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martedì 19 aprile 2011

Reggio: operazione contro il clan Lo Giudice, 12 arresti

I provvedimenti, fanno seguito alle attività di riscontro effettuate dagli investigatori sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Antonino Lo Giudice, Maurizio Lo Giudice, Consolato Villani e Roberto Moio
 
Operazione questa mattina, condotta dalla polizia a Reggio Calabria, contro la cosca Lo Giudice ha portato all’esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della Procura e di tre fermi richiesti dalla Procura distrettuale antimafia. I provvedimenti, secondo quanto si è appreso, fanno seguito alle attività di riscontro effettuate dagli investigatori sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Antonino Lo Giudice, il boss della cosca, Maurizio Lo Giudice, Consolato Villani e Roberto Moio.


Il boss pentito della 'ndrangheta Antonino Lo Giudice, di 52 anni, a capo dell’omonima cosca di Reggio Calabria, già detenuto, era stato arrestato venerdì scorso assieme al fratello e ad altre due persone dalla polizia nell’inchiesta condotta dalla Procura di Catanzaro per gli attentati e le intimidazioni ai danni del procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, e del procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone.

Le altre due persone arrestate la scorsa settimana sono Vincenzo Puntorieri, l’unico che era libero e Antonio Cortese. Lo Giudice, pochi giorni dopo il primo arresto lo scorso anno da parte della Squadra mobile di Reggio Calabria, si era autoaccusato della progettazione dell’ideazione degli attentati rivelando i nomi degli affiliati alla sua cosca incaricati dell’esecuzione, Puntorieri e Cortese.

Gli arrestati dovranno rispondere di associazione mafiosa finalizzata a rapine, di detenzione di armi e di esplosivi, intestazione fittizia di beni.

SEQUESTRATI ANCHE BENI PER TRE MILIONI DI EURO
Nell'ambito dell'oeprazione sono stati sottoposti a sequestro beni immobili per circa tre milioni di euro tra cui, appartamenti e attività commerciali tutte ubicate nella città dello Stretto e riconducibili alla cosca Lo Giudice.

giovedì 3 giugno 2010

Il clan Madonia trafficava droga nel Veneto, 12 arresti


Il clan Madonia trafficava droga nel Veneto, 12 arresti

VENEZIA – Circa un centinaio di carabinieri della compagnia di Venezia, con l’ausilio di unità cinofile e un elicottero, sono impegnati dalle prime ore di stamani in un’operazione tra Veneto, Toscana e Sicilia, per l’esecuzione di una dozzina di provvedimenti cautelari e una ventina di perquisizione nell’ambito di un’inchiesta su un traffico internazionale di droga dalla Colombia al Veneto, attraverso la Spagna. L’operazione, coordinata dalla Procura lagunare, è legata alle indagini che hanno portato alla disarticolazione di un gruppo criminale composto da persone di origine siciliana che, assieme a campani, colombiani e chioggiotti, aveva organizzato l’importazione di grossi quantitativi di stupefacenti dalla Colombia. L’attività, secondo quanto emerso dalle indagini, era finanziata da persone affiliate al clan mafioso dei Madonia di Gela, che dal 2007 gestiva il traffico e lo spaccio di droga nelle zone a cavallo del litorale veneziano, nel Trevigiano e nel Padovano.

venerdì 7 maggio 2010

'NDRANGHETA: NUOVE LEVE COSCA GESTIVANO TRAFFICO, 12 ARRESTI


'NDRANGHETA: NUOVE LEVE COSCA GESTIVANO TRAFFICO, 12 ARRESTI

07/05/2010 16:21
(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 7 MAG - Gestivano un vasto traffico di droga, soprattutto cocaina e marijuana, con base operativa a Monasterace e spaccio nei comuni dell'alto Ionio reggino e del basso Ionio catanzarese. Con questa accusa 12 persone, considerate dagli investigatori le nuove leve della cosca Ruga, sono state arrestate all'alba dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria. Tutti gli arrestati, secondo l'accusa, sono legati alla potente cosca Ruga, attiva nei comuni della vallata della fiumara Stilaro, nella Locride, ma con importanti proiezioni nel centro e nel nord Italia e la cui forza di intimidazione, ha spiegato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, "si era estesa nel vibonese, in concorrenza con la cosca Mancuso", una delle più potenti della Calabria. Agli arresti gli investigatori sono giunti indagando sulla faida in atto tra le cosche Ruga-Metastasio e Sia-Procopio, che solo negli ultimi due mesi ha provocato, tra l'alto Ionio reggino ed il basso Ionio catanzarese, quattro vittime. Una scia di sangue cominciata, però, nel milanese, con l'omicidio di Carmelo Novella, ucciso a Vittore Olona il 15 luglio del 2007, per arrivare agli ultimi due agguati: quello contro Giovanni Vallelonga, di 62 anni, di Caulonia, ritenuto legato ai Sia, ucciso il 21 aprile scorso nella zona di Stilo (Reggio Calabria), e dello stesso capo della cosca Sia, Vittorio Sia, assassinato il giorno successivo a Soverato (Catanzaro). Vallelonga, tra l'altro, era cugino di Domenico Vallelunga, di 52 anni, ritenuto il boss dell'omonima cosca di Serra San Bruno (Vibo Valentia), anche lui, secondo gli investigatori, legato ai Sia, ucciso il 27 settembre del 2009 davanti al Santuario dei Santi medici Cosmo e Damiano, a Riace (Reggio Calabria), dove era in corso la celebrazione della festa patronale del paese. Agli arrestati, in ogni caso, non vengono contestate responsabilità negli omicidi. Il figlio di Andrea Ruga, il presunto boss della cosca, Giuseppe Cosimo, ha provato a sfuggire ai carabinieri che si sono presentati a casa sua, a Monasterace, per arrestarlo, ma il suo tentativo è durato poco. L'uomo, vedendo i militari avvicinarsi, è uscito frettolosamente dall'abitazione ed ha provato a nascondersi nei campi vicini, ma è stato individuato e arrestato. (ANSA).