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giovedì 30 settembre 2010

Omicidio a Siracusa

Prima di spirare la vittima ha fatto i nomi dei due autori del mortale agguato

Risolto in tempo record il giallo dell'agguato mortale ai danni di Vito Grassi, 26 anni, centrato da non meno di otto colpi di pistola nella zona di Mazzarrona. Gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato con l'accusa di omicidio volontario Gaetano Urso, detto 'U Connu, già noto alle forze dell'ordine per avere nel lontano 2002 attentato alla vita di Luigi Perez, che intratteneva una relazione sentimentale con sua madre, e un minorenne. Gli arresti di Urso e del minorenne sono stati convalidati dal Pubblico Ministero Marco Bisogni, che ha disposto l'accmpqgnamento del primo al carcere di Cavadonna e del secondo presso il centro di prima accoglienza del complesso carcerario di Bicocca, a Catania. Secondo quanto è dato sapere per l'individuazione dei killer determnante è risultata la collaborazione della vittima. Grassi, durante un momento di lucidità, avrebbe riferito agli agenti della Squadra Mobile i nomi delle due persone che gli avevano teso l'agguato, specificando anche il mezzo su cui viaggiavano, parlando asseritamente di uno scooter «Chiocciola». Con quelle inidicazioni, provenienti da una persona che era ben cosciente di essere sul punto di morte, i poliziotti si sono messi immediatamente alla ricerca dei due killer e li hanno scovati nelle rispettive abitazioni poco dopo le 3,30. Urso e il minore sono stati trattenuti negli uffici della Questura fino alle 13, ora in cui gli investigatori hanno sciolto le loro riserve sul loro conto e li hanno ufficialmente incriminati per l'omicidio volontario di Vito Grassi. Secondo quanto è dato sapere a determinare l'arresto di Urso e del minore sarebbero stati sia i risultati del guanto di paraffina sia la incongruenze emerse riguardo agli accertamenti effettuati sull'alibi fornito dai due sospetti.


Urso e il minorenne sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni a distanza di due ore e mezza dall'agguato, verificatosi intorno all'una e mezza al Largo Luciano Russo, nella zona della Mazzarrona, e a cinque minuti di distanza dal decesso del povero Vito Grassi, che è spirato intorno alle 3,30.

Dei due arrestati dalla Polizia di Stato, il più conosciuto dalle forze dell'ordine è sicuramente Tano Urso, che balzò agli onori della cronaca nera quando era ancora un ragazzo per avere impugnato un fucile e attentato alla vita dell'uomo che stava disonorando suo padre, all'epoca detenuto, intrattenendo una relazione sentimentale con sua madre. Per quel tentato omicidio del panificatore Luigi Perez, Tano Urso, difeso dall'avvocato Matilde Lipri, venne condannato a otto anni di reclusione, ma ne ha scontato soltanto 4 anni e mezzo perchè ha conseguito i benefici di legge dovuti all'indulto e alla liberazione anticipata.

lo scenario
 
Gli inquirenti lo ritenevano un componente del clan mafioso «Bottaro-Attanasio», ma Vito Grassi, 26 anni, dall'unica operazione antimafia in cui era stato coinvolto, quella denominata «Game Over», era uscito a testa alta. In carcere era infatti rimasto per pochissimo tempo, meno di quindici giorni. Il suo fermo, disposto dai magistrati della Procura distrettuale antimafia di Catania, era stato convalidato dal Gip del Tribunale di Siracusa, ma, successivamente, era stato annullato dal Gip del Tribunale etneo, cui erano stati trasmessi gli atti per competenza territoriale. Il Gip etneo, infatti, a tutti gli altri componenti del clan mafioso «Bottaro-Attanasio» ha convalidato il fermo giudiziario, disponendo a loro carico la misura della custodia in carcere, mentre per Vito Grassi, in mancanza di elementi di reità, ha emesso un provvedimento di immediata scarcerazione. E lui, una volta tornato in libertà, ha coronato il suo sogno d'amore, andando a convivere con la ragazza da cui stava per avere una creatura che, lui, purtroppo,.non conoscerà mai. La sua giovane vita è stata spezzata da due killer che gli hanno teso l'agguato sotto casa in Largo Luciano Russo, nel quartiere nuovo della Mazzarrona.

Perchè Tano Urso, detto 'U Connu, e il baby killer hanno ucciso Vito Grassi? Difficile poterlo dire. Sicuramente non per contrasti scaturiti dalle simpatie nutrite dai tre antagonisti con le due contrapposte bande mafiose. Viceversa, pare assai probabile per contrasti sorti per motivi connessi allo spaccio delle sostanze stupefacenti. Non si può, infatti, escludere che sia Vito Grassi, per la sua frequentazione con Giovanni Poliseno e Gabriele Scarrozza, detto 'U Topu, che come appartenenti al clan mafioso «Bottaro-Attanasio» si dedicavano allo spaccio degli stupefacenti, sia Tano Urso, per la sua appartenenza ad un nucleo familiare i cui componenti sono stati coinvolti in operazioni antidroga, possano aver «ereditato» la clientela di amici e parenti e si siano buttati a capofitto nel losco «affaire», finendo con il pestarsi reciprocamente i piedi. Divenendo nemici, a spuntarla è stato quello che già aveva esperienza in agguati omicidiari. Ovvero Tano Urso, 'u Connu.

Delitto a Siracusa, il sicario ha 17 anni

Delitto a Siracusa, il sicario ha 17 anni
SIRACUSA - È stato un diciassettenne a ferire mortalmente con colpi di pistola Vito Grassi, 26 anni, assassinato la notte tra il 28 e il 29 settembre scorsi nei pressi dell'abitazione della vittima, nel rione Mazzarrona. È la ricostruzione fornita dalla polizia che ritiene il minorenne l'esecutore materiale del delitto. Il diciassettenne avrebbe agito assieme ad un complice maggiorenne, Gaetano Urso, 26 anni, anche lui arrestato. I due sono accusati di omicidio volontario con l'aggravante del fatto di mafia.



L'agguato, secondo quanto si à appreso, sarebbe maturato nell'ambito di una faida all'interno della stessa cosca mafiosa, quella del clan Attanasio. Grassi è morto ieri dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all'ospedale Umberto. Le indagini sono state eseguite dalla Squadra mobile di Siracusa, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Procura per i minorenni di Catania.

La svolta nelle indagini è venuta dalle informazioni fornite da un localizzatore satellitare gps che era stato installato sulla moto di Urso nell'ambito di un'altra indagine coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Catania su alcuni danneggiamenti di esercizi commerciali a Siracusa. Leggendo quelle informazioni gli investigatori della Mobile hanno potuto accertare che la moto di Urso, una Honda Sh, era in via Luigi Cassia sul luogo del ferimento mortale nel momento in cui si verificava l'agguato, e che nei giorni precedenti altre volte era stata localizzata in quello stesso posto, probabilmente per una ricognizione in vista dell'agguato.

Gli investigatori hanno anche recuperato l'arma del delitto, una pistola semiautomatica Browning, calibro 22, che era stata rubata. Le tracce del localizzatore satellitare hanno infatti consentito di giungere fino a un'abitazione diroccata di Ortigia, nel centro storico di Siracusa, dov'è stata trovata nascosta l'arma. Nascosti all'interno di un televisore, sono stati trovati un passamontagna e delle pallottole.

"È una risposta immediata, un'operazione che fa giustizia e rende più sicura la città", afferma il questore di Siracusa, Domenico Percolla. "Non abbiamo avuto indicazioni - sottolinea il questore - ma l'identificazione dei due sospettati è arrivata soltanto grazie a una operazione di investigazione pura attuata con perizia e altissima professionalità dalla Squadra mobile di Siracusa.

La risposta al delitto è stata immediata da parte della polizia di Stato che ha uomini in grado di intervenire prontamente con altissima professionalità e grandissima passione e impegno per il proprio lavoro".

Omicidio a Siracusa, due arresti

Svolta nelle indagini sull’assassinio di Vito Grassi. Polizia in azione nella notte: in manette anche un minorenne

SIRACUSA. La squadra mobile di Siracusa ha arrestato la notte scorsa due persone, compreso un minorenne, con l'accusa di aver avuto un ruolo nell'omicidio di Vito Grassi, il ventiseienne indicato come affiliato al clan Attanasio di Siracusa, assassinato ieri in un agguato nel popoloso rione di Mazzarona. Le indagini della polizia della questura di Siracusa sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania. I particolari sull'operazione saranno resi noti in un incontro con la stampa che si terrà alle 11 in Questura a Siracusa.