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mercoledì 6 aprile 2011

Estorsioni, tre ordini di custodia cautelare a Messina

L'operazione condotta dalla squadra mobile. Per i soggetti l'accusa è aggravata dal metodo mafioso. Le richieste illecite fatte nel comune di Barcellona Pozzo di Gotto

MESSINA. La squadra mobile di Messina ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone accusate di estorsione aggravata dal metodo mafioso commessa nel comprensorio del comune di Barcellona P.G.

Oggi alle 11 si terrà una conferenza stampa nella sala riunioni della Questura, alla quale parteciperà anche il Procuratore e il sostituto procuratore della Dda che ha coordinato le indagini, nel corso della quale verranno illustrati i dettagli dell'operazione.

venerdì 18 marzo 2011

Estorsioni, cinque arresti nel Cosentino

I cinque avrebbero minacciato la proprietaria di un ristorante dato in gestione, che chiedeva a due di loro il pagamento di mesi di arretrati del fitto del locale, per una somma complessiva di 45mila euro
 
 
Operazione della polizia questa mattina per l’arresto di cinque persone, tra le quali una donna, accusate di estorsione aggravata commessa in danno della titolare di un ristorante di Paola. Gli arrestati, già noti alle forze dell’ordine, secondo l'accusa sono noti esponenti della criminalità di Cosenza.

I cinque sono stati arrestati da personale del Commissariato di Paola e della squadra mobile di Cosenza in esecuzione di un provvedimento del gip emesso su richiesta della Procura della Repubblica di Paola. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero minacciato di gravi ritorsioni la proprietaria di un ristorante che chiedeva a due degli arrestati, ai quali aveva dato in gestione l’esercizio commerciale, il pagamento di diverse quote mensili di canone di affitto mai pagate per un importo complessivo di circa 45 mila euro. La proprietaria lamentava anche la cattiva gestione del locale e addossava ai gestori la responsabilità di diversi danni strutturali. Le persone arrestate sono Eugenio Di Puppo, 46 anni, e della sua convivente Maria Regina Toscano, 43 anni; Eugenio Bruni, 46 anni e Pasquale Bruni, 44 anni, fratelli del noto Michele Bruni, alias «Bella Bella junior», già detenuto, e Giacomo Sena, 46 anni, tutti con precedenti. Nei loro confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Paola su richiesta della locale Procura della Repubblica.

sabato 5 marzo 2011

Estorsioni, altri 150 imprenditori aderiscono alla campagna di Addiopizzo

In totale nella lista sono ora in 650. L’associazione: “Ora puntiamo a toccare quota mille”



PALERMO. Con l'adesione di 150 soci di Confcommercio Palermo salgono a quota 650 gli imprenditori palermitani, che hanno aderito alla campagna "Consumo critico" del circuito Pizzo free promossa da Addiopizzo. Il protocollo di intesa è stato presentato stamattina alla Camera di commercio di Palermo, nel corso di una conferenza stampa. Un tragitto lungo quello che ha preceduto la sigla dell'accordo, preceduto da momenti di confronto. "Lavoriamo da anni con Addiopizzo - ha detto il presidente di Confcommercio Roberto Helg - c'é da tempo una strategia di convergenza. Nella nostra attività quotidiana sono molti i punti che ci uniscono, la sigla di questo protocollo era una delle iniziative da avviare". "Il nostro obiettivo è arrivare adesso a quota mille imprenditori - ha detto Ugo Forello, del Comitato Addiopizzo - maggiore sarà il numero di imprenditori che dicono no pubblicamente al pizzo, maggiore sarà la possibilità di avere un aumento delle denunce, anche collettive".

lunedì 7 febbraio 2011

Estorsioni, diciotto condanne per boss e gregari

In appello confermate pene per circa un secolo contro le cosche di San Lorenzo e Tommaso Natale. Il processo scaturisce dal ritrovamento nel covo del boss Salvatore Lo Piccolo di un libro mastro del pizzo. Sei assoluzioni


PALERMO. Diciotto condanne e sei assoluzioni. Si è concluso così in appello uno dei processi di "Addiopizzo" (il quarto) nel quale erano coinvolti anche tre commercianti che non avevano denunciato le estorsioni. Tutti e tre erano stati condannati in primo grado a sei mesi per favoreggiamento. In appello la condanna è stata confermata solo per i titolari di un panificio, Rosalia Messina e Leonardo Ragusa, mentre il proprietario del "Baretto", Vincenzo Schillaci, è stato assolto.

Complessivamente i giudici hanno confermato condanne per circa un secolo (40 in meno rispetto al primo grado) per vari reati: associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga, detenzione di armi. Il processo scaturisce dal ritrovamento nel covo del boss Salvatore Lo Piccolo di un libro mastro del pizzo; gli imputati sono legati alle cosche di San Lorenzo e Tommaso Natale. La pena più elevata (11 anni e 8 mesi) è stata decisa per Giuseppe Lo Verde mentre Gabriele Daviì è stato condannato a 8 anni e 8 mesi, Mario Farrazzano, Roberto La Vardera e Salvatore Mangione a 8 anni ciascuno. Le altre condanne vanno da 2 a 6 anni.

I dettagli sul Giornale di Sicilia in edicola.

martedì 4 gennaio 2011

Estorsioni, oltre 30 imprenditori siciliani espulsi da Confindustria

Il presidente degli industriali Lo Bello: “Ci muoviamo quando siamo certi del coinvolgimento nel pagamento del pizzo o nell'organizzazione criminale”


PALERMO. Finora oltre trenta imprenditori sono stati espulsi da Confindustria in Sicilia per non aver rispettato il codice etico che prevede la denuncia dell'industriale nel caso in cui abbia avuto richieste estorsive. Il dato è emerso durante la firma di un protocollo d'intesa tra Confindustria e questura di Palermo.

"Nel capoluogo siciliano - ha detto il presidente degli industriali siciliani, Ivan Lo Bello - sono stati sei tra espulsi e 'accompagnati' nel percorso di denuncia. L'espulsione é inderogabile per l'imprenditore colluso, mentre cerchiamo di 'accompagnare' nel percorso di denuncia chi paga il pizzo".

L'unica impresa espulsa a Palermo è Aedila Venusta. "Noi ci muoviamo - ha puntualizzato Lo Bello - quando raggiungiamo la certezza che quell'impresa è coinvolta nel pagamento del pizzo o nell'organizzazione criminale". Sul fronte delle denunce, a Palermo si è raggiunta quota trenta. "In Sicilia - ha concluso Lo Bello - siamo già a 150. Il nostro obiettivo è buttare fuori gli imprenditori collusi, ma contemporaneamente di convincere l'imprenditore che ha pagato a denunciare".

lunedì 20 dicembre 2010

Camorra, omicidi, pizzo, estorsioni

Blitz contro Sarno e DeLuca-Bossa: 34 arresti

NAPOLI (20 dicembre) - Trentaquattro persone ritenute affiliate ai clan camorristici Sarno, Fusco-Ponticelli e De Luca-Bossa, attivi a Napoli, Cercola, Pollena Trocchia e San Sebastiano al Vesuvio, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Torre del Greco. Nei loro confronti è stata emessa dalla magistratura un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sono accusate, a vario titolo, di omicidi e tentativi di omicidi, detenzione e porto illegali di armi, soppressione di cadavere, estorsioni ed altri reati.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, riguardano due filoni investigativi: uno riferito a 6 omicidi e due tentativi di omicidio nell'ambito di una faida per il controllo criminale del territorio e l'altro all'imposizione del pizzo, con numerosi episodi estorsivi ai danni di imprenditori e commercianti.

I carabinieri hanno anche sottoposto a sequestro preventivo una ditta di autotrasporti, un'area adibita ad allevamento di cani ed otto autovetture fittiziamente intestati a prestanome e riconducibili al clan Sarno.