
'Ndrangheta, sequestro per 330 mln
Reggio Calabria, nei guai re dei videopoker
Beni per un valore di 330 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza a un noto imprenditore di Reggio Calabria, Gioacchino Campolo, conosciuto come il "re dei videopoker". Campolo, secondo gli investigatori, sarebbe legato a vari esponenti della 'ndrangheta reggina. Tra i beni figurano 260 appartamenti. Campolo è stato arrestato nel 2009 ed è detenuto in carcere con l'accusa di estorsione aggravata.
L'operazione, denominata "Les Diables", è stata condotta dai finanzieri del Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
Campolo è accusato di estorsione aggravata dalla finalità di favorire le cosche della 'ndrangheta reggina. Per lui e altre 12 persone, a giugno, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per associazione per delinquere, riciclaggio, frode fiscale, intestazione fittizia di beni e falso.
Criminale e amante dell'arte
Tra i bene sequestrati a Campolo ci sono anche quadri di Salvador Dalì ("Giulietta e Romeo"), Renato Guttuso ("Nudo femminile 1971"), Giorgio De Chirico ("Piazza d'Italia e "Il burattino"). E ancora Migneco, Cascella, Ligabue. Sono tutte opere rigorosamente autentiche, che il "re dei videopoker" aveva appeso alle pareti della sua abitazione di Reggio Calabria e che sono finite tra i beni sequestrati dalle Fiamme gialle.
Tutti i dipinti sono stati portati in un caveau della Soprintendenza dei Beni archeologici della Calabria.
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