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venerdì 10 gennaio 2014

Varese, quindicenne stuprata dall’ex fidanzato e due amici

La ragazza ha denunciato di essere stata violentata nel parco di un museo
di Busto Arsizio. Attirata in trappola dal 17enne che aveva lasciato da poco



Una ragazzina di 15 anni ha denunciato di essere stata violentata nel parco di un museo di Busto Arsizio (Varese) da due 18enni e dal suo ex, di 17 anni, che ora sono indagati dalla Procura di Busto Arsizio per violenza sessuale di gruppo.

La vittima ha raccontato di aver subito gli abusi perché avrebbe deciso di interrompere una relazione con il diciassettenne. Il minorenne si sarebbe quindi presentato a un appuntamento serale con la ragazza in un parco in via Volta accompagnato da due amici che hanno compiuto da poco i 18 anni.

Una volta immobilizzata, la vittima sarebbe stata violentata a turno dai tre giovani, che avrebbero anche filmato la scena con il cellulare. Sono ora in corso gli accertamenti dei carabinieri, che stanno verificando l’attendibilità del racconto e hanno sequestrato i computer e il materiale informatico dei tre indagati alla ricerca del filmato della violenza.  

mercoledì 2 novembre 2011

Varese, arrestati tre baby-rapinatori

I ragazzini, tutti dell'Est Europa, hanno messo a segno alcuni dei colpi a mano armata

Tre minorenni, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, sono stati arrestati dai carabinieri di Saronno, nel Varesotto, perché ritenuti responsabili di aver compiuto numerose rapine, sei delle quali a a mano armata. Per tutti l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata a commettere rapine, furti e altro. I militari hanno definito "particolarmente determinate e violente" le rapine commesse dai tre.


Gli arresti sono arrivati a conclusione di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano. I ragazzi sono tutti extracomunitari dell'Est Europa e sono stati trasferiti nel carcere minorile "Cesare Beccaria" di Milano. Sono adesso a disposizione dell'Autorità giudiziaria.

Gli inquirenti avevano cominciato le loro ricerche al riguardo a seguito di segnalazioni di furti messi a segno all'interno di una stessa abitazione che era stata presa di mira dal gruppo e di una serie di rapine commesse ai danni di bar, altre attività commerciali e cittadini privati, a Saronno, tra la metà di settembre e la fine di ottobre.

I minori finiti in carcere devono rispondere, tra i numerosissimi reati di cui sono accusati, anche di associazione per delinquere dal momento che i tre hanno organizzato e pianificato l'esecuzione di un numero rilevante di delitti. In particolare, sono sei le rapine delle quali sono accusati, commesse sempre in gruppo, armati di pistola, coperti da passamontagna, e con modalità particolarmente determinate e violente. L'attività investigativa ha permesso di delineare anche un quadro caratteriale dei ragazzi contraddistinto da rapidità decisionale, indole violenta e spregiudicatezza che li rendeva soggetti particolarmente pericolosi.

Recuperata la pistola utilizzata per commettere le rapine, ancora carica e con il colpo in canna, e parte del bottino dei loro delitti per un importo che si aggira intorno ai 40mila euro.

lunedì 25 aprile 2011

Varese, follia omicida a Pasqua Ammazza la figlia con tre coltellate

La ragazza colpita in pieno petto Fermato un uomo di 69 anni
Ha tentato di uccidere anche il figlio, che ora è ricoverato
in ospedale. Giallo sul moventeGAVIRATE (VA)
Una donna di 30 anni è stata trovata ieri senza vita, colpita da almeno tre coltellate in pieno petto, sul pavimento della casa in cui vive il padre, in un residence a Gavirate, sul lago di Varese. Il fratello, che è riuscito a scappare in strada dopo essere stato ferito a sua volta ad un fianco dall’uomo, adesso è ricoverato in ospedale in gravi condizioni anche se sarebbe fuori pericolo.

Il padre dei due, trovato dai carabinieri ancora nell’ appartamento, vicino al corpo della figlia, è stato portato in caserma per essere interrogato. Le certezze sul delitto avvenuto ieri sera a Gavirate sono, per ora, legate a questa sequenza drammatica. Gli investigatori non hanno infatti ancora chiarito il movente e stanno ancora ricostruendo la dinamica. Hanno trovato l’arma del delitto, un grosso coltello da cucina, nella casa. Hanno trovato macchie di sangue dalla porta giù per le scale, dal secondo piano, all’androne e fino al marciapiede in cui il ragazzo è stato trovato riverso.

«Pensavamo a un incidente stradale, sentivamo delle grida e siamo corsi da lui», è stata la testimonianza dei primi arrivati. Ma per sapere il perchè di tanto sangue, nella sera di Pasqua, i carabinieri attendono di parlare col padre e con il ferito in ospedale, una volta che si sarà ripreso. Il tutto, a quanto si può ricostruire, dovrebbe essere avvenuto in pochi istanti, considerata anche l’esigua superficie dell’alloggio. Cucina, soggiorno e camera da letto compongono infatti un’unica stanza, dove, si è saputo, non era imbandita alcuna tavola per la cena. Dunque non è escluso che i tre abbiano subito cominciato a discutere.

Il padre dei due ragazzi, un ex finanziere in pensione di 69 anni, vive nel residence da pochi mesi, dopo essersi separato dalla moglie, che vive dalle parti di Luino, sempre in provincia di Varese. Ora si scaverà anche nella vita della famiglia per cercare di spiegare il terribile gesto.