dagli agenti della Squadra Mobile di Bari, Umberto Lorusso, 32 anni, luogotenente del clan Rizzo a San Girolamo,quartiere periferico di Bari, e sua moglie. Sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio di un esponente del clan rivale e traffico di sostanze stupefacenti. Umberto Lorusso - costretto su una sedia a rotelle in seguito ad un agguato compiuto materialmente da Diego Casadibari, detto Gagan nell'agosto del 2009, aveva deciso di vendicare personalmente l'affronto subito. Ulteriori particolari saranno forniti dalla Procura Antimafia e dalla Squadra Mobile della Questura di Bari nel corso della mattinata.
 
MAFIA: LETTERA DI INGROIA AI COMMERCIANTI, DENUNCIATE IL 'PIZZO'
 
 Palermo, 22 dic. - "Tutti voi, cari commercianti, negli anni passati preferivate farvi incriminare per favoreggiamento e false dichiarazioni al pm piuttosto che violare la consegna del silenzio, piuttosto che ammettere di essere stati vittima della mafia. Fu questo atteggiamento di passivita' e paura ad avere isolato Libero Grassi, esponendolo alla rappresaglia mafiosa. Fu questo atteggiamento di rassegnazione a rafforzare il potere sul territorio di Cosa Nostra". Lo scrive il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, in una lettera aperta pubblicata sul settimanale S. "Oggi non e' piu' cosi' -prosegue Ingroia- centinaia sono gli imprenditori che si sono ribellati e che percio' vivono con la scorta, ma senza la mafia e senza necessita' di vedersi il proprio locale incendiato. E, anzi, hanno visto i loro aguzzini prima alla sbarra, e poi condannati a pene severe. Una via d'uscita esiste. Ed e' una via d'uscita conveniente. Perche' conviene, economicamente e psicologicamente, liberarsi del mafioso che ti perseguita, ti assilla, ti controlla, ti pesa. Questo e' il momento buono, cari commercianti. Non aspettate la mossa degli altri. Non aspettate che sia lo Stato a convocarvi per denunciare il mafioso. Non aspettate che sia il mafioso a desistere dal venirvi a chiedere il pizzo, perche' e' difficile che vi rinunci".
 
MAFIA: PROCESSO A 'EREDE' BOSS LO PICCOLO, MCL PARTE CIVILE
 
Palermo, 22 dic. - Il Movimento cristiano lavoratori attraverso il suo presidente nazionale, Carlo Costalli, si e' costituito parte civile nel processo all'architetto Giuseppe Liga, considerato l'erede del boss Salvatore Lo Piccolo. Il professionista era stato arrestato lo scorso 22 marzo. "Nel ribadire che scopo del movimento e' quello dell'affermazione della legalita', attraverso la diffusione dei principi sociali del cristianesimo - spiega Mcl - sono state configurate a carico dell'imputato Liga condotte incompatibili con i principi ispiratori e l'azione quotidiana del movimento stesso". Il pubblico ministero Francesco Del Bene, intervenendo sulla costituzione di parte civile, ha dichiarato che l'atto di costituzione e' corretto sia sotto il profilo formale sia sostanziale. Il Tribunale, dopo una breve camera di consiglio, ha ammesso la costituzione di parte civile del movimento. (AGI) Mrg

mercoledì 22 dicembre 2010

Mafia news

 Siracusa, bomba carta trovata vicino il Tribunale

Gli investigatori ritengono che sia stato lasciato sul posto da esponenti della criminalità organizzata per un eventuale attentato estorsivo, ma il procuratore capo invita a “non creare inutili allarmi”


SIRACUSA. La Questura di Siracusa sta indagando sul ritrovamento, avvenuto ieri sera nel piazzale di via Mazzanti, un'area lontana 500 metri dal Palazzo di giustizia di Siracusa., di un pacco contenente 200 grammi di polvere nera, che gli investigatori ritengono possa essere materiale esplosivo.

In un primo momento la polizia aveva pensato a un ordigno rudimentale, ma successive indagini della locale squadra mobile hanno permesso di accertare che era una bomba carta. Sul posto sono intervenuti artificieri di Catania che l'hanno messa in sicurezza. Secondo gli investigatori, visto che la zona del ritrovamento è abbandonata, ritengono che sia stato lasciato sul posto da esponenti della criminalità organizzata per un eventuale attentato estorsivo.

Il procuratore capo di Siracusa, Ugo Rossi, ha invitato «a non creare inutili allarmi» perché, ha spiegato, «non ci sono elementi per potere catalogare e attribuire l'accaduto, abbiamo bisogno di leggere l'episodio».

 Droga, arrestato agente di polizia penitenziaria

Il caso a Siracusa. In manette Giuseppe Roccasalva, 42 anni, in servizio nel carcere di Brucoli. Nella sua auto trovati 55 grammi di cocaina


SIRACUSA. Un agente scelto della polizia penitenziaria, Giuseppe Roccasalva, 42 anni, in servizio nel carcere di Brucoli (Siracusa) è stato arrestato dopo che nella sua auto sono stati trovati 55 grammi di cocaina che, secondo gli investigatori, l'agente avrebbe anche piazzato nel carcere dove presta servizio.

L'operazione è stata effettuata dagli agenti della sezione della Procura che da tempo stavano indagando sulla doppia vita di Roccasalva, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Il canale di rifornimento dello stupefacente era la piazza catanese. L'arresto è scattato in flagranza di reato: seguendo gli spostamenti dell'uomo i poliziotti lo hanno intercettato a Belvedere, frazione alle porte del capoluogo. E' stato anche fermato Vincenzo Silvestro, 30 anni, che avrebbe aiutato l'agente nella distribuzione dello stupefacente.

martedì 16 novembre 2010

Mafia news

Altra intimidazione a Partinico: incendiata un automobile
In fiamme una Mercedes intestata a una ditta locale ed in uso ad un imprenditore vinicolo. Nel pomeriggio è stata promossa una fiaccolata per dire basta ai danneggiamenti e agli atti di violenza avvenuti nel territorio


PARTINICO. Questa mattina è stata incendiata a Partinico una Mercedes intestata ad una ditta locale ed in uso ad un imprenditore vinicolo. Sono intervenuti i carabinieri della compagnia e i vigili del fuoco. Indagano i carabinieri. Nel pomeriggio proprio a Partinico è stata promossa una fiaccolata contro le intimidazioni e i danneggiamenti avvenuti in quel territorio
Mafia, boss messinese al 41 bis muore in carcere

Giorgio Mulé, 53 anni, boss del quartiere Giostra, da qualche settimana aveva gravi insufficenze epatiche

MESSINA. E' morto stamattina, nell'ospedale Maggiore di Milano, Giorgio Mulé, 53 anni, boss del quartiere Giostra di Messina, che si trovava in carcere in regime di 41 bis ormai da circa 15 anni. Sembra che l'uomo avesse da qualche settimana gravi insufficienze epatiche. Qualche anno fa Mulé aveva annunciato di avere contratto il virus dell'Aids, ma i magistrati della Dda di Messina erano convinti che il boss strumentalizzasse la sua presunta patologia per ottenere trasferimenti in carceri meno duri o in centri clinici ed ospedali, per continuare a svolgere la propria attività criminale.
Domani il boss sarebbe stato sottoposto a nuova perizia medica dopo l'annullamento della Cassazione, di un provvedimento del Tribunale del riesame che aveva rigettato l'istanza di scarcerazione presentata dai suoi legali. Mulé era accusato di 4 omicidi e 3 ferimenti, nella guerra di mafia fra il clan Mancuso-Rizzo e quello di Villa Lina. I giudici del Tribunale di Messina gli avevano anche inflitto 15 anni per le estorsioni compiute direttamente dal proprio letto d'ospedale al Regina Margherita.

Rifiuti, dossier Coinres ai pm: "Buco da 40 milioni"

Un memoriale di oltre mille pagine è stato presentato alle Procure di Termini Imerese e Palermo, alla Prefettura e alla Corte dei conti

PALERMO. Un dossier di circa mille pagine é stato presentato alle Procure di Termini Imerese e Palermo, alla Prefettura e alla Procura regionale della Corte dei Conti, per accertare eventuali responsabilità su un buco da 40 milioni al Coinres Ato Palermo 4, il consorzio che si occupa della raccolta dei rifiuti in 21 comuni del palermitano. La presentazione del documento da parte del direttore tecnico del Consorzio, Giuseppe Pirrone, e il direttore amministrativo, Roberto Li Causi, è l'atto finale di uno scontro tra i vertici amministrativi del Coinres e i sindaci. Il buco è stato accertato grazie all'approvazione di tre conti consuntivi: quelli del 2007, 2008 e 2009 che precedentemente non erano mai stati vagliati dall'assemblea dei soci formata dai comuni.

Per 27,6 milioni il debito è nei confronti dell'Amia, mentre il resto sarebbe dovuto ad assunzioni non motivate e comunque non seguite all'acquisto dei mezzi che avrebbe consentito l'utilizzo del personale. In breve tempo, secondo una ricostruzione dei due dirigenti, si sarebbe passati da un organico di 400 persone a quasi 550. Il debito è venuto fuori dopo circa una anno e mezzo di commissariamento. L'Ato è attualmente gestito dal commissario Salvatore Raciti della Regione. Adesso i Comuni dovranno immediatamente coprire il buco, ma intanto sperano nell'aiuto della Regione. Secondo l'ultima finanziaria, infatti, l'amministrazione regionale potrebbe intervenire versando le somme dovute dagli enti locali che poi potrebbero ripianare il debito in diversi anni. Non è chiaro però se il buco, dovuto alle mancate approvazioni dei bilanci, possa rientrare in questa norma.

Riqualificazione beni confiscati, sette progetti in Sicilia

Quattro sono nel Palermitano: a Partinico, San Cipirello, Monreale e Corleone; due nel Siracusano: a Noto e Lentini; e uno nel Ragusano: a Vittoria. Un totale di 7,6 milioni di euro

PALERMO. In Sicilia sono sette i progetti approvati per la riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata per un totale di 7,6 milioni di fondi provenienti dal Pon sicurezza. Quattro sono nel Palermitano: a Partinico, San Cipirello, Monreale e Corleone; due nel Siracusano: a Noto e Lentini; e uno nel Ragusano: a Vittoria. Tra i progetti finanziati c'é anche la realizzazione di una bottega dei sapori a Corleone nell'ex casa del capomafia Provenzano, che ha ricevuto 55.200 euro di fondi. Il finanziamento di maggiore entità, di 3 milioni di euro, è stato concesso al Comune di Lentini per il progetto 'Libera terra leontinoi, Casa nostra fattoria della legalita''.

martedì 26 ottobre 2010

Mafia news

I Ris nel covo del boss Messina
Arriveranno oggi a Favara gli specialisti che analizzeranno una stanza segreta nell'appartamento di via Stati Uniti in cerca di nuove prove

FAVARA. Arriveranno oggi, a Favara (Ag), i carabinieri del Ris di Messina che analizzeranno, alla ricerca di una stanza segreta, l'appartamento di via Stati Uniti, l'ultimo covo del boss di Cosa Nostra di Agrigento Gerlandino Messina. Il capomafia agrigentino pare ammirasse Totò Riina (una biografia del criminale corleonese è stata ritrovata nello stabile dove è stato arrestato). Secondo gli investigatori, non é escluso che abbia anche cercato di emularlo nei sistemi di "sicurezza personale". L'appartamento rimane sequestrato e piantonato dai militari. I carabinieri non avrebbero, poi, nessun elemento per capire da quanto tempo Messina si trovasse in quella casa. Fra la biancheria del superlatitante c'era anche un pacchetto regalo.

 
Omicidio Bellomo, arrestato ex indagato
A Gela è finito in manette Emanuele Curvà, 29 anni, ritenuto uno degli esecutori materiale del delitto, avvenuto nel 2007

GELA. La squadra mobile di Caltanissetta, su ordine del gip di Gela, ha arrestato Emanuele Curvà, 29 anni, ritenuto uno degli esecutori materiali dell'omicidio di Luciano Bellomo, ucciso con colpi di pistola a Gela il 24 settembre 2007. Dopo il delitto le indagini si concentrarono su Curvà e su Giuseppe Domenico Cafà. Quest'ultimo aveva voluto punire Bellomo per una presunta violenza sessuale nei confronti della sua fidanzata. Cafà venne arrestato processato e assolto mentre la posizione di Curvà venne archiviata dal giudice. Ora gli investigatori sono convinti di avere prove "più pesanti" che inchioderebbero l'arrestato.



 

giovedì 14 ottobre 2010

Mafia news

Mafia, ecco i beni sequestrati a Civello

La Dia ha messo i sigilli a 13 auto, disponibilità bancarie e finanziarie e 145 tra ville e appartamenti


PALERMO. Secondo gli inquirenti sarebbe "socialmente pericoloso" per i suoi precedenti di riciclatore di denaro illecito e per il suo inserimento negli organigrammi mafiosi: per questo la Dia ha sequestrato tutto il patrimonio dell'imprenditore palermitano Francesco Civello, 76 anni, ritenuto prestanome e socio del costruttore mafioso Francesco Zummo. Secondo gli investigatori, infatti, il vero dominus della attività imprenditoriale di Civello sarebbe stato Zummo che ne avrebbe influenzato scelte e indirizzi. Al costruttore, a cui sono stati sequestrati beni per oltre 200 milioni di euro, e a Zummo, viene contestato anche di avere occultato parte del tesoro dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino. Zummo ha accompagnato due volte in Canada i figli dell'ex sindaco, assistendoli nell'acquisto di immobili attraverso l'intermediazione della mafia canadese. La Dia ha sequestrato a Civello 13 auto, disponibilità bancarie e finanziarie e 145 tra ville e appartamenti


Mafia, intestazione beni boss: indagato Mineo

La Dia di Palermo sta perquisento lo studio all'Assemblea regionale e le due abitazioni del deputato regionale, membro di Forza Sud


PALERMO. La Dia di Palerno, coordinata dal pm della Dda Piero Padova, sta perquisendo lo studio all'Assemblea regionale siciliana e le due abitazioni del deputato regionale Franco Mineo, indagato di intestazione fittizia di beni. Mineo è stato eletto nel Pdl e poi è passato al gruppo del Pdl-Sicilia e quindi a Forza del Sud, formazioni che fanno capo al sottosegretario Gianfranco Micciché. Secondo gli inquirenti Mineo sarebbe un prestanome di Angelo Galatolo, esponente della famiglia mafiosa dei Galatolo dell'Acquasanta, a Palermo, e cugino del boss che porta il suo stesso nome. A Mineo, secondo gli investigatori, sarebbero intestati diversi beni riconducibili al clan. La perquisizione ha riguardato l'ufficio di palazzo dei Normanni, una villa e un appartamento del deputato in via Corradino.


Emergenza rifiuti: l'immondizia blocca una strada a Palermo

In via Maccionello, una parallela di viale Regione Siciliana, vicino al Cervello, una lunga striscia di spazzatura impedisce il passaggio delle auto



PALERMO. Nella città piena di discariche, una strada è bloccata dall'immondizia. In via Maccionello, vicino all'ospedale Cervello, una lunga striscia di spazzatura impedisce il passaggio delle auto. Gli automobilisti urtano contro mobili e elettrodomestici abbandonati o sbandano per evitarli. Motociclisti che rischiano di finire per terra per i liquami prodotti dai rifiuti organici. Le discariche abusive che si formano dappertutto, anche vicino le case, costituendo un notevole rischio sanitario per chi ci abita. E i cittadini non ce la fanno più, lamentandosi per il grave disagio. Ulteriori approfondimenti nell'edizione cartacea del Giornale di Sicilia in edicola oggi, 14 ottobre 2010

 
Spari a Palermo, un uomo è grave

Amedeo Marrone, 26 anni ed ha precedenti per furto e spaccio di droga. E' accaduto nei pressi dell'ospedale Civico. Una decina di bossoli per terra.


Palermo. Un uomo è stato ferito al torace con colpi di pistola in via Tricomi, nei pressi dell'ospedale Civico. E' stato trasportato al Pronto soccorso. Le sue condizioni sono gravi. Per terra sono stati trovati una decina di bossoli. E' intervenuta la polizia.

La vittima si chiama Amedeo Marrone, 26 anni ed ha precedenti per furto e spaccio di droga. Il giovane è stato operato dai chirurghi del nosocomio palermitano. Una delle pallottole lo ha colpito alla milza. La prognosi è riservata. Dopo l'intervento, Marrone sarà ricoverato nel reparto di rianimazione del Civico.



Rifiuti, incendiato tir diretto a Terzigno Bancarotta da 600 milioni per i Comuni

NAPOLI (14 settembre) - Un camion della nettezza urbana che si apprestava a scaricare i rifiuti nella discarica di Terzigno è stato bloccato da due sconosciuti, che poi hanno dato fuoco all'automezzo. È accaduto poco prima delle 11 nei pressi della discarica.

I due - secondo la ricostruzione della polizia - si sono avvicinati al camion, che era fermo in attesa di sversare i rifiuti - ed hanno obbligato l'autista a scendere dal mezzo ed a consegnare le chiavi. Poi hanno dato fuoco al mezzo. Le fiamme, che sono state spente dai vigili del fuoco, hanno danneggiato la cabina di guida.

Sedici annidi emergenza rifiuti, una totale bancarotta. C’è il miliardo e 200 milioni che si rischia di pagare per i contenziosi accumulati dai commissariati.

E ammonta a 600 milioni il debito complessivo dei Comuni verso la struttura stralcio e i consorzi di bacino. I quali, a loro volta, devono ai creditori 400 e 120 milioni. L’assessore regionale Giovanni Romano: «Bisogna sbloccare la situazione».

Si potrebbero utilizzare la deroga al patto di stabilità o l’accesso ai mutui per gli enti locali. Ed è pressing della Regione sul governo per 150 milioni di euro per far decollare la differenziata. Si attende la decisione di Tremonti sulle compensazioni ambientali che permetterebbero a Berlusconi di tornare in Campania con qualcosa da offrire in cambio delle discariche. E partono i lavori per il termovalorizzatore.

 

 

sabato 9 ottobre 2010

Mafia news

Mafia a Trapani, chiesta la sorveglianza per un consigliere della Provincia

La domanda di autorizzazione arriva dalla questura nei confronti di Pietro Pellerito, imputato di falso e soppressione di documenti, con l'aggravante di aver favorito Cosa nostra


TRAPANI. La questura di Trapani ha chiesto alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale l'applicazione della sorveglianza speciale per Pietro Pellerito, 51 anni di Alcamo, consigliere alla Provincia regionale di Trapani di "Alleanza per la Sicilia".

Pellerito è attualmente imputato di falso e soppressione di documenti, con l'aggravante di aver favorito Cosa nostra; in un altro procedimento è indagato per associazione mafiosa. La questura, nella richiesta dell'applicazione della misura di prevenzione personale, sostiene l'esistenza di una "attuale, elevata e qualificata pericolosità sociale di Pellerito".

 

Addiopizzo, il pentito Pasta dona 50 euro

Il collaboratore di giustizia ha offerto all'associazione la simbolica somma per sostenere la loro attività. Il comitato ha accettato


PALERMO. Un dono di cinquanta euro ad Addiopizzo, il comitato antiracket. Niente di strano se non fosse che quella cifra, seppur simbolica, viene da un collaboratore di giustizia come Manuel Pasta. Un gesto che il pentito ha fatto attraverso il suo legale, l'avvocato Monica Genovese, che ha consegnato la banconata ai rappresentanti di Addiopizzo. Non un'iscrizione nè un'adesione, ma un modo per "sostenere coloro che in questi anni si sono messi dalla parte dei commercianti e degli imprenditori nella lotta contro il racket".

Il comitato ha riflettuto a lungo, ma alla fine ha deciso di accettare l'offerta del collaboratore di giustizia. "E' un gesto che ha il valore della speranza". La somma offerta dal pentito sarà usata per un volantinaggio presso le attività commerciali di alcune delle strade che ricadono nel mandamento magioso a cui appartenne lo stesso Pasta. Ulteriori approfondimenti sull'edizione cartacea del Giornale di Sicilia in edicola oggi, 9 ottobre 2010.



Russo: la mafia aveva messo le mani sui termovalorizzatori
 
L’ex assessore regionale all’Energia ha citato uno stralcio della relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti

PALERMO. In Sicilia le organizzazioni mafiose sarebbero state a un passo dalla gestione del sistema dei rifiuti attraverso i termovalorizzatori. E' quanto emerge dalla relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta da Gaetano Pecorella, di cui l'ex assessore regionale all'Energia e ora alle Infrastrutture Pier Carmelo Russo, ha letto alcuni stralci in conferenza stampa assieme al governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo.

"La gara per i termovalorizzatori è stata revocata - ha spiegato Lombardo - per nullità e non per inadempienza dei contraenti". Citando la relazione, l'assessore Russo ha detto: "Tutti gli elementi inducono a ritenere che la gara per i termovalorizzatori fosse caratterizzata da un forte condizionamento delle organizzazioni di stampo mafioso".

"Nei prossimi giorni avremo il nuovo piano dei rifiuti, che sarà incentrato sulla differenziata, - aggiunge Lombardo - poi sugli impianti di compostaggio e il pretrattamento; la quota residua potrà certamente essere termovalorizzata, ma con i sistemi più moderni che ci consentono appunto di eliminarla. Andremo avanti su questa strada". Per Lombardo: "La delega passa ora nelle mani di un uomo di grande esperienza e capacità, il prefetto Marino, che assicurerà economicità, trasparenza, efficienza a questo sistema".


Scicli, intimidazione al presidente di associazione antiracket

Incendio nelle serre di proprietà di Guglielmo Cintoli. Le fiamme hanno distrutto le piante


SCICLI. Un incendio doloso ha distrutto due serre di proprietà del presidente di un'associazione antiracket di Scicli: Guglielmo Cintoli. Gli edifici si trovano lungo la strada che collega Scicli a Cava d'Aliga (Ragusa). Le fiamme hanno investito migliaia di fiori tra ciclamini e stelle di natale compromettendo anche le strutture e la copertura di plastica. Cintoli ha detto che non si farà intimidire e non cederà al ricatto mafioso.

Nelle stesse ore, a breve distanza, ladri hanno forzato il lucchetto del cancello d'ingresso del mercato ortofrutticolo, portandosi via due camion della ditta di trasporti Galanti. Il furto ha impedito alla ditta di eseguire regolarmente tutte le consegne previste. Sui due episodi indagano polizia e carabinieri, mentre il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque esprime preoccupazione, annunciando che a breve nel mercato sarà installato un impianto di telesorveglianza.

giovedì 7 ottobre 2010

Mafia news

Mafia, arrestato latitante di Fresco

Uno dei 5 piu' pericolosi, sfuggi' alla cattura nel '95
 
La squadra mobile di Palermo ha arrestato il latitante Francesco Di Fresco, 53 anni, sfuggito alla cattura dal '95. Era in un appartamento vicino all'ospedale Villa Sofia.Di Fresco sarebbe affiliato al mandamento di Corso dei Mille-Brancaccio e viene indicato come uno dei 5 latitanti di cosa nostra piu' pericolosi a Palermo.

Nel 1995 contro Di Fresco venne firmata un'ordinanza di custodia cautelare per omicidio premeditato,sequestro di persona e distruzione di cadavere.

 
Camorra:catturato boss latitante Prinno

Era sfuggito a un blitz il 25 maggio scorso

Il boss latitante Gianluca Prinno, del clan del centro storico di Napoli, e' stato arrestato dai Carabinieri. Prinno e' pregiudicato, ha 27 anni ed e' ritenuto dalle forze dell'ordine elemento camorristico di spicco. All'uomo, ricercato dal 25 maggio, quando era riuscito a sfuggire a un blitz anticamorra, i militari dell'Arma hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Dda per associazione a delinquere, rapina e detenzione di armi.


Mafia: summit per uccidere Pm Reggio

Documento anonimo arrivato a Dia Caltanissetta

Summit di mafia tra clan palermitani e della Locride e un napoletano per organizzare l'omicidio del procuratore Pignatone e del suo vice. L'incontro, che si si sarebbe tenuto in un casolare alla periferia di Messina il 10 settembre, aveva lo scopo di mettere a punto la strategia concordata in una precedente riunione per assassinare i due magistrati di Reggio Calabria. A rivelarlo e' un documento anonimo arrivato per posta alla Dia di Caltanissetta un paio di settimane fa.


Omicidio piccolo Di Matteo, Spatuzza in aula a dicembre
 
Il pentito deporrà in video conferenza. Si è autoaccusato del delitto, nonostante il suo nome non fosse mai venuto fuori nelle precedenti indagini

PALERMO. Il pentito Gaspare Spatuzza deporrà, in video conferenza, il prossimo 2 dicembre, al processo per il sequestro e l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo strangolato e sciolto nell'acido dagli uomini del boss Giovanni Brusca che volevano così vendicarsi della scelta del padre della vittima, Santino, di collaborare con gli investigatori.

La deposizione di Spatuzza, che si è autoaccusato del delitto, nonostante il suo nome non fosse mai venuto fuori nelle precedenti indagini sull'omicidio, è stata decisa dalla Corte di assise di Palermo che, oggi, dopo la sostituzione del presidente del collegio Salvatore Di Vitale, trasferito, con Alfredo Montalto, ha rinnovato gli atti istruttori finora svolti.

Oltre a Spatuzza sono imputati, tra gli altri, il capomafia latitante trapanese Matteo Messina Denaro e il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano.

giovedì 23 settembre 2010

Mafia news


Mafia news

Piero Galleja, di 44 anni, presunto affiliato alla cosca calabrese Ierino, è stato arrestato a Naro mentre si trovava nella piazza centrale del paese

REGGIO CALABRIA. I carabinieri hanno arrestato a Naro (Agrigento) un latitante, Piero Galleja, di 44 anni, presunto affiliato alla cosca Ierino della 'Ndrangheta.
L'arresto è stato eseguito dai militari del Comando provinciale di Reggio Calabria in collaborazione con quelli di Agrigento. Galleja, che era latitante dal 2006, deve scontare una condanna definitiva a sei anni di reclusione per estorsione, danneggiamento ed altri reati aggravati dalle modalità mafiose.
Secondo quanto riferito dai carabinieri, Galleja si trovava a Naro perché il padre è originario del centro dell'agrigentino. Il latitante è stato bloccato mentre si trovava nella piazza centrale del paese

“Il sindaco di Castrofilippo incontrò Falsone durante la latitanza”

Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda palermitana, Vittorio Teresi. Secondo gli inquirenti Ippolito sarebbe stato eletto con i voti della mafia

AGRIGENTO. "Il sindaco di Castrofilippo, Salvatore Ippolito, incontrò il boss mafioso agrigentino Giuseppe Falsone quando era latitante". Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda palermitana, Vittorio Teresi, illustrando in conferenza stampa l'operazione antimafia "Family" con cinque arresti. Ippolito (Pdl), secondo gli inquirenti, sarebbe stato eletto con l'aiuto della famiglia mafiosa di Castrofilippo di cui faceva parte. Durante la perquisizione in casa del sindaco gli investigatori avrebbero scoperto "un vero e proprio ufficio comunale parallelo" in cui veniva decisa la spartizione degli appalti. Secondo gli inquirenti i lavori edili venivano quasi sempre aggiudicati a imprese vicine ad Angelo Alaimo, di 53 anni.


Armi, condannato il figlio del boss Pastoia

Giovanni è figlio figlio del capomafia di Belmonte Mezzagno Francesco, fedelissimo di Bernardo Provenzano, e morto suicida in carcere

PALERMO. La prima sezione della Corte d'appello di Palermo, presieduta da Giancarlo Trizzino, ha confermato la condanna a 2 anni e 4 mesi di Giovanni Pastoia, figlio del capomafia di Belmonte Mezzagno Francesco, fedelissimo del boss Bernardo Provenzano, morto suicida in carcere. Era accusato di detenzione di arma clandestina e ricettazione.
L'arma, una pistola, è stata trovata nell'abitazione di Belmonte in cui il boss viveva, insieme al figlio, prima di essere arrestato. Dagli accertamenti dei carabinieri è emerso che era stata rubata nel 1961 e che non avrebbe mai sparato.


Lercara Friddi, armi nascoste in un sito archeologico

I carabinieri hanno trovato quattro pistole nascoste sotto un cumulo di pietre a Colle Madore

LERCARA FRIDDI. A Colle Madore, nel sito archeologico situato tra Lercara Friddi e il bacino gessoso-solfifero nisseno, i carabinieri hanno trovato quattro pistole nascoste sotto un cumulo di pietre e custodite dentro tubi di polietilene. Trovati anche un caricatore e 52 cartucce.
Le armi sequestrate saranno inviata al Ris dei carabinieri per verificare se siano state usate per commettere delitti. Gli uomini dell'Arma di Lercara Friddi non escludono che possano essere state usate per i fatti di sangue che si sono susseguiti nel paese natale di Lucky Luciano negli ultimi anni.

venerdì 17 settembre 2010

Mafia news


Mafia News

'Ndrangheta, la Commissione Antimafia
ascolterà la magistratura calabreseMartedì 21 settembre, la Commissione Antimafia ascolterà in libera audizione i vertici della magistratura calabrese


17/09/2010 La Commissione Antimafia ascolterà in libera audizione i vertici della magistratura calabrese, martedì prossimo. All’ordine del giorno figurano lo stato attuale delle indagini sulla 'ndrangheta, le novità intervenute nella dinamica investigativa e giudiziaria ed i rischi di eventuali ulteriori minacce ed attentati ad esponenti della magistratura, della politica e della Pubblica Amministrazione, a giornalisti ed altri».
A comunicarlo è stata la stessa Commissione: «Già durante l’estate il presidente della Commissione, senatore Pisanu, aveva avuto consultazioni a questo fine, allarmato dai numerosi episodi di criminalità organizzata e dal crescendo di attentati che hanno segnato le cronache calabresi dal mese di agosto alla prima decade di settembre.
La Commissione audirà nella mattinata il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro dott. Antonio Vincenzo Lombardo e nella serata il dott. Giuseppe Pignatone (in foto), procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria accompagnato dal sostituto dott. Giuseppe Lombardo».


Faida dei boschi, vertice
nella Prefettura di ReggioDal vertice è emerso che la faida prosegue per il controllo degli appalti pubblici da parte dei clan


17/09/2010 La «faida dei boschi» è ancora in corso perchè nei clan della zona, è scoppiata la guerra per il controllo degli appalti pubblici, le attività turistiche e tutti gli affari illeciti sul territorio. E' questa la fotografia scattata dal vertice tenutosi ieri a Reggio Calabria, convocato dal prefetto della città dello Stretto, Luigi Varratta, e al quale hanno preso parte anche i prefetti di Catanzaro, Giuseppina Di Rosa, e di Vibo Valentia, Luisa Latella, oltre a magistrati e vertici delle forze dell’ordine delle tre province.
La lotta tra i clan del comprensorio a cavallo tra le province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria ha causato decine di morti e negli ultimi mesi ha destato grande preoccupazione, anche per la spavalderia con cui sono stati compiuti alcuni delitti, come quello sul lungomare di Soverato, nel catanzarese, davanti a decine e decine di turisti.
Nel corso del vertice sono state decise alcune misure per una intensificazione del territorio, nel tentativo di mettere in atto un’opera efficace e concreta di prevenzione dei reati.

Rosarno, Questore vieta funerali
in forma pubblica del boss PesceLa comunicazione arriva dalla Questura di Reggio Calabria per i funerali del boss di Rosarno Giuseppe Pesce


16/09/2010 Il Questore di Reggio Calabria ha vietato, «a garanzia dell’ordine e della sicurezza pubblica», lo svolgimento dei funerali in forma pubblica e solenne del boss Giuseppe Pesce, 56 anni, esponente di spicco dell’omonima cosca mafiosa operante nella zona di Rosarno (Rc).

Palermo, intimidazione a un ristorante

Una testa di capretto insanguinata trovata davanti all’ingresso di un locale nei pressi del carcere Ucciardone. I titolari dicono di non aver mai ricevuto richieste di estorsione

PALERMO. Una testa di capretto insanguinata é stata trovata questa mattina davanti all'ingresso di un ristorante in via Enrico Albanese a Palermo, nei pressi del carcere Ucciardone. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia scientifica. Gli investigatori sembrano privilegiare la pista di un atto intimidatorio da parte del racket, anche se i titolari dell'esercizio, che hanno denunciato l'episodio, hanno detto di non avere ricevuto richieste di estorsione.

Auto bruciata al sindaco, l'Antimafia a Niscemi


La commissione regionale sarà nel centro nisseno nei prossimi giorni. Il presidente Speziale: "Non lasceremo solo Di Martino"

PALERMO. "Nei prossimi giorni la commissione Antimafia sarà a Niscemi. E' necessario accendere i riflettori su quello che sta accadendo e non lasciare solo il sindaco, Giovanni Di Martino, che sta portando avanti un lavoro straordinario". Lo dice Lillo Speziale, presidente della commissione regionale Antimafia, che esprime la propria solidarietà al sindaco di Niscemi (Caltanissetta), cui è stata bruciata l'auto. "Chiedo al Prefetto - aggiunge - di una convocazione straordinaria del Comitato per l'ordine e la sicurezza per valutare e discutere ogni iniziativa necessaria ad garantire la sicurezza in un territorio che è diventato teatro di troppe intimidazioni e segnali pericolosi".