Visualizzazione post con etichetta Reggio Calabria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Reggio Calabria. Mostra tutti i post

venerdì 7 gennaio 2011

Reggio Calabria, agguato in centro un uomo freddato a colpi di pistola

Ammazzato in piazza De Nava un parrucchiere di 25 anni
E' il primo omicidio del 2011
Il ragazzo, un 25enne, è stato raggiunto da numerosi proiettili mentre era alla guida della sua auto in via De Nava. Al suo fianco un bambino di due anni rimasto illeso. Ancora misteriose le ragioni dell'omicidio


REGGIO CALABRIA

E' stato ucciso davanti ad un bambino di due anni rimasto illeso, Giuseppe Sorgonà, di 25 anni, rimasto vittima di un agguato compiuto in serata a Reggio Calabria. Il giovane, che era incensurato e faceva il parrucchiere, aveva smesso di lavorare ed alla guida della sua Fiat 500 stava rientrando a casa percorrendo la centralissima Via De Nava. Improvvisamente l'automobilea è stata affiancata da un altro mezzo dal quale sono stati sparati dei colpi di pistola che hanno raggiunto Sorgonà in diverse parti del corpo. Il venticinquenne è morto all'istante e l'automobile si è fermata urtando il marciapiede.


Il bambino, del quale non è stato ancora accertato l'eventuale rapporto di parentela con la vittima, è stato soccorso da un'ambulanza che lo ha portato in ospedale per accertamenti. Il piccolo sta bene, non ha riportato alcuna ferita, ma è in stato di choc.

L'agguato è avvenuto in una delle ore di punta del traffico cittadino ed oltre alla Fiat 500 del venticinquenne c'erano altre automobili in transito e probabilmente proprio per questo motivo nessuno si è accorto in modo tempestivo di quanto stava accadendo.

Sul luogo dell'agguato sono intervenuti gli agenti della squadra mobile che sono stati allertati da una segnalazione anonima alla centrale operativa della Questura. Gli investigatori stanno cercando di individuare eventuali persone che hanno assistito all'accaduto per ricostruire con esattezza la dinamica dell'omicidio. Sul luogo del delitto è stato trovato un bossolo calibro nove. Il medico legale ha effettuato i primi accertamenti sul cadavere per stabilire il numero dei colpi che hanno raggiunto la vittima.

Gli agenti della squadra mobile stanno sentendo gli amici ed i familiari della vittima per ricostruire i suoi ultimi spostamenti e per accertare se recentemente aveva avuto contrasti con altre persone. Sul movente del delitto gli investigatori non escludono nessuna ipotesi. L'attenzione degli agenti della squadra mobile si sta concentrando sulla vita privata di Sorgonà e sulle sue conoscenze.

L'omicidio di Sorgonà è il primo del 2011 compiuto a Reggio Calabria.

giovedì 7 gennaio 2010

Reggio Calabria, il pugno duro del governo


Reggio Calabria, il pugno duro del governo

Mattinata di tensione per un petardo
Maroni e Alfano annunciano rinforzi
REGGIO CALABRIA



In arrivo 121 agenti e sei magistrati in più a Reggio Calabria; maggiore protezione per le toghe in prima linea contro la ’ndrangheta; un’aggressione più decisa ai portafogli delle cosche con la creazione di un’agenzia nazionale per i beni confiscati da realizzare proprio a Reggio; impedire l’infiltrazione negli appalti di grandi opere come la ricostruzione in Abruzzo e l’Expo 2015.

Quattro giorni dopo la bomba davanti alla Procura del capoluogo calabrese, si delinea la risposta dello Stato. Le misure sono state definite in un vertice nella Prefettura reggina cui hanno partecipato i ministro dell’Interno e della Giustizia, Roberto Maroni e Angelino Alfano, il capo della Polizia, Antonio Manganelli, i comandanti generali di Carabinieri e Guardia di Finanza, Leonardo Gallitelli e Cosimo D’Arrigo, il Procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso e i capi della Procura di Reggio.

Maroni ha annunciato il potenziamento delle strutture investigative della città con l’invio, già da lunedì prossimo, di 121 unità tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, di cui la metà sarà impiegata per aumentare il controllo del territorio. «Per i magistrati e per chi lotta in prima linea contro la ’ndrangheta - ha proseguito il ministro - ci sarà una rimodulazione delle misure di protezione personale». Sarà poi aumentata l’efficienza dell’aggressione ai patrimoni mafiosi con la creazione proprio a Reggio Calabria dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati, «strumento - ha sottolineato Maroni - essenziale per gestire il consistente patrimonio sottratto alle mafie: oltre 12 mila beni negli ultimi 18 mesi, per un valore di 6,8 miliardi di euro». Ci saranno inoltre anche risorse economiche per la Calabria, come i 206 milioni di euro del Pon (Programma operativo nazionale) Sicurezza.

Alfano, da parte sua, ha illustrato gli interventi per potenziare gli uffici giudiziari reggini: saranno inviati sei magistrati in più e il capoluogo calabrese sarà considerato sede disagiata. «Vogliamo garantire al procuratore generale Salvatore Di Landro e al procuratore capo Giuseppe Pignatone - ha spiegato il ministro della Giustizia - le forze necessarie per combattere la ’ndrangheta». E quest’ultima parola farà presto il suo ingresso nei testi di legge, nell’ambito del piano nazionale contro la mafia che i due ministri si apprestano a presentare in Cdm.

«Nella legislazione nazionale - ha osservato Alfano - viene citata solo la mafia e noi vogliamo colmare questa lacuna che dava la misura di una sottovalutazione del fenomeno». Maroni, infine, ha invitato a non sottovalutare neanche il petardo trovato oggi nei pressi dell’aula bunker di Reggio. «Si trattava - ha puntualizzato - di un petardo inesploso, il che è rassicurante, ma occorre migliorare le misure anti-intrusione perchè non è accettabile che sia finito lì».