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mercoledì 22 gennaio 2014

Milano, Gdf confisca 38 immobili alla criminalità organizzata per 10 mln di euro


 
Milano, 22 gen. - (Adnkronos) - I finanzieri del Comando Provinciale di Milano stanno dando esecuzione, in queste ore, ad un'ordinanza di confisca emessa dalla Corte di Appello del Tribunale di Milano, su richiesta della locale Procura Generale della Repubblica, relativamente a 38 unità immobiliari e un'azienda bresciana riconducibili ad un soggetto pluricondannato con sentenza passata in giudicato, già noto alle cronache giudiziarie di inizio anni '90 in quanto a capo di un'associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti importati, in ingentissimi quantitativi, da Colombia e Spagna.
 
Il provvedimento deriva dalle indagini svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Milano, su delega della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Milano, volte alla ricostruzione della posizione economico-patrimoniale relativa al predetto soggetto, che ha reinvestito gli ingenti proventi accumulati attraverso la sua attività criminale reimpiegandoli - mediante l'utilizzo di prestanome - anche in società operanti nel settore delle costruzioni.
In particolare, si sta procedendo alla confisca di 22 unità immobiliari e 16 box siti nelle province di Brescia, Milano e Savona del valore complessivo di 9.200.000 euro, nonché dell'intero capitale sociale in un'impresa bresciana, composto da quote e beni aziendali del valore complessivo di circa 1.100.000 euro.

venerdì 1 luglio 2011

Milano, rissa in strada con gli agenti Muore dopo un controllo della polizia

Schiamazzi in strada a tarda sera, intervengono le forze dell'ordine un 51enne accusa un malore, i parenti: vittima di un pestaggio

MILANO
Un uomo, Michele Ferrulli, di 51 anni, è morto, per cause in corso di accertamento, durante un controllo eseguito da una volante di polizia ieri sera, dopo le 23, in via Varsavia, a Milano. L’uomo, secondo quanto si è appreso, è deceduto per un malore accusato dopo essere stato bloccato da agenti della volante intervenuti su richiesta di alcuni cittadini infastiditi dagli schiamazzi di un gruppo di cinque-sei persone che ascoltavano musica ad alto volume ed urlavano in evidente stato di alterazione dovuto probabilmente all’abuso di alcolici.

Tra questi, riuniti vicino ad un furgone, anche Ferrulli che, secondo quanto riferisce la stessa polizia, era il più esagitato del gruppo e, all’intervento degli agenti, ha reagito dando in escandescenze. I poliziotti hanno fatto fatica ad immobilizzare l’uomo, di corporatura molto robusta, il quale ha però accusato un malore. Trasportato in ospedale, è morto poco dopo il ricovero al Policlinico San Donato.

Oggi i suoi familiari pretendono la verità su quanto accaduto: i parenti, infatti, hanno il sospetto che il loro congiunto sia stato vittima «di un pestaggio», come hanno riferito già durante la notte ai carabinieri e come ha confermato l’avvocato di famiglia.

Intanto l’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia per chiarire le cause della morte e sono al vaglio degli inquirenti un filmato amatoriale ripreso con un telefonino e quello delle telecamere di una farmacia. Secondo indiscrezioni alcune immagini mostrerebbero gli agenti di polizia che colpiscono l’uomo già a terra immobilizzato.

venerdì 24 giugno 2011

Milano, uccide fratello e sorella Fermato il fidanzato di lei


MILANO - Sorella e fratello uccisi dal fidanzato di lei. Una foto in cui le due vittime e il giovane sospettato di essere l’assassino sono ritratti tutti insieme, abbracciati, ha permesso il riconoscimento del secondo cadavere trovato tra la scorsa notte e stamani a Milano. Nonostante l’assenza di documenti sul corpo del ragazzo, infatti, la foto ha testimoniato in maniera indelebile il legame tra i tre, e ha confermato quanto asserito nei primi confusi momenti il giovane che aveva, a mezze parole, fatto capire di avere ucciso entrambi, e di avere poi scaricato il corpo del fratello della vittima a Rho.


I netturbini hanno trovato intonro all 7 il corpo di lui avvolto in un leggero copriletto chiaro (che potrebbe provenire dall’appartamento in cui è stata trovata la sorella) hanno immediatamente chiamato i carabinieri. Dopo i primi rilievi, però, si è dovuto attendere l’arrivo del medico legale, intorno alle 10, per poter svolgere il lenzuolo e comparare la foto con il viso del deceduto. Sul movente del duplice omicidio, invece, non ci sono al momento ipotesi prevalenti.

Lei trovata nuda, lui massacrato. Secondo i primi particolari che emergono dalle indagini sul duplice omicidio avvenuto la scorsa notte a Milano, i cadaveri dei due giovani, un fratello e una sorella, sono stati rinvenuti uno, quello della ragazza, nudo nel letto di casa e con le mani legate al di sopra del capo, l’altro, quello del fratello, con molte coltellate al petto e avvolto in un lenzuolo sul ciglio della strada.

Tutti e tre i protagonisti di questa vicenda sono italiani e incensurati: la giovane uccisa I.P., di 21 anni, fa la cameriera in un pub del centro; il fratello G.P., di 20, è uno studente ancora iscritto alle superiori, mentre il giovane che si trova in questura è R.B., di 21 anni.

Il giovane, dopo essere stato lungamente sentito come testimone, si trova ora sottoposto a un interrogatorio anche se nei suoi confronti non sono state emesse, per il momento, misure dall’autorità giudiziaria. R.B. si è presentato con i genitori al commissariato Bonola (quello di zona) in uno stato di confusione, dicendo che, dopo aver trascorso la serata con la vittima, con cui aveva una relazione saltuaria, e aver dormito nel suo appartamento, l’aveva trovata morta. Questa prima ricostruzione è però ancora al centro delle indagini e potrebbe variare anche in modo sostanziale.

lunedì 14 febbraio 2011

Milano, sgominato traffico di droga.16 misure cautelari tra Lombardia, Reggio e Parma

Le indagini hanno avuto inizio alla fine del 2007 nell’ambito della collaborazione con la D.E.A. (Drug Enforcement Administration) statunitense stanziata a Milano
 
 
14/02/2011 Operazione contro una presunta organizzazione dedita al traffico internazionale di cocaina è stata compiuta dai Carabinieri di Milano che dalle prime ore di questa mattina stanno eseguendo 16 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti italiani ritenuti responsabili di importare cocaina dalla Colombia. Contestualmente, secondo quanto precisato dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano sono state eseguite 17 perquisizioni in varie province lombarde e a Reggio Calabria e Parma. Le indagini sono cominciate nel 2007 nell’ambito di un’inchiesta su un presunto traffico internazionale di cocaina gestito da gruppi di persone legate alla 'ndrangheta in collaborazione con la Dea (Drug Enforcement Administration) americana.

martedì 16 novembre 2010

Milano, maxi-operazione antidroga

In manette oltre 100 persone



MILANO

Maxi operazione antidroga della Squadra Mobile di Milano, che sta eseguendo oltre cento ordinanze di custodia cautelare in carcere, con oltre 300 agenti impegnati. Sono state scoperte e disarticolate due reti criminali: una composta da diversi sodalizi operanti tra Milano e altre province del Nord Italia, quali Como, Varese, Torino, Biella, Genova. L’altra, di carattere transnazionale, composta per lo più da cittadini serbi, montenegrini e sloveni, i cui vertici, localizzati in Serbia e in Slovenia, hanno favorito, avvalendosi di cellule operative in Italia, in altri Paesi Europei ed in alcuni Stati del Sud America, l’approvvigionamento ed il successivo smercio di ingenti quantitativi di cocaina tra il 2007 ed il 2009.

L’operazione della Squadra Mobile di Milano è il coronamento di una cooperazione internazionale, durata oltre due anni, realizzata sia sul piano giudiziario - con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e l`intervento della Direzione Nazionale Antimafia - sia a livello operativo - con il coordinamento attuato dall`Interpol, dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. Le indagini sull`organizzazione transnazionale serbo-montenegrina sono state svolte in collaborazione con le Polizie di Belgrado e di Lubiana. Altri dettagli verranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà presso la Sala Scorfani della Questura, oggi alle 11.

venerdì 1 ottobre 2010

Milano,uomo armato a casa Belpietro

Agente scorta spara in aria, fuggito

Un uomo armato all'interno del palazzo milanese dove vive il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, è stato messo in fuga dagli uomini di scorta del giornalista. Un agente della scorta, dopo aver accompagnato Belpietro nel suo appartamento, scendendo le scale si è trovato di fronte una persona sospetta che gli ha puntato contro una pistola. L'agente ha sparato tre colpi a scopo intimidatorio e ha messo in fuga il malintenzionato.

Sul fatto indagano la Digos e la squadra mobile per dare un volto e un nome al presunto attentatore. L'uomo, di altezza di circa un metro e 80, sui 40 anni, ha puntato l'arma verso l'agente, che è riuscito a ripararsi dietro una colonna del pianerottolo e ha poi sparato due colpi a scopo intimidatorio. Un terzo colpo è stato poi esploso successivamente.

L'uomo è riuscito a fuggire anche perché il condomimio ha diverse uscite. Non sono state trovate tracce di sangue sul luogo.

Belpietro: "Aspettava mio ritorno a casa"

"Non so che dire, la sensazione è che quella persona stesse aspettando il mio ritorno a casa. E se il mio caposcorta avesse preso l'ascensore per scendere, e non le scale, non so come sarebbe andata". Maurizio Belpietro commenta all'Ansa la vicenda della sparatoria avvenuta nel suo condominio. "Il mio caposcorta - racconta Belpietro, sottoscorta da otto anni - mi aveva accompagnato all'uscio di casa come al solito. Ci siamo salutati ma lui poi mi ha spiegato che invece di prendere l'ascensore ha preferito scendere le scale per fumarsi una sigaretta. Sulla rampa tra il quinto e il quarto piano si è imbattuto in questa persona che pare indossasse una camicia simile a quella usata dai militari della Guardia di finanza, ma su pantaloni di una tuta. Questo signore ha puntato l'arma sul poliziotto, ma pare si sia inceppata. Il mio caposcorta ha fatto fuoco e lo sconosciuto è scappato".

"Certo - spiega il direttore di Libero - che se avessero bussato alla mia porta, poco dopo che mi avevano accompagnato, avrei aperto e non so come sarebbe andata a finire". Il direttore di Libero spiega di aver sentito da dentro casa i colpi di pistola: "Sulle prime ho pensato a dei libri che cadevano da una mensola, poi ho capito che erano spari". "Minacce? - dice Belpietro - certo mi arrivano; qualche tempo fa al giornale una persona cercò di introdursi nella redazione. Certo si può pensare qualsiasi cosa". "Minacce ne ho ricevute in passato, ma questa era molto più che una minaccia", ha aggiunto Belpietro poche ore dopo l'accaduto, a Mattino 5. "Certo, una certa inquietudine non mi manca - ha detto ancora il direttore di Libero - ma soprattutto perché non capisco di cosa sia accusato".

Maroni: "Atto gravissimo, massima attenzione"

L'episodio che ha visto coinvolto il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, è un ''atto gravissimo che ha rischiato di produrre una vittima'' e sul quale da parte del Viminale c'è ''massima attenzione''. Lo dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a margine della cerimonia di consegna delle medaglie d'oro ai Vigili del fuoco. ''Ho chiamato Belpietro per esprimergli la mia totale solidarietà" dice il ministro sottolineando che le forze di polizia stanno ''attentamente monitorando la situazione dell'ordine pubblico''. Quello di Belpietro, infatti, spiega il ministro è un atto che si inserisce in un contesto già in fibrillazione. ''Ci sono stati nei giorni precedenti altri episodi - sottolinea Maroni - è dunque stiamo prestando la massima attenzione perché non succedano cose che abbiamo già visto anni fa e che non vogliamo che si ripetano''.

Ecco l'identikit dell'aggressore
La questura di Milano ha realizzato l'identikit del presunto aggressore del caposcorta di Maurizio Belpietro sulla base della testimonianza dello stesso poliziotto. L'immagine raffigura un uomo di corporatura massiccia, circa 1,80, occhi scuri, pupille dilatate, naso grosso e di probabile cittadinanza italiana. L'età apparente è attorno ai 40 anni, capelli con gel pettinati all'insù, naso grosso alla punta, bocca con labbro superiore carnoso e sporgente, labbro inferiore piccolo e sottile. L'uomo è di razza caucasica, occhi scuri, ma con pupille che al testimone, e nell'dentikit, appaiono dilatate. La forma del viso è regolare con zigomi marcati. L'aggressore indossava pantaloni bianchi con riga latelare nera camicia grigio-v

martedì 6 luglio 2010

Milano, blitz della Finanza: sequestrati dieci milioni di prodotti contraffatti


Milano, blitz della Finanza: sequestrati
dieci milioni di prodotti contraffatti



MILANO (6 luglio) - Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Milano circa 10 milioni di pezzi, in parte contraffatti ed in parte non in regola con la normativa comunitaria sulla sicurezza dei prodotti. È il più ingente sequestro operato negli ultimi anni in Lombardia per un valore commerciale che supera i 50 milioni di euro.

Si tratta di computer, giocattoli, piccoli elettrodomestici, occhiali, cd/dvd ed altro materiale. In particolare, circa 2 milioni di prodotti sono costituiti da giocattoli non conformi alla normativa di sicurezza, con conseguenti gravi rischi a danno dei potenziali piccoli utilizzatori. La denuncia è scattata per due persone della Repubblica popolare cinese.

I militari hanno sequestrato anche un numero consistente di pile elettriche inserite in piccoli elettrodomestici, assolutamente insicure ed addirittura pericolose, in quanto deformabili con una semplice pressione delle dita. L'operazione si è sviluppata attraverso una stringente attività di controllo del territorio, che ha portato i finanzieri ad individuare il continuo movimento di cittadini di etnia cinese all'interno di un grande deposito.

Una volta avviate le indagini sono stati individuati altri 3 magazzini e sono scattate le perquisizioni, che hanno interessato anche due esercizi commerciali, di cui uno nella zona di Via Paolo Sarpi. Nel corso delle indagini sono stati anche individuati due lavoratori irregolari.

Il servizio si inquadra in una più vasta attività di tutela dei mercati, finalizzata al contrasto della contraffazione dei prodotti ed alla tutela della normativa sulla sicurezza, condotta dalla Guardia di Finanza con particolare impegno sul territorio della provincia di Milano e che negli ultimi anni ha già condotto a numerosi ed ingenti sequestri.