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venerdì 8 luglio 2011

Agguato a Lamezia, ucciso un 20enne il padre, ammazzato un mese fa

Un mese fa venne ucciso il padre e questa mattina è rimasto vittima di un agguato il figlio, Francesco Torcasio, appartenente all'omonima cosca



Francesco Torcasio, 20 anni, appartenente all’omonima famiglia di 'ndrangheta, è stato ucciso in un agguato compiuto in una zona del centro di Lamezia Terme. Il giovane era a bordo della sua automobile, una Peugeot 107, parcheggiata in via Misiani, nel centro città, quando alcune persone gli si sono avvicinate e gli hanno sparato contro numerosi colpi di pistola uccidendolo all’istante. Esattamente un mese fa, venne ucciso Vincenzo Torcasio (nella foto), di 58 anni, padre di Francesco, che aveva numerosi precedenti penali ed era imparentato con gli esponenti dell’omonima cosca, fu ucciso sotto gli occhi di numerose persone mentre stava assistendo a una partita di calcetto. L’uomo, che allenava una squadra, si trovava a bordo campo dove era in corso una partita. Alla gara stavano assistendo decine di persone che si allontanarono dal luogo del delitto.


L'omicidio di oggi, secondo gli investigatori, conferma la ripresa della faida tra le cosche della 'ndrangheta che va avanti da oltre nove anni, e che ha portato ad una decimazione dei componenti della famiglia Torcasio. Negli ambienti investigativi si ipotizza che a Lamezia Terme ci sia una riorganizzazione degli assetti della criminalità organizzata e del controllo delle attività illecite. Nelle settimane scorse il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, si era detto preoccupato per la «grave situazione». Dopo l’omicidio di Vincenzo Torcasio a Lamezia si era riunito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che aveva deciso un potenziamento del controllo del territorio.

Nella zona al momento dell’omicidio del ventenne, c'erano numerose persone che, impaurite, si sono dileguate velocemente. Nelle vicinanze ci sono numerosi negozi che all’ora del delitto stavano avviando la loro attività. A poca distanza dal luogo dell’omicidio oggi era in corso anche il mercatino settimanale.

lunedì 6 giugno 2011

Agguato a Lamezia, 31enne inseguito e ucciso a fucilate

Era uscito di casa nella tarda serata di sabato dicendo che andava a comprare le sigarette. Giovanni Villella potrebbe essere stato ucciso per un furto di piante
 
Erano le 23 di sabato e Giovanni Villella, 31 anni (nel riquadro), aveva detto alla moglie che usciva per andare a comprare le sigarette, ma poi a casa non è più tornato. Qualcuno infatti l'ha ucciso dandogli appuntamento oppure perchè aveva rubato delle piante da un vivaio adiacente la stradina dove è stato trovato morto.


Il ritrovamento del corpo è avvenuto intorno alle 12.30 di ieri, a seugito di una segnalazione al 113 nella quale si riferiva la presenza di un cadavere su una stradina interpoderale (in località Pullo, non molto distante dall’aeroporto) da cui si accede dalla statale 18, a circa 500 metri dalla rotatoria dell’aeroporto, in direzione area industriale. Sul posto la polizia che ha trovato il corpo senza vita del trentunenne, in posizione supina, vicino a un furgone Mercedes, il mezzo con cui la vittima era uscito di casa e di proprietà di un’azienda di trasporti e distribuzioni con cui lavorava. La vittima presentava il volto quasi sfigurato. Una pallottola infatti gli è stata esplosa in faccia, forse il colpo di grazia. Il giovane sarebbe stato inseguito lungo la stradina forse mentre cercava di salvarsi per raggiungere il furgone (alcuni bossoli sono stati trovati a circa 50 metri dal punto dove si trovava il cadavere) e sparato con un fucile caricato a pallini. Quattro in tutto le fucilate che lo hanno colpito a una spalla e altri al torace e in faccia. Una vera e propria esecuzione, ma gli inquirenti non hanno ancora motivi per ritenere che l’azione possa essere riconducibile alla mano della criminalità organizzata. Giovanni Villella, infatti, ha precedenti di poco conto (furto e avviso orale per maltrattamenti in famiglia), a meno che non si era cacciato negli ultimi tempi in qualche guaio grosso. Altra pista potrebbe essere quella del furto di piante. Ai bordi della stradina infatti sono state rinvenute due piante proprio da un accesso sterrato laterale da cui si può raggiungere il vivaio dell’azienda Squadrito. Altre due piante sono state trovate accanto al furgone della vittima. E, da quanto hanno appreso gli inquirenti, ascoltando il proprietario del vivaio e alcuni dipendenti, i furti di piante si erano verificati spesso. Le indagini stanno tentando di ricostruire le ultime ore di vita del giovane. Sono stati infatti sentiti parenti e familiari di Villella (che lascia la moglie e due bimbi piccoli) oltre che gli amici e in particolare le persone che la vittima frequentava assiduamente gli ultimi tempi.