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martedì 22 novembre 2011

Mafia di San Lorenzo, in 34 rinviati a giudizio

Alla sbarra boss e gregari accusati di mafia, traffico di droga ed estorsione nell'ambito del processo Addiopizzo 5. Coinvolti, tra gli altri, i capimafia Sandro e Salvatore Lo Piccolo



PALERMO. Il gup di Palermo Lorenzo Matassa ha rinviato a giudizio 34 tra boss e gregari accusati a vario titolo di mafia, traffico di droga ed estorsione nell'ambito del processo denominato Addiopizzo 5. Il processo che vede alla sbarra, tra gli altri, i capimafia Sandro e Salvatore Lo Piccolo, comincerà il 7 febbraio. Altri 25 imputati, la scorsa udienza, avevano chiesto di essere processati in abbreviato - alcune istanze erano condizionate - e sette di patteggiare la pena. Gli abbreviati verranno discussi tra il 16 e il 20 gennaio; mentre l'udienza del patteggiamento é stata fissata al 2 dicembre.

Il processo, istruito dai pm Anna Picozzi, Lia Sava e Marcello Viola, nasce da un'indagine che l'anno scorso portò all'arresto di 62 tra boss e gregari del clan mafioso dei Lo Piccolo. A dare l'input all'inchiesta furono i pizzini ritrovati nel covo dei capimafia di San Lorenzo. Le dichiarazioni delle vittime dei taglieggiamenti furono poi armi fondamentali per l'inchiesta, riscontrando il contenuto dei pizzini, non sempre chiaro, visto il linguaggio cifrato usato dai boss.

Anche grazie alle rivelazioni degli estorti gli investigatori riuscirono a dare un nome e un volto a soggetti indicati, ad esempio come "Y" o "Camion", ritenuti responsabili di racket e traffico di stupefacenti. E in due casi la chiave per risolvere il giallo giunse dal vecchio nastro di una macchina da scrivere, ritrovato in un cestino del covo dei Lo Piccolo. Il personale specializzato della Polizia Scientifica riuscì a ricostruire alcune trame mafiose della famiglia, "leggendo" le tracce lasciate dal piombo nella striscia imbevuta di inchiostro.

L'inchiesta consentì, inoltre, di completare il puzzle della drammatica storia della morte del boss di Resuttana Giovanni Bonanno, assassinato per avere fatto 'la cresta' sulle casse della 'famiglia' e sotterrato in un terreno destinato a lottizzazione nel territorio di Carini. Fatta luce anche sul disegno dei Lo Piccolo di monopolizzare il mercato palermitano del traffico di droga, invadendolo con la cocaina proveniente dal Sud-America.

martedì 25 ottobre 2011

Mafia di San Lorenzo, 2 condanne e 3 assoluzioni

Processo Eos: dodici anni e 6 mesi ciascuno, per associazione mafiosa, a Nunzio Sammaritano e Pietro Francesco Cugino

PALERMO. I giudici della seconda sezione del tribunale di Palermo hanno condannato a 12 anni e 6 mesi ciascuno, per associazione mafiosa, NUNZIO SAMMARITANO e PIETRO FRANCESCO CUGINO.

Assolti gli altri tre imputati del processo denominato Eos: GIUSEPPE GRISAFI, che era accusato anche di estorsione, e PASQUALE GAMBINO e LETTERIO RUVOLO, imputati di mafia. Il processo, suddiviso poi in più tranche, nasce da un'inchiesta dei carabinieri sulle cosche mafiose del quartiere San Lorenzo che ha portato tra l'altro alla scoperta, nel giardino di un immobile della Regione, Villa Malfitano, di un arsenale composto da armi da guerra del clan Lo Piccolo.

Nell'indagine, coordinata dal pm della dda Lia Sava, è stato coinvolto, con l'accusa di voto di scambio, l'eurodeputato del Pid Antonello Antinoro che ha scelto il rito immediato ed è ancora sotto processo.