mercoledì 27 maggio 2009

Napoli, duro colpo al clan Sarno


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Napoli, duro colpo al clan Sarno
64 arresti: tra loro anche dieci donne


Operazione nel quartiere Ponticelli e nei comuni del Vesuviano
Il gruppo gestiva estorsioni, usura, traffico e spaccio di droga


NAPOLI (27 maggio) - I carabinieri del comando provinciale e la polizia di Napoli hanno eseguito 64 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse a carico di persone appartenenti al clan camorristico dei Sarno e ritenute responsabili, a vario di titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, usura, traffico e spaccio di stupefacenti ed altri reati.


Nel corso di indagini su alcuni clan dell' area orientale del capoluogo campano, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, i carabinieri hanno portato alla luce l'infiltrazione del potentissimo clan camorristico dei Sarno nell'hinterland napoletano.

È stato tra l'altro evidenziato come il gruppo attuasse la collocazione di propri «referenti» in territori prima controllati da altri due cartelli camorristici, ai fini della imposizione del «pizzo» ad imprenditori e commercianti e per controllare il traffico e lo spaccio di cocaina importata attraverso la Spagna.

Vi sono anche dieci donne tra le 64 persone arrestate nel corso dell'operazione. Fra le altre, è stata arrestata anche Luisa Terracciano, di 48 anni, attuale reggente del clan Arlistico-Terracciano-Orefice che opera nei comuni di Pollena Trocchia, San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma.

Le indagini dei carabinieri clan Sarno e sugli altri gruppi criminali attivi nella zona vesuviana, hanno permesso di accertare l'estrema «invasività» di questa famiglia, divenuta egemone negli ultimi tempi non soltanto a Napoli, ma anche in buona parte della provincia.

Tra i destinatari delle 64 ordinanze di custodia cautelare, emesse dalla magistratura ed eseguite la scorsa notte, vi sono anche i capi del clan, i fratelli Giuseppe e Vincenzo Sarno, ai quali il provvedimento è stato notificato in carcere. Il sistema adoperato dal gruppo camorristico per diventare egemone su una grandissima fascia di territorio cittadino e della provincia, è quello della lenta e costante infiltrazione, attuata attraverso propri referenti, inseriti inizialmente all'interno di clan minori, nei quali poi riuscivano a prendere il sopravvento, fino a piegarli alla strategia ed al controllo da parte della loro formazione di origine.

L'indagine costituisce l'evoluzione e lo sviluppo di una attività svolta dai carabinieri nel maggio del 2006 nel settore dell'estorsione, che portò all'arresto di sette persone. Gli arresti della scorsa notte sono stati eseguiti nel quartiere napoletano di Ponticelli e nei comuni della fascia vesuviana di Cercola, San Sebastiano al Vesuvio, Massa di Somma, Pollena Trocchia e Sant'Anastasia.

Nell'ambito dell'operazione gli agenti del commissariato di polizia di San Giorgio a Cremano hanno sequestrato un istituto di vigilanza privata di Portici, gestito dalla malavita organizzata. Le indagini hanno permesso di accertare che gli uomini del clan Sarno, attraverso l'intimidazione, avevano imposto ai titolari di numerosi esercizi commerciali della zona di stipulare contratti con tale istituto di vigilanza. Gli agenti del commissariato di San Giorgio a Cremano hanno inoltre arrestato due persone, titolari di impianti di distribuzione di carburante nei quartieri napoletani di Ponicelli e San Giovanni a Teduccio, che sono stati sequestrati. A casa di uno dei due arrestati - destinatari di ordinanza di custodia cautelare - sono stati trovati 22 mila euro in contanti, frutto dell'attività di uno dei due dstributori di benzina. La somma di denaro è stata sequestrata.

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