mercoledì 25 gennaio 2012

Lavello. Addio al celibato con prostitute anche in Calabria, chiusa un'agenzia

Diversi i filmati di incontri con prostitute, dopo le feste di addio al celibato. Chiusa la "Divina Agency" di Lavello (Pz)

Non sarebbero certo felici le mogli se sapessero che il proprio promesso sposo la notte prima delle nozze, ha trascorso una serata veramente "particolare" con una delle tante ragazze che, oltre al solito spogliarello, hanno offerto prestazioni sessuali al "festeggiato". A Lavello, in provincia di Potenza infatti, un’agenzia specializzata nell’organizzazione di spettacoli e soprattutto di addii al celibato – e anche qualche addio al nubilato – avrebbe organizzato e fornito prestazioni extra con giovani prostitute in Basilicata, Calabria, Campania e Puglia. L'agenzia è stata chiusa dai Carabinieri, che hanno notificato anche la misura dell’obbligo di dimora a un uomo e due donne (una delle quali è la titolare stessa dell’agenzia).

I militari, inoltre, hanno sequestrato un computer, materiale pornografico (in diversi filmati si tratta degli incontri delle prostitute, dopo l’addio al celibato), schede telefoniche, bancomat postali per effettuare i pagamenti e sette siti internet attraverso cui era possibile contattare l’agenzia.

Dal luglio dello scorso anno, quando sono cominciate le indagini dei Carabinieri, partite da Lavello a seguito di alcune «voci» sulla reale attività della «Divina agency» e da qualche confidenza di mogli e fidanzate indispettite dal comportamento dei loro partner, i tre indagati hanno organizzato fino a cinque-sei «feste» alla settimana, nelle quattro regioni. Queste feste «regolari» (con tanto di spogliarello) costavano 500 euro: per appartarsi con le prostitute (giovani donne italiane e dei Paesi dell’Est europeo) i clienti pagavano fra 80 e 100 euro.

I militari stanno indagando per chiarire perchè gli incontri con le prostitute sono stati filmati e per fare chiarezza sui documenti sequestrati nella sede dell’agenzia (dove hanno trovato un «registro» con i nomi delle donne che si prostituivano).

L'accusa nei confronti delle tre persone, è di associazione per delinquere finalizzata al reclutamento, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

1 commento:

  1. La richiesta, gentilmente da Voi accettata, di poter oggi “dire la nostra” circa quanto raccontato, ormai circa due anni fa, dagli organi inquirenti che si occuparono dell’operazione “Divina”, vuole essere un nostro tentativo, mai sopito, di chiarire parte dell’intera vicenda giudiziaria e i retroscena, mai “venuti alla luce” di una storia inverosimile e piena di irregolarità non solo processuali ma anche procedurali che in alcuni punti, che in altra sede saranno in un prossimo futuro discussi, sfocia in un chiaro ed evidente falso ideologico.
    Gli organi inquirenti, durante la conferenza stampa tenuta a Potenza all’indomani dell’operazione Divina, raccontarono di avere rinvenuto presso la sede dell’Agenzia dei filmini che ritraevano ignari clienti dell’Agenzia in atti sessuali con escort dell’Agenzia; prontamente una nota di risposta dei legali dell’Agenzia replicò immediatamente che ciò non corrispondeva al vero e che chiaramente era una falsità. Furono esibiti durante la conferenza stampa dei computer portatili e non, che a detta degli inquirenti costituivano corpo di reato, ma non si comprende ancor oggi come mai quei computer non fossero sigillati e come potevano gli organi inquirenti, senza verificarne il contenuto, affermare che costituissero corpo di reato; in effetti addirittura un anno dopo l’operazione Divina, su istanza dell’ Agenzia rivolta alla restituzione dei computer, la Procura procedette in gran fretta, tra l’altro NDR senza la presenza di un consulente di parte dell’Agenzia, all’esame dei computer e del loro contenuto. Sempre durante la conferenza stampa furono presentati come corpo di reato dei bigliettini da visita, che altro non riportavano che numeri telefonici e servizi di animazione dell’Agenzia e infine dei condom, tra l’altro NDR rinvenuti non presso la sede dell’Agenzia ma nella stanza da letto e nell’auto di uno degli indagati e quindi presumibilmente adatti ad uso personale e non ad altre fantomatiche attività illegali. Le numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali cui furono oggetto gli attuali imputati nulla provarono; furono analizzate circa duemila conversazioni telefoniche e di queste ne furono evidenziate solo quattro in cui, NDR ad interpretazione degli inquirenti, ci sarebbe stato un indizio, (un indizio, non una prova chiara e inconfutabile) di una presunta attività delittuosa. Mai a nessuno e in nessuna occasione furono proposti dagli imputati servizi “extra” o di “escort” e di questo, NDR, ne sono prova le stesse intercettazioni telefoniche! E, ad onor del vero, vi sono intercettazioni telefoniche in cui alla richiesta da parte di clienti di servizi “extra”, gli imputati chiaramente rispondono in maniera negativa.
    Queste circostanze altro non sono che un esempio di come gli organi inquirenti abbiano saputo distorcere la realtà dei fatti a discapito della verità servendosi della loro posizione privilegiata e dei media di massa per dare credibilità e lustro al loro discutibile operato.
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    Quanto finora raccontato, in maniera molto sommaria e sicuramente in alcuni punti lacunosa, è la storia, non ancora terminata, della vicenda giudiziaria della Divina Agency.

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