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martedì 23 novembre 2010

Mafia nell’Agrigentino, sequestro di beni a un commerciante

Nel mirino della Dia è finito un appartamento a Sciacca e un conto corrente con 200 mila euro di Michele Di Leo, impregnato nel mercato ittico e attualmente detenuto



PALERMO. Un appartamento a Sciacca e un conto corrente con 200 mila euro sono stati sequestrati dalla direzione investigativa antimafia di Palermo, a Michele Di Leo, 55 anni, commerciante ittico, attualmente detenuto per mafia. Il decreto è stato emesso dal tribunale di Agrigento, su proposta dalla Procura della Repubblica palermitana.

Di Leo è accusato di essere un boss di Sciacca. E' stato arrestato il 4 luglio 2008 con l'accusa du avere pilotato anche la gestione di appalti di opere pubbliche nel settore edile e turistico-alberghiero e di avere controllato la fornitura di calcestruzzo, automezzi e manodopera specializzata. L'indagine che portò al suo arresto aveva scompaginato le famiglie mafiose agrigentine di Sciacca, Menfi, Santa Margherita Belice, Montevago, Sambuca di Sicilia, Burgio, Lucca Sicula, Villafranca Sicula e del mandamento di Ribera. Di Leo è anche accusato di avere compiuto estorsioni come l'incendio dell'automobile di un imprenditore per costringerlo a pagare il pizzo. Secondo gli inquirenti gli investimenti e le disponibilità economiche del commerciante e dei suoi familiari "non hanno trovato alcuna giustificazione nelle sue modeste disponibilità finanziarie dichiarate, ritenendole, per la loro natura, frutto o reimpiego di attività illecite".

mercoledì 22 settembre 2010

Mafia nell’Agrigentino, arrestato il sindaco di Castrofilippo


Mafia nell’Agrigentino, arrestato il sindaco di Castrofilippo

In cella sono finite 5 persone, tra cui Salvatore Ippolito, eletto nelle liste del Pdl. Il primo cittadino avrebbe appoggiato la “famiglia” locale guidata da Antonino Bartolotta

AGRIGENTO. Cinque persone, tra cui il sindaco del Comune di Castrofilippo, Salvatore Ippolito di 55 anni (Pdl), sono state arrestate, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, dalla squadra mobile di Agrigento, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Palermo su richiesta della Dda.
Le indagini hanno permesso di disarticolare la famiglia mafiosa operante a Castrofilippo, al cui vertice era posto, da anni, prima per volere dell'ex boss Maurizio Di Gati e poi dell'ex latitante Giuseppe Falsone, l'ultra ottantenne Antonino Bartolotta. L'organizzazione criminale di Castrofilippo, secondo i poliziotti, avvalendosi anche della presunta complicità del sindaco, era in grado di condizionare l'assegnazione degli appalti che venivano affidati con il sistema della trattativa privata o del cottimo fiduciario. Tra le opere sulle quali la mafia aveva posto le sue attenzioni e per la cui realizzazione il sindaco Ippolito aveva garantito il suo appoggio vi sarebbero state il centro commerciale Le vigne e i capannoni del mercato ortofrutticolo di Castrofilippo.
Determinante per le indagini anche il contributo offerto dai collaboratori di giustizia.

I nomi degli arrestati

RIBERA. L'operazione, denominata 'Family', che ha permesso di disarticolare la famiglia mafiosa di Castrofilippo (Ag), ha portato in carcere, oltre al sindaco Salvatore Ippolito, 54 anni, eletto nelle liste del Pdl l'11 giugno del 2006, altre 4 persone: si tratta di Angelo Alaimo, 63 anni; l'omonimo Angelo Alaimo, 53; Antonino Bartolotta, 85; Giuseppe Arnone, 53 anni.
Nel corso dell'operazione i poliziotti della Mobile di Agrigento, coordinati da Alfonso Iadevaia, hanno eseguito diverse perquisizioni, sequestrato documenti ed altro materiale ritenuto di grande interesse investigativo. Perquisito anche l'ufficio di gabinetto del sindaco al Comune