venerdì 18 gennaio 2008

MAFIA Notizie ARCHIVIO 2008

MAFIA Notizie ARCHIVIO 2008

Mafia e massoneria ritardavano processi ai boss: otto arresti
CAMORRA, CONFERMATI GLI
ERGASTOLI AI CASALESI
LO HA DECISO LA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE D'ASSISE
DI APPELLO DI NAPOLI NELL'AULA BUNKER TICINO UNO DI
POGGIOREALE. LE CONDANNE A VITA RIGUARDANO IN
PARTICOLARE FRANCESCO SCHIAVONE E FRANCESCO
BIDOGNETTI
NAPOLI, 19 GIU. (ADNKRONOS) - CONFERMATO
L'ERGASTOLO PER I 16 BOSS DEL CLAN DEI
CASALESI, CONDANNATI GIÀ IN PRIMO GRADO NEL
PROCESSO 'SPARTACUS'. LA SENTENZA E' STATA EMESSA
DALLA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE DI ASSISE DI
APPELLO DI NAPOLI, PRESIEDUTA DA RAIMONDO
ROMERES.
AL TERMINE DI QUATTRO GIORNI DI CAMERA DI
CONSIGLIO, DUNQUE, I GIUDICI DELLA PRIMA CORTE
D'ASSISE D'APPELLO DI NAPOLI ACCOLGONO LE RICHIESTE
DI ERGASTOLO FORMULATE DAL PM, CHIUDENDO IL MAXI
PROCESSO NELL'AULA BUNKER TICINO UNO DI
POGGIOREALE. LE CONDANNE AL CARCERE A VITA
RIGUARDANO TUTTI I BOSS DEL CLAN, IN PRIMIS
FRANCESCO SCHIAVONE, DETTO 'SANDOKAN', E
FRANCESCO BIDOGNETTI, MA ANCHE ANTONIO
IOVANE E PASQUALE ZAGARIA, I DUE LATITANTI CHE
AL MOMENTO GUIDANO I CASALESI.
NELL'AMBITO DEL PROCESSO, CHE RIGUARDA, TRA
L'ALTRO 16 OMICIDI COMMESSI TRA IL GENNAIO 1998 E
L'OTTOBRE 1991, È STATO CONFERMATO L'ERGASTOLO
ANCHE PER GIUSEPPE CATERINO, CIPRIANO
D'ALESSANDRO, ENRICO MARTINELLI, SEBASTIANO
PANARO, GIUSEPPE RUSSO, FRANCESCO SCHIAVONE,
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WALTER SCHIAVONE, LUIGI VENOSA, VINCENZO ZAGARIA
E ALFREDO ZARA, OLTRE CHE PER I DUE LATITANTI MARIO
CATERINO E RAFFAELE DIANA.
SODDISFATTO IL PG FRANCESCO IACONE, CHE HA
SOTTOLINEATO COME LE ATTENUANTI GENERICHE
SIANO STATE CONCESSE SOLO A CHI HA
CONFESSATO, E SODDISFATTO SI È DETTO ANCHE
ROBERTO SAVIANO, L'AUTORE DI ' 'GOMORRA'', IL BEST
SELLER CHE HA PUNTATO I RIFLETTORI SUL
SANGUINARIO CLAN DI CASAL DI PRINCIPE, SECONDO CUI
SI È TRATTATO DI UNA VITTORIA DELLO STATO.
"LA CONFERMA DELLE CONDANNE PER I CLAN
CAMORRISTICI È UN FATTO IMPORTANTE. IMPORTANTE
PER I CITTADINI DI CASAL DI PRINCIPE E DI TUTTA LA
CAMPANIA, IMPORTANTE PER QUANTI IN ITALIA SI
BATTONO PER L'AFFERMAZIONE DELLA GIUSTIZIA E
DELLA LEGALITÀ, IMPORTANTE PER LA GIUSTIZIA CHE
RIAFFERMA LA SUA CAPACITÀ DI ESSERE EFFICACE
CONTRO LA CRIMINALITÀ", HA AFFERMATO IL
SEGRETARIO DEL PD WALTER VELTRONI.
MAFIA:BOSS E MASSONI
INSIEME PER RITARDARE I PROCESSI
PALERMO (REUTERS) - UN ACCORDO TRA MAFIA E
MASSONERIA PER RITARDARE I PROCESSI AI BOSS: È
QUANTO HANNO SCOPERTO I CARABINIERI DI TRAPANI E
AGRIGENTO CHE QUESTA NOTTE HANNO ESEGUITO OTTO
ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI
PERSONE ACCUSATE TRA L'ALTRO DI CORRUZIONE IN ATTI
GIUDIZIARI E CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE
MAFIOSA.
A DARNE NOTIZIA FONTI INVESTIGATIVE, CHE HANNO
SPIEGATO CHE FRA LE PERSONE ARRESTATE CI SONO
ANCHE UN AGENTE DELLA POLIZIA DI STATO, UN
GINECOLOGO DI PALERMO E UN DIPENDENTE DEL
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA IMPIEGATO IN UNA
CANCELLERIA DELLA CASSAZIONE.
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L'OPERAZIONE, CHIAMATA HIRAM, SCATURISCE DA
INDAGINI INIZIATE NEL 2006 SULLE COSCHE MAFIOSE DI
MAZARA DEL VALLO E CASTELVETRANO, NEL TRAPANESE.
FONTI INVESTIGATIVE HANNO SPIEGATO CHE A
BENEFICIARE DEI RITARDI DEI PROCESSI, OLTRE CHE I
BOSS, SAREBBE STATO ANCHE IL GINECOLOGO
PALERMITANO, ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE.
I PROVVEDIMENTI, EMESSI DAL GIP ROBERTO CONTI SU
RICHIESTA DEL CAPO DELLA PROCURA DI PALERMO
FRANCESCO MESSINEO, DEL PROCURATORE AGGIUNTO
ROBERTO SCARPINATO E DEL SOSTITUTO PROCURATORE
DELLA DDA DI PALERMO PAOLO GUIDO, SONO STATI
ESEGUITI DAL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI
DI AGRIGENTO E TRAPANI.
LE ACCUSE SONO DI CONCORSO ESTERNO IN
ASSOCIAZIONE MAFIOSA, CORRUZIONE IN ATTI
GIUDIZIARI, PECULATO, ACCESSO ABUSIVO IN SISTEMI
INFORMATICI GIUDIZIARI E RIVELAZIONE DI SEGRETI
D'UFFICIO.
SANT’ANGELO MUXARO, GIUSEPPE AURELIO
LETO ELETTO SINDACO
E' GIUSEPPE AURELIO LETO IL NUOVO SINDACO DI SANT’ANGELO
MUXARO È STATO RICONFERMATO. HA BATTUTO IL SUO
AVVERSARIO ALLE AMMINISTRATIVE GIUSEPPE TIRRITO CON UNO
SCARTO DI CIRCA 150 PREFERENZE.
I CITTADINI SANTANGELESI NON HANNO DATO CREDITO ALL’EX
PRIMO MEMBRO GIUSEPPE TIRRITO, LE SOLITE PROMESSE PIENE
DI" MACRO TARITE " SBANDIERATE IN CAMPAGNA ELETTORALE ,
NON HANNO RAGIUNTO IL RISULTATO SPERATO.
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AGURONI AL SINDACO LETO
E A TUTTA LA LISTA CHE LO HA SOSTENUTO
EDI PINATTO ESPULSO DALLA
MAGISTRATURA
NON PUO' PIU' FARE IL MAGISTRATO EDI PINATTO, CHE,
GIUDICE A GELA, IMPIEGO' 8 ANNI PER SCRIVERE LE
MOTIVAZIONI DI UNA SENTENZA DI CONDANNA. IL
TRIBUNALE SICILIANO AVEVA CONDANNATO 7 MEMBRI DEL
CLAN MADONIA A COMPLESSIVI 90 ANNI, MA IL RITARDO
DEL GIUDICE DETERMINO' LA LORO SCARCERAZIONE. PER
QUESTO LA SEZIONE DISCIPLINARE DEL CSM -CON UN
PROVVEDIMENTO CHE HA POCHI PRECEDENTI- HA RIMOSSO
DALL'ORDINE GIUDIZIARIO PINATTO, ATTUALMENTE PM A
MILANO.
MAFIA: BOSS E MASSONI INSIEME
PER RITARDARE PROCESSI
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BOSS MAFIOSI, GRAZIE ALL'AIUTO DI APPARTENENTI A
LOGGE MASSONICHE, AVREBBERO OTTENUTO DI
RITARDARE L'ITER GIUDIZIARIO DI ALCUNI PROCESSI. I
CARABINIERI DI TRAPANI E AGRIGENTO HANNO
ARRESTATO 8 PERSONE, IN DIVERSE CITTA', ACCUSATE DI
CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA,
CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI, PECULATO, ACCESSO
ABUSIVO IN SISTEMI INFORMATICI GIUDIZIARI E
RIVELAZIONE DI SEGRETI D'UFFICIO. L'INCHIESTA VEDE
COINVOLTI ANCHE PROFESSIONISTI, MEDICI E
IMPRENDITORI.
AGRIGENTO, IL BOSS FALSONE
SFUGGE A BLITZ DELLA POLIZIA
GLI AGENTI DELLA SQUADRA MOBILE DI AGRIGENTO
STAVOLTA CI SONO ANDATI VICINISSIMI. QUANDO ALCUNI
GIORNI FA SI SONO SPINTI SINO A PALAZZO ADRIANO, IN
PROVINCIA DI PALERMO, MA AL CONFINE CON IL
TERRITORIO DEL COMUNE DI CIANCIANA, ED HANNO FATTO
IRRUZIONE IN UN CASOLARE DI CAMPAGNA, NUTRIVANO
BUONE SPERANZE DI TROVARVI DENTRO IL SUPER
LATITANTE GIUSEPPE FALSONE, RITENUTO IL CAPO DI COSA
NOSTRA IN PROVINCIA DI AGRIGENTO, INSERITO DAL
VICINALE TRA I 30 LATITANTI PIÙ PERICOLOSI D'ITALIA.
INVECE IL BOSS NON C'ERA. SECONDO GLI INVESTIGATORI,
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IL CASOLARE POTREBBE ESSERE STATO L'ULTIMO COVO DI
FALSONE, OPPURE IL BOSS POTREBBE ESSERE RIUSCITO A
SFUGGIRE ALLA CATTURA IN EXTREMIS PRIMA DEL BLITZ.
COMUNQUE SIA, IL CERCHIO ATTORNO AL LATITANTE
CAMPOBELLESE SEMBRA STRINGERSI OGNI GIORNO DI PIÙ
DA QUANDO HA INIZIATO A COLLABORARE CON LA
GIUSTIZIA GIUSEPPE SARDINO, 44 ANNI, EX CONSIGLIERE
COMUNALE DI NARO, PENTITOSI DI ESSERE STATO IL
"POSTINO" DEI PIZZINI DI FALZONE AGLI ALTRI AFFILIATI DI
COSA NOSTRA.
SARDINO, PROPRIO PER AVER FAVORITO LA LATITANZA DI
FALSONE, ERA STATO ARRESTATO L'8 APRILE SCORSO SU
RICHIESTA DALLA DDA DI PALERMO PROPRIO DAGLI
AGENTI DELLA SQUADRA MOBILE DI AGRIGENTO
NELL'OPERAZIONE "MERCURIO", PRIMA DI QUEST'ULTIMO
CASO ANDATO A VUOTO PER UN PELO, AVEVA MESSO GLI
INVESTIGATORI SULLE TRACCE DI FALSONE INDICANDO
LUOGHI CHE DOPO I RISCONTRI SONO RISULTATI ESSERE
STATI REALMENTE NASCONDIGLI DEL CAPOMAFIA
AGRIGENTINO.
CALOGERO GIUFFRIDA
MAFIA, SICULIANA
COMMISSARIATA
PER CONTRASTARE LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ, IL
CONSIGLIO DEI MINISTRI HA ADOTTATO UN PROVVEDIMENTO
STRAORDINARIO, RINVIANDO DI FATTO LE ELEZIONI DEL
SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE. SI ANDRÀ ALLE URNE
SOLTANTO PER LE PROVINCIALI
ROMA - Per contrastare forme di ingerenza da parte della
criminalità organizzata, riscontrate negli organi rappresentativi
del Comune di Siculiana (Agrigento), su proposta del ministro
dell'Interno, Roberto Maroni, il Consiglio dei ministri ne ha
affidato la gestione ad una commissione straordinaria.
L'invio di una commissione straordinaria a Siculiana, paese ad
una ventina di chilometri da Agrigento, segue la retata antimafia
"Marna" che a fine ottobre portò in carcere 13 persone, fra cui un
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RISARCIMENTO ALLE VITTIME
DELLA MAFIA
CON LA LEGGE 512/99 LO STATO HA ISTITUITO UN FONDO
SPECIALE PER RISARCIRE LE VITTIME DEI REATI DI TIPO
MAFIOSO.
GRAZIE A QUESTO FONDO, LE VITTIME DELLA MAFIA, O I
LORO EREDI, O GLI ENTI CHE SI SONO COSTITUITI PARTE
CIVILE, POSSONO OTTENERE IL PAGAMENTO DELLE SOMME
LIQUIDATE CON SENTENZA A TITOLO DI RISARCIMENTO DEI
DANNI SUBITI IN CONSEGUENZA DI REATI MAFIOSI, O A
TITOLO DI PROVVISIONALE, E PER RIMBORSO DELLE SPESE
DI GIUDIZIO.
PUÒ USUFRUIRE DEL FONDO:
• CHI HA SUBITO DANNI IN CONSEGUENZA DI REATI DI TIPO
MAFIOSO;
• CHI HA OTTENUTO IN SUO FAVORE, NEL RELATIVO
GIUDIZIO PENALE O CIVILE, SUCCESSIVAMENTE AL 30
SETTEMBRE 1982, UNA SENTENZA (DEFINITIVA O NON
consigliere comunale e il resoconto inviato al ministero da una
commissione che per mesi ha messo a setaccio gli atti
dell'Amministrazione.
Le elezioni comunali previste per domenica e lunedì non si
svolgeranno proprio a causa della decisione di scioglimento per
mafia assunta dal Consiglio dei ministri. Nell'operazione dello
scorso autunno, coordinata dalla Dda di Palermo, finì indagato
per concorso esterno in associazione mafiosa l'allora sindaco, il
diessino Giuseppe Sinaguglia, che pochi giorni dopo il blitz si
dimise dalla carica e invitò il Consiglio a fare lo stesso.
A 24 ore dall'appello lanciato da Sinaguglia anche l'assise cittadina
si dimise. A Siculiana, su nomina del prefetto di Agrigento, arrivò
una commissione straordinaria composta da ufficiali dei
carabinieri, della Guardia di finanza, della polizia ed un
funzionario del ministero.
La commissione per oltre quattro mesi ha studiato gli atti
amministrativi prodotti nei quasi due mandati dall'allora
Amministrazione. Il resoconto dell'attività venne poi trasmesso al
prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione e da questi al ministero
dell'Interno.
L'assessore regionale degli Enti locali, Francesco Scoma, ha
firmato il decreto di sospensione dell'elezione del sindaco e del
Consiglio comunale di Siculiana. Il provvedimento - si legge in una
nota - "si è reso necessario in seguito alla decisione del Consiglio
dei ministri che, su proposta del ministro dell'Interno, ha deciso
di affidare la gestione del Comune di Siculiana ad una
commissione straordinaria per contrastare la criminalità. I
cittadini di Siculiana - afferma l'assessore - saranno dunque
convocati alle urne soltanto per le elezioni provinciali".
13/06/2008
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DEFINITIVA A SECONDA DEI CASI) CHE HA RICONOSCIUTO I
DANNI SUBITI; EQUIVALGONO LE SENTENZE DI CONDANNA
PER REATI COMMESSI AVVALENDOSI DELLE CONDIZIONI
MAFIOSE O DEI REATI COMMESSI AL FINE DI AGEVOLARE
L'ATTIVITÀ DELLE ASSOCIAZIONI A DELINQUERE DI
STAMPO MAFIOSO;
• CHI NON HA, NEI PROPRI CONFRONTI, UNA SENTENZA
DEFINITIVA DI CONDANNA PER UNO DEI REATI DI CUI
ALL'ART. 407 COMMA 2 LETT. A) DEL CODICE DI PROCEDURA
PENALE O UNA MISURA DI PREVENZIONE APPLICATA AI
SENSI DELLA LEGGE N. 575/1965 (DISPOSIZIONI CONTRO LA
MAFIA), NÉ I RELATIVI PROCEDIMENTI IN CORSO.
L'ASSOCIAZIONE È DI TIPO MAFIOSO
QUANDO COLORO CHE NE FANNO PARTE
COMMETTONO REATI AVVALENDOSI DELLA
FORZA DI INTIMIDAZIONE, DELLA
CONDIZIONE DI ASSOGGETTAMENTO E DI
OMERTÀ, AL FINE DI ACQUISIRE IN MODO
DIRETTO O INDIRETTO LA GESTIONE O IL
CONTROLLO DI ATTIVITÀ ECONOMICHE, DI
CONCESSIONI, DI AUTORIZZAZIONI, APPALTI
E SERVIZI PUBBLICI O PER REALIZZARE
PROFITTI O VANTAGGI INGIUSTI PER SÉ O
PER ALTRI, OVVERO AL FINE DI IMPEDIRE AD
OSTACOLARE IL LIBERO ESERCIZIO DEL
VOTO O DI PROCURARE VOTI A SÉ O AD
ALTRI IN OCCASIONE DI CONSULTAZIONI
ELETTORALI.
PER QUALSIASI CHIARIMENTO, TELEFONARE AL
NUMERO VERDE
800 191 000
ATTIVO DALLE 9.00 ALLE 19.00, DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ.
SANT'ANGELO MUXARO
IL PAESE DELLE MERAVIGLIE
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CLICCA QUI:
HTTP://WWW.YOUTUBE.COM/WATCH?
V=ZEGHNMHHYRY
DOPO ALCUNI ANNI DI LETARGO “ IL RISVEGLIO “.
HO APPRESO DAI GIORNALI CHE A SANT’ANGELO MUXARO
PER LE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI È STATA
PRESENTATA UNA LISTA PER IL FUTURO CANDIDATO A
SINDACO GIUSEPPE TIRRITO “LIBERTÀ E DEMOCRAZIA”.
SE NON ERRO DOVREBBE TRATTARSI DI QUELL’EX SINDACO
CHE SI AUTO PROCLAMÒ PRIMO MEMBRO CITTADINO…..CHE
BELLE PAROLE…MA DOVE LE HA TROVATE?? LIBERTA’ E
DEMOCRAZIA…MA LEI NON È QUEL SINDACO PARDON EX
PRIMO MEMBRO CITTADINO GIUSEPPE TIRRITO CHE DOPO
GLI OMICIDI DEI MIE FRATELLI RILASCIÒ UN’INTERVISTA
CHE ERA DA RICOVERO OSPEDALIERO ???
DOVE RIFERIVA CHE SANT’ANGELO MUXARO ERA UN
PAESE TRANQUILLO, UN’ISOLA FELICE E CHE NON
C’ERANO AMMINISTRAZIONI CORROTTE E LA MAFIA NON
ESISTEVA.
INVECE LA FOGNA O FECCIA O MAFIA O COSCA DEI
PIDOCCHI BRULICAVA PUBBLICAMENTE, MA LA SUA
MIOPIA AFFERMAVA CHE IL PAESE ERA SERENO.....
MALGRADO TUTTE LE CAZZATE CHE HA DETTO A DESTRA E
A MANCA HA ANCORA IL CORAGGIO DI CANDIDARSI??? È
VERGOGNOSO, DA NAUSEA NON È POSSIBILE CHE I
CITTADINI SANTANGELESI DIANO CREDITO AD UNA
PERSONA IGNOBILE BUGIARDA E FASULLA .
COME FARÀ ADESSO VISTO CHE ALCUNI COMPONENTI DELLA
“COSCA DEI PIDOCCHI “ SONO MORTI ….ALTRI SI TROVANO IN
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GALERA , NE SONO RIMASTI POCHI IN LIBERTÀ (FORSE) MA
NON SARANNO IN GRADO DI POTERLO ELEGGERE.
QUALE SARÀ IL SUO “DELIRIO” LE SOLITE PROMESSE
FASULLE E VIRTUALI , STRADE STRADELLE E METRI CUBI DI
BITUME…OPPURE QUALCHE PROMOZIONE PER I
DIPENDENTI COMUNALI…O ANCORA INCREMENTARE LE
COOPERATIVE …..O FORSE MINACCE E RICATTI???
BISOGNA AVERE UNA BELLA FACCIA...... PER RICANDIDARSI,
IO CREDO CHE L’HA PERDUTA, MI SPIACE PER GLI AMICI E
CONOSCENTI CHE APPOGGIANO QUESTA LISTA ….CAMBIATE
“IL PRIMO MEMBRO”…SOLO ALLORA FORSE POTETE AVERE
DELLE CHANCES ……
ASCOLTATE IL MIO CONSIGLIO O DIVERSAMENTE RITIRATEVI
DALLA LISTA , PER POTERE GARANTIRE AI SANTANGELESI
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA ,NON SOSTENETE QUESTO
“MEMBRO” NON VOTATELO MANDATELO ALLA RICERCA DI
FUCHI ....(MA NON SAFFUCHI) .....PER CORTESIA IL PAESE
AVEVA TROVATO UN SERENO EQUILIBRIO DOPO LA BONIFICA
DELLA “COSCA DEI PIDOCCHI” E IL TRASFERIMENTO DELL'EX
PRIMO MEMBRO IN UN'ALTRA CITTÀ .
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA NON È UN PRODOTTO CINESE E PER
TANTO NON PUÒ ESSERE CONTRAFFATTO.
NON VOTATELO
MAFIA: SI PENTE SARDINO, IL
"POSTINO" DEL BOSS FALSONE
DI CALOGERO GIUFFRIDA
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AVREBBE COMINCIATO A COLLABORARE CON LA GIUSTIZIA
GIUSEPPE SARDINO, 44 ANNI, EX CONSIGLIERE COMUNALE
DI NARO, ARRESTATO L'8 APRILE SCORSO SU RICHIESTA
DALLA DDA DI PALERMO DAGLI AGENTI DELLA SQUADRA
MOBILE DI AGRIGENTO NELL'OPERAZIONE "MERCURIO".
SARDINO, ACCUSATO DI AVER FAVORITO LA LATITANZA
DEL CAPO ATTUALE DI COSA NOSTRA AGRIGENTINA,
GIUSEPPE FALSONE, OSPITANDOLO ANCHE IN ALCUNI
CASOLARI DI CAMPAGNA E FACENDO DA "POSTINO" PER I
"PIZZINI" SCRITTI DAL BOSS, STAREBBE DA QUALCHE
SETTIMANA COMINCIANDO A COLLABORARE CON LA
GIUSTIZIA.
DOPO LE SUE RIVELAZIONI SAREBBERO STATI SCOPERTI
ANCHE DEI COVI IN CUI FALSONE AVREBBE TRASCORSO
RECENTEMENTE ALCUNI PERIODI DI LATITANZA. SONO
STATE GIÀ ESEGUITE NUMEROSE PERQUISIZIONI E
MATERIALE RITENUTO MOLTO IMPORTANTE DAGLI
INVESTIGATORI SAREBBE STATO POSTO SOTTO SEQUESTRO.
DOPO I RISCONTRI ALLE PRIME DICHIARAZIONI, PER I
FAMILIARI DI SARDINO SAREBBE GIÀ SCATTATO IL PIANO DI
PROTEZIONE.
L'ARRESTO DI SARDINO ERA SCATURITO DAL PIÙ AMPIO
QUADRO DELLE RICERCHE DEL SUPELATITANTE FALSONE.
INSIEME A SARDINO, NELLA STESSA OPERAZIONE, ERANO
STATI ARRESTATI PER FAVOREGGIAMENTO ANCHE
L'AVVOCATESSA GAETANA MANISCALCHI, DI 37 ANNI, EX
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI NARO RIMESSA
POI IN LIBERTÀ DAL TRIBUNALE DEL RIESAME, IL
PENSIONATO CARMELO VELLINI, 74 ANNI, DI NARO, E
GIUSEPPE COSTANZA, 72 ANNI, DI FAVARA.
SONO GIÀ OTTO I COLLABORATORI DI GIUSTIZIA CHE CON
LE LORO RIVELAZIONI STANNO FACENDO TREMARE I CLAN
DELL'AGRIGENTINO: MAURIZIO E BENIAMINO DI GATI,
PASQUALE SALEMI, ALFONSO FALZONE, GIULIO ALBANESE,
LUIGI PUTRONE, IGNAZIO GAGLIARDO E GIUSEPPE
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VACCARO.
SICUREZZA: MANGANELLI, STOP
ALL'INDULTO QUOTIDIANO
DI ANNA LAURA BUSSA
ROMA - IL CAPO DELLA POLIZIA ANTONIO MANGANELLI LANCIA
L'ALLARME: ''IN ITALIA C'E' UN INDULTO QUOTIDIANO''. TUTTI
PARLANO E ''NESSUNO FA''. LA CERTEZZA DELLA PENA NON ESISTE
E LA SITUAZIONE ''E' DAVVERO VERGOGNOSA''. CHIAMATO
DALL'OPPOSIZIONE IN SENATO PER SPIEGARE MEGLIO COME
STANNO LE COSE SUL FRONTE SICUREZZA, VISTO CHE C'E' DA
ESAMINARE IL DECRETO DEL GOVERNO, MANGANELLI SPIEGA CHE
IN TEORIA LE NORME, COSI' COME SONO STATE CONCEPITE,
POTREBBERO ANCHE ANDARE BENE, MA CI SONO ANCORA LACUNE
E APPLICARLE NELLA REALTA' E' TUTTA UN'ALTRA COSA. SI
POSSONO ADOTTARE TUTTE LE MISURE DEL MONDO, E' IN SINTESI
IL PENSIERO DEL CAPO DELLA POLIZIA, MA SE POI NON SI AVVERTE
PIU' LA CERTEZZA DELLA PENA, TUTTO DIVENTA INUTILE E SI
''VANIFICANO'' GLI SFORZI DI POLIZIA E MAGISTRATURA.
LUI, PRECISA, NON VUOL GIOCARE ''A FARE IL GIURISTA'', MA VISTO
CHE E' STATO CHIAMATO A DIRE LA SUA, NON ESITA A
DENUNCIARE CHE I CPT SONO TROPPO POCHI (''DA GENNAIO SU
10.500 IMMIGRATI SOLO 2.400 HANNO TROVATO POSTO'') E CHE IL
PERIODO DI 60 GIORNI DI PERMANENZA IN QUESTI CENTRI,
ATTUALMENTE PREVISTI DALL'ORDINAMENTO, E' DAVVERO
INSUFFICIENTE PER SCOPRIRE LE VERE GENERALITA' DEL
CLANDESTINO E PER SBRIGARE TUTTE LE PRATICHE NECESSARIE
ALL'ESPULSIONE. RISULTATO DI CIO' E' ''NOI FORZE DI POLIZIA CHE
DICIAMO CHE L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA VA CONTRASTATA
CON UN CERTO RIGORE - AFFERMA MANGANELLI - RINUNCIAMO
GIA' IN PARTENZA A QUALSIASI POSSIBILITA' DI CONTRASTARLA''.
LA MANCANZA PIU' GRANDE, PERO', A SUO AVVISO, E' CHE NON SI
POSSA RI-ARRESTARE IL CLANDESTINO GIA' ESPULSO CHE RITORNA
IN ITALIA. E' VERO, PRECISA, CHE ALCUNE NORME POSSONO ANCHE
ANDARE, COME QUELLA, CRITICATISSIMA DALL'OPPOSIZIONE, DI
PREVEDERE IL CARCERE E LA CONFISCA DELLA CASA PER CHI
AFFITTA AD UNO STRANIERO ''IRREGOLARE'', MA SONO MOLTE LE
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COSE DA RIVEDERE: CON LE ORGANIZZAZIONI BENEFICHE CHE
CONCEDONO SPAZI A QUESTI IRREGOLARI, AD ESEMPIO, COME LA
METTIAMO?
E' SEMPRE VERO POI CHE IL 30% DEI REATI COMUNI E' COMMESSO
DAI CLANDESTINI (CHE DIVENTA 60-70% NEL NORD EST), MA E'
ANCHE VERO, INSISTE MANGANELLI, CHE IL PROBLEMA NON SONO
GLI SBARCHI, PIUTTOSTO CHI ENTRA CON IL VISTO TURISTICO IN
ITALIA E POI CI RESTA, NONOSTANTE SIA SCADUTO IL PERMESSO DI
SOGGIORNO. QUELLO CHE SI DOVREBBE FARE, SUGGERISCE IL
CAPO DELLA POLIZIA, E' PUNTARE TUTTO SUGLI ACCORDI
BILATERALI TRA L'ITALIA E I PAESI DI PROVENIENZA DEI
CLANDESTINI CHE DEVONO FARE LA LORO PARTE. E POI
ANDREBBERO ABOLITE NORME COME QUELLA CHE PREVEDE CHE
CI SIA ANCHE L'ASSENSO DEL DETENUTO PER FARGLI SCONTARE LA
CONDANNA NELLA SUA TERRA D'ORIGINE ('NEGLI USA NON E'
COSI'').
IL PDL ESULTA E SOSTIENE, COME FA ISABELLA BERTOLINI, CHE DI
FATTO MANGANELLI DIFENDE IL DECRETO DEL GOVERNO. MA
SODDISFATTO E' ANCHE WALTER VELTRONI, CHE SI ASSOCIA
ALL'ALLARME SULLA CERTEZZA DELLA PENA, MENTRE PUNTA IL
DITO CONTRO LE RONDE NOTTURNE SOSTENUTE, INVECE, DA
BUONA PARTE DELLA MAGGIORANZA. IL PRESIDENTE DELLA
COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO FILIPPO BERSELLI FA SUA LA
DENUNCIA DEL CAPO DELLA POLIZIA, MA SOTTOLINEA COME SIA
NECESSARIO RIMETTERE MANO ALLA LEGGE GOZZINI, SE SI VUOLE
FAR TORNARE A CREDERE NELLA CERTEZZA DELLA PENA.
''SPERIAMO CHE DOPO L'AUDIZIONE DI MANGANELLI'', OSSERVA IL
CAPOGRUPPO DELLA LEGA ALLA CAMERA ROBERTO COTA, I
POLITICI LA SMETTANO DI PARLARE DI INSICUREZZA SOLO
PERCEPITA E DI PROBLEMI SOPRAVVALUTATI DELL'IMMIGRAZIONE
CLANDESTINA E SOSTENGANO INVECE I PROVVEDIMENTI DEL
GOVERNO. DI PARERE OPPOSTO IL SENATORE DEL PD FELICE
CASSON, SECONDO IL QUALE INVECE IL CAPO DELLA POLIZIA CON
LE SUE CRITICHE AVREBBE ''DEMOLITO IL DECRETO''. ''MA IO -
AVVERTE - SONO D'ACCORDO CON LUI PERCHE' MOLTE DELLE
MISURE PREVISTE SONO VUOTE, DELLE SEMPLICI NORME
MANIFESTO''.
ALFANO SPIEGA AL CSM LA
STRATEGIA ANTIMAFIA DEL
GOVERNO
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SEDUTA STRAORDINARIA DEL PLENUM DEL CONSIGLIO
SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA, OGGI ALLE 15.30 A
PALAZZO MARESCIALLI, PER RICEVERE IL GUARDASIGILLI
ANGELINO ALFANO E CONOSCERE LE LINEE GUIDA DEL SUO
PROGRAMMA IN MATERIA DI POLITICA DELLA GIUSTIZIA.
ALFANO ILLUSTRERÀ I SUOI PROGETTI: DALLA RIFORMA
DEL SISTEMA GIUDIZIARIO ALLA LOTTA ALLA MAFIA IN
NOME DI FALCONE: "SALENDO LE SCALE DEL MINISTERO
DELLA GIUSTIZIA IL GIORNO DEL MIO INSEDIAMENTO, - HA
DETTO ALFANO - HO VISTO IL MONUMENTO A GIOVANNI
FALCONE E HO CAPITO CHE IL RICORDO DEL 23 MAGGIO DEL
1992 E LE EMOZIONI PROVATE ALLORA AVREBBERO
RAPPRESENTATO IL BINARIO DELLA MIA ATTIVITÀ
ANTIMAFIA”.
IL GUARDASIGILLI AGRIGENTINO SEMBRA AVERE LE IDEE
CHIARE SU COME COLPIRE I MAFIOSI: "I PRIMI PASSI SONO
GIÀ STATI FATTI IN CONSIGLIO DEI MINISTRI E ALTRI NE
FAREMO ANCORA PER COMBATTERE I BOSS. ABBIAMO
INSERITO - HA SPIEGATO ALFANO COMMENTANDO IL
PACCHETTO SICUREZZA VARATO DAL GOVERNO - MISURE
DI PREVENZIONE TRA QUELLE DI COMPETENZA DELLA
DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA E UNA SERIE DI
INTERVENTI CHE RIGUARDANO L'EFFICACIA DELLE
CONFISCHE, PERCHÉ PASSA TROPPO TEMPO TRA LA
CONFISCA E L'UTILIZZO DEL BENE MAFIOSO. PASSA AI
PREFETTI LA COMPETENZA DI DECIDERE SUI BENI
CONFISCATI PER RENDERLI SUBITO FRUIBILI E COLMARE
L'INSOPPORTABILE INTERVALLO CHE FINORA C'È STATO
TRA LA CONFISCA E L'EFFETTIVO REALE RIUTILIZZO DEL
BENE. SI BLOCCA LA TRAFILA DEI PRESTANOME, LE MISURE
DI PREVENZIONE PATRIMONIALI SI POTRANNO APPLICARE
INDIPENDENTEMENTE DA QUELLE PERSONALI. QUESTO È
UN SISTEMA DI REGOLE, OPERATIVE NEL GIRO DI ORE, DI
STRAORDINARIA EFFICACIA E D'IMPATTO IMMEDIATO
NELLA LOTTA ALLA MAFIA”.
E' SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA E SULLA SEPARAZIONE
DELLE CARRIERE TRA GIUDICI E PM CHE SI ATTENDONO
NOVITÀ DAL GUARDASIGILLI: "SONO PER UN
RAFFORZAMENTO DELLA DISTINZIONE DELLE FUNZIONI
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NELLA MAGISTRATURA, COME AVVIENE IN TUTTI I PAESI
EUROPEI. MA DI QUESTO, E DI UN'ALTRA SERIE DI
QUESTIONI IMPORTANTI, PARLERÒ CON I MAGISTRATI”, HA
ANTICIPATO IL MINISTRO ANNUNCIANDO INTANTO LA
RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE.
"OCCORRE AVVIARE UNA STAGIONE DI RIFORME
ORGANICHE NEL NOSTRO PAESE A COMINCIARE DA QUELLA
DELLA GIUSTIZIA CIVILE. NON È POSSIBILE AVERE TEMPI
COSÌ LUNGHI NEL PROCESSO CIVILE DOVE UNA CAUSA
VIENE CONCLUSA DOPO DIECI ANNI E UN RECUPERO
CREDITO DOPO DECINE DI MESI. OCCORRE RIVEDERE
QUESTO SISTEMA”, HA SPIEGATO ALFANO, PARLANDO AI
MAGISTRATI DELLA ANM RIUNITI A PALERMO, IL 23
MAGGIO SCORSO, IN RICORDO DI GIOVANNI FALCONE A
SEDICI ANNI DALLA STRAGE DI CAPACI.
27/05/2008
BLITZ "SICANIA 2", CHIESTE 4
CONDANNE
GIUDIZIARIA - PROVINCIA — 24 MAGGIO 2008
07:44
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IL PM RITA FULANTELLI, DELLA DDA DI PALERMO, HA
CHIESTO LA CONDANNA ALL'ERGASTOLO PER VINCENZO
LICATA, NONCHÉ
8 ANNI DI RECLUSIONE PER RAFFAELE FRAGAPANE E 4 ANNI
CIASCUNO PER PASQUALE VELLA E ROBERTO VITO
D'ALESSANDRO, AL TERMINE DELLA REQUISITORIA DEL
PROCESSO SCATURITO DALL'OPERAZIONE ANTIMAFIA
DENOMINATA
"SICANIA 2". IL PROCESSO - CHE SI CELEBRA DINANZI AL
GUP ADRIANA PIRAS CON IL RITO ABBREVIATO -
PROSEGUIRÀ IL 3 E IL
17 GIUGNO CON LE ARRINGHE DEI DIFENSIRI DEGLI
IMPUTATI PER POI CONCLUDERSI L'1 LUGLIO CON LA
SENTENZA. IL BLITZ
"SICANIA 2", EFFETTUATO L'ESTATE DELLO SCORSO ANNO,
CONSENTÌ AGLI INQUIRENTI DI FARE LUCE SU ALCUNI
DELITTI PERPETRATI
NELL'ENTROTERRA AGRIGENTINO E SULLE COSCHE
MAFIOSE DI ALCUNI COMUNI DELLA PROVINCIA.
AGRIGENTOFLASH
"COMBATTETE LA MAFIA
COME FACEVA FALCONE"
OLTRE 1.200 STUDENTI A BORDO DELLA NAVE DELLA
LEGALITÀ SBARCATA A PALERMO PER COMMEMORARE IL
16° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI. LA SORELLA
DEL MAGISTRATO: "I GIOVANI ITALIANI HANNO VALORI
FORTI". IL MINISTRO ALFANO: "NEL '92 MI SONO
VERGOGNATO DI ESSERE SICILIANO". GRASSO: "RABBIA E
DISPERAZIONE, MA ANCHE SPERANZA"
VITTIME DELLA MAFIA
LILIUMJOKER
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PALERMO - "Vedervi qui, in tanti, è una grande gioia e dimostra che,
contrariamente a quanto si ritiene, i giovani italiani hanno valori forti". Così
Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso a Capaci e presidente della
Fondazione a lui intitolata, ha salutato gli oltre 1.200 ragazzi giunti a Palermo
con la Nave della legalità per ricordare il 16° anniversario della strage.
Sul palco, insieme a Maria Falcone, il ministro della Pubblica Istruzione
Maria Stella Gelmini e il procuratore della Dna Piero Grasso. "I tanti giovani
che sono qui - ha detto il ministro, che ha accolto la nave sulla banchina del
porto - danno senso alla morte di due eroi nazionali che non dimenticheremo
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"AGGREDIRE I PATRIMONI DEI
mai. Questa è una giornata di grande valore che acquista un senso
importantissimo perché i tanti giovani giunti a Palermo sono qui non solo per
commemorare Falcone e Borselli, ma per raccogliere il loro testimone nella
lotta alla mafia".
I ragazzi sono stati salutati anche dal sindaco Diego Cammarata: "Forza
Palermo, Forza Sicilia: dobbiamo essere tutti uniti contro la mafia", ha detto.
Il procuratore Grasso, giunto a Palermo in nave con i ragazzi, ha ringraziato
gli studenti con i quali, durante il viaggio, ha parlato e dibattuto sui temi della
lotta alla mafia. "Dobbiamo essere noi a preparare il terreno ai giovani che
saranno la classe dirigente del domani, noi col nostro esempio di impegno e
legalità e dobbiamo tenere ancorati i ragazzi alla nostra terra. Rivivere giorni
come questi significa tornare a provare rabbia e disperazione, ma anche
ricordare un amico con la speranza che oggi ha rischiararci sia una luce
diversa", ha poi detto Grasso arrivando all'aula bunker del carcere
Ucciardone di Palermo, dove la Fondazione Falcone ha organizzato un
incontro con gli studenti di tutto il Paese.
I ragazzi nell'aula hanno intonato la colonna sonora del film "La vita è bella".
Tra le autorità presenti anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano:
"Andiamo avanti nella lotta alla mafia. I primi passi sono già stati fatti in
Consiglio dei ministri e altri ne faremo ancora per combattere i boss".
Alfano ha ricordato che "il 23 maggio del '92 ero a Milano e quando seppi
della strage di Capaci provai sulla mia pelle l'imbarazzo e la vergogna di
essere siciliano. Sentii rabbia nei confronti di una parte del mio popolo, pur
essendo consapevole che non era quello tutto il popolo siciliano". Il
guardasigilli ha incontrato prima in maniera informale alcuni magistrati
siciliani che gli hanno manifestato i problemi e i disagi che si vivono nelle
procure siciliane.
"Palermo 23 maggio 2008: dal maxiprocesso a oggi" è il titolo del primo
dibattito a cui parteciperanno giudici e studenti. Al termine verrà presentato
il progetto di digitalizzazione degli atti del processo.
Seguirà un incontro su "lotta alla mafia: gli ultimi successi", moderato dal
direttore del Sole 24 ore Ferruccio de Bortoli. Prima di dare il via al dibattito
Maria Falcone ha letto un messaggio di saluto del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano.
E un altro ministro, quello dell'Interno Roberto Maroni, appena giunto a
Capaci ha deposto una corona di fiori davanti alla stele dell'autostrada che
ricorda la strage e ha osservato un minuto di raccoglimento mentre una
tromba intonava il silenzio. Maroni era accompagnato dal capo della polizia
Antonio Manganelli.
23/05/2008
MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 18 of 32
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BOSS"
IL PRESIDENTE DEL SENATO, SCHIFANI, HA PARTECIPATO
ALLA FESTA DELLA POLIZIA A PALERMO. SULLA LOTTA
ALLA MAFIA HA AGGIUNTO: "E' INDISPENSABILE CHE LA
POLITICA SIA UNITA"
PALERMO - "La mafia si deve e si può sconfiggere". Sono parole del
presidente del Senato, Renato Schifani, in un passaggio del suo discorso alla
festa della Polizia a Palermo.
"I successi di questi ultimi tempi lo dimostrano - aggiunge Schifani - nè
temiamo distrazioni per via di questi ottimi risultati. L'azione di contrasto
alla criminalità organizzata seguiterà con tenacia e abnegazione".
"È indispensabile che vi sia una sola bandiera quella della politica unita
contro la criminalità organizzata. E' assolutamente necessaria e doverosa la
più ferma unità di tutte le forze politiche contro la mafia e la criminalità
organizzata".
"L'azione contro la criminalità non può risultare efficace se oltre a perseguire
i responsabili dei reati con misure restrittive della libertà personale, non si
recidono i legami tra la criminalità e gli interessi economici. Questo obiettivo
potrà e dovrà essere raggiunto sia mantenendo alto l'impegno
sull'aggressione e confisca dei patrimoni mafiosi, sia sulle dinamiche che
portano la mafia a divenire protagonista".
"Dal territorio sono giunti crescenti segnali di reazione della cittadinanza ed
il 'no' coraggioso e ammirevole degli imprenditori: un numero notevole e
crescente di denunce, una ribellione mai pensata contro la schiavitù delle
estorsioni. Perchè a questi segnali segua però la repressione è necessario che
lo Stato si manifesti come presenza rassicurante, pena il rischio di sprecare
questa occasione".
"La nostra amata Sicilia non si è mai piegata, nè mai data per vinta alla mafia,
come talvolta qualcuno che conosce poco la nostra Regione è indotto a
pensare". "La Sicilia è stata invece capace di rialzarsi e gridare il suo rifiuto
alla violenza, alla prepotenza, all'illegalità ".
Il Presidente del Senato ha sottolineato inoltre che nella battaglia contro la
criminalità organizzata "come in tante altre, sappiamo che sia il nord che il
sud del nostro Paese saranno uniti, perchè la differenza delle istanze politiche
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BY LILIUMJOKER
IN QUESTA FOTO SONO INSERITE CENTINAIA D’IMMAGINI DI
ELEMENTI INUTILI ALLA SOCIETÀ.…. BOSS - KILLER -
LATITANTI - PENTITI - CRIMINALI MAFIOSI,CAMORRISTI
‘NDRANGHETISTI CHE HANNO ROVINATO MIGLIAIA
DI FAMIGLIE ONESTE E STIMATE.
LI CHIAMANO ANCHE GENTE DI RISPETTO UOMINI D'ONORE.
SOLO SCHIFO PER QUESTA SPORCIZIA ALTRO CHE RISPETTO.
LI ABBIAMO MITIZZATI, ABBIAMO SCRITTO ROMANZI E PRODOTTO
FILM E SCENEGGIATI.
COSÌ DIVENTANO DEI PERSONAGGI, CHE SI AMMANTANO PERSINO DI
ROMANTICISMO.
E NON LI VEDIAMO PIÙ PER QUELLO CHE IN REALTÀ SONO.
SQUALLIDE PERSONE, BELVE SANGUINARIE, VIGLIACCHI,CRIMINALI.
"MAFIA”
“COSA NOSTRA”
delle due aree del Paese non impedisce di preservare l'indissolubile legame
esistente tra le due parti dell'Italia".
17/05/2008
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“COSCA”
DICESI “COSCA DEI PIDOCCHI” PERCHÉ COMPOSTA DA PIÙ
PERSONE , APPARTENENTI A CETI SOCIALI DI
“SACCHINARI” , “VERMI” , “PUCI” , “ PIDOCCHI” , “ ELEMENTI
CIAMBELLA” , “LAMPE DA 5”…..INSOMMA GENTE CHE FA
POCA LUCE PER SÉ E PER GLI ALTRI ……IN EFFETTI TALE
“SPORCIZIA” OPERAVA IN GRUPPI , BEN ARMATI AGIVANO
SULLE “VITTIME” COGLIENDOLE DI SOPPRESA E SPARANDO
A TRADIMENTO ALLE SPALLE FERENDOLI PER POI FINIRLI
SUCCESSIVAMENTE……MA IN REALTÀ NON SONO ALTRO
CHE “VERMI O UOMINI SENZA COGLIONI” PERCHÉ UCCIDERE
GENTE INERME DISARMATA E PERLOPIÙ ALLE SPALLE E IN
TANTI , FA CAPIRE LE “ORIGINI” MESCHINE DI QUESTA
“SPORCIZIA” INDEGNA DI RESPIRARE OSSIGENO E DI VIVERE
IN MEZZO ALLA “SOCIETÀ CIVILE” COME LA NOSTRA .
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liliumjoker
CAMORRA
MOGLIE BOSS
COLLABORA, 64 ARRESTI
Descrizione
Questa “sporcizia” ha sempre
usufruito dell’appoggio delle
amministrazione , ha preparato a
tavolino l’assassinio dei miei
fratelli e quello mio , ma grazie a
“DIO” e i miei cani che sono stati
i miei “Angeli Custodi “ sono in
vita ….. gestivano appalti ,
droga ,omicidi , estorsioni ,
intimidazioni , furti e tanto altro
che verrà prossimamente alla
luce….ma ne manca ancora
“sporcizia” all’appello ,
aspettiamo ulteriori
sviluppi…..tutti vedevano , tutti
sapevano , tutti sanno .
« June 2008 »
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MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 21 of 32
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CASERTA - Maxi operazione anti-camorra nel casertano: 64 le ordinanze
di custodia cautelare in corsa di esecuzione da parte dei
carabinieri del comando provinciale di Caserta, della squadra mobile di
Caserta e della Dia contro esponenti del clan dei Casalesi, nell'ambito di
un'operazione definita 'Domizia', coordinata dalla Direzione distrettuale
atimafia di Napoli, che si svolge nella zona compresa tra Castelvolturno e
Villa Literno. Decisiva ai fini dell' operazione e' stata - secondo quanto si
e' appreso - la collaborazione con la giustizia della moglie del boss
Francesco Bidognetti. Anna Carrino, 47 anni, da alcuni mesi sta
collaborando con gli inquirenti. La moltiplicazione delle operazioni
condotte con successo recentemente dalle forze dell' ordine contro la
potente organizzazione camorristica del casertano sarebbe stata resa
possibile proprio dalle informazioni fornite dalla donna
Nell'indagine sono coinvolti personaggi di spicco del clan camorristico -
costituito dai gruppi Bidognetti e Tavoletta - gravemente indiziati dei reati
di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, porto e
detenzione illegale di armi, traffico di sostanze stupefacenti e illecita
concorrenza. I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare sono
gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere di tipo
mafioso, estorsioni, porto e detenzione illegale di armi, traffico di droga,
illecita concorrenza.
Le indagini - coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli
ed affidate ai pm Francesco Curcio e Marco Del Gaudio - sono state
condotte da carabinieri e polizia e sono scattate agli inizi del 2000, dopo
l'omicidio di Luigi Petrella, avvenuto a Castelvolturno (Caserta) alla fine
del 1999. L' uomo fu ucciso perche' erroneamente ritenuto dal clan dei
casalesi responsabile della cattura da parte delle forze dell'ordine,del
latitante Giuseppe Dell'Aversano, soprannominato 'Peppe 'o diavolo'
DROGA, RACKET, VIDEOPOKER
GLI AFFARI DEI CASALESI
Le attivita' criminali dei casalesi vanno dalle estorsioni al traffico di droga,
al monopolio della gestione dei videopoker in bar e sale giochi. Gli
investigatori hanno ricostruito numerose estorsioni a danno di
commercianti ed imprenditori del litorale domitio. Nel mirino era finita
anche la clinica ''Pinetagrande'' di Castel Volturno. Il 7 giugno 2005
carabinieri e polizia di Caserta fecero scattare una prima operazione
eseguendo 40 ordinanze della Dda di Napoli nei confronti di altrettanti
affiliati al clan, per il reato di estorsione aggravata. L' altro filone
investigativo ha riguardato il traffico di droga affidato dal clan ad alcuni
affiliati specializzati. In questo ambito sono stati scoperti ed arrestati i
presunti responsabili di alcuni omicidi e tentati omicidi, tra i quali quello
di Petrella, e sono stati catturati tre latitanti di spicco Aniello Bidognetti,
figlio del capo clan Francesco, detto ''Cicciotto 'e mezanotte'', uno degli
arrestati di questa notte, Giuseppe Setola e Franceasco Di Maio. Arrestati
anche i pregiudicati Alessandro Cirillo e Francesco Cerullo, per
favoreggiamento. Altro settore delle indagini ha riguardato la concorrenza
illecita - alla quale si dedicava secondo l'accusa soprattutto il gruppo dei
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MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 22 of 32
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Tavoletta - nella gestione dei videopoker. Il gruppo aveva acquisito una
societa', divenuta poi, grazie a minacce ed intimidazioni nei confronti dei
concorrenti, l'unica referente sul litorale domiziano per la fornitura delle
apparecchiature. Gli investigatori hanno anche ricostruito alcuni episodi
criminali riconducibili alla faida scoppiata tra gli uomini di Bidognetti ed i
Tavoletta-Cantiello per il predominio sul territorio del litorale Domitio. Il
gruppo Bidognetti si e' reso responsabile di aggressioni armate e pestaggi
nei confronti di piccoli pregiudicati locali dediti a furti e rapine.
01:20 PM - THURSDAY 17 APRIL 2008 - COMMENTI {0} - INVIA UN COMMENTO
Mori e Obinu rinviati a giudizio
Secondo il gup di Palermo, i due alti ufficiali avrebbero favorito la fuga
di Provenzano. Il procedimento nasce da un'inchiesta per il mancato
arresto del boss nelle campagne di Mezzojuso
PALERMO - Il Gup di Palermo, Mario Conte, ha rinviato a giudizio per
favoreggiamento aggravato dall'avere agevolato la mafia il prefetto
Mario Mori e il colonnello dei carabinieri, Mauro Obinu.
Il processo a Mori e Obinu comincerà il 18 giugno davanti ai giudici della
quarta sezione del Tribunale di Palermo. All'epoca dei fatti Mori era vice
comandante operativo del Ros; mentre Obinu era comandante del
reparto criminalità organizzata del Raggruppamento.
Il procedimento nasce dalle dichiarazioni del colonnello dell'Arma
Michele Riccio che accusò i colleghi di avergli impedito il blitz del 31
ottobre 1995 a Mezzojuso, nel Palermitano, che avrebbe potuto portare
all'arresto di Bernardo Provenzano.
Prendiamo atto del rinvio a giudizio del generale Mario Mori e del
colonnello Mauro Obinu, oggi disposto dal gup di Palermo, con la
certezza di potere fare emergere nel processo l'inconsistenza della
tardiva accusa proveniente da un soggetto riconosciuto mentitore da
diverse autorità giudiziarie del Paese e, quindi, l'assoluta estraneità
degli ufficiali del Ros agli addebiti contestati già evidente sin dall'inizio".
Lo dicono gli avvocati Piero Milio ed Enzo Musco, legali del prefetto
Mario Mori e del colonnello dei carabinieri, Mauro Obinu, rinviati a
giudizio dal gup di Palermo per favoreggiamento aggravato dall'avere
agevolato la mafia.
'Ndrangheta, arrestato presunto
killer di Cavallo
Crotone, 9 apr. (Adnkronos/Ign) - Un giovane di 20 anni, Andrea Corrado, è stato fermato
dagli uomini della squadra mobile di Crotone perché ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio di
Giuseppe Cavallo, ucciso il 25 marzo scorso nella frazione di Papanice. Un omicidio maturato in
risposta all'assassinio, il 22 marzo, di Luca Megna, figlio del boss della cosca omonima.
Affiliato alla cosca Megna, Corrado risulta avere solo piccoli precedenti per detenzione di attrezzi atti
allo scasso. I poliziotti lo hanno trovato ieri pomeriggio intorno alle 18.30 nella frazione Papanice, lo
cercavano dal giorno del delitto perché in possesso di elementi tali che riconducevano il giovane
all'esecuzione dell'omicidio. Gli inquirenti ritengono che si tratti di un'azione d'impeto, decisa dal
clan, per dare subito una risposta ai presunti autori e mandanti dell'omicidio di Luca Megna.
Giuseppe Cavallo era infatti un affiliato alla cosca Russelli.
Non è ancora stata trovata l'arma del delitto, i periti stanno effettuando i rilievi balistici per
ottenere il maggior numero di elementi utili possibile. Sembra però che le armi usate siano più di una,
MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 23 of 32
http://sicania.spazioblog.it/ 19/06/2008
Mafia, De Gregorio indagato per riciclaggio
Secondo quanto riferiscono alcuni quotidiani il senatore Sergio De Gregorio sarebbe indagato per
concorso in esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio. Noto
soprattutto per il ribaltone fatto all'inizio della legislatura (da Italia dei Valori al centrodestra col suo
movimento "Italiani nel mondo"), che gli permise di ottenere la presidenza della commissione Difesa del
Senato, De Gregorio era già stato al centro di indagini della finanza, sempre per riciclaggio, ma in
Campania e per corruzione nel Lazio. Questa volta l'inchiesta è condotta dalla Dda di Reggio Calabria e
riguarda il presunto ruolo di mediatore che il parlamentare avrebbe svolto per conto della cosca Ficara per
l'acquisto della caserma dell'esercito Mezzacapo.
I Ficara si sarebbero rivolti a De Gregorio, candidato nelle liste del Pdl, per le sue conoscenze negli
ambienti militari perché facesse in modo che la vendita del plesso in cui è ubicata la caserma, che ha un
notevole pregio storico, andasse in porto.
Negli atti dell'indagine si fa riferimento ad una cena cui avrebbe partecipato De Gregorio insieme ad altri
esponenti politici, affiliati alla cosca Ficara ed imprenditori in un locale pubblico di Reggio Calabria.
L'incontro sarebbe stato documentato, con alcune riprese filmate, da alcuni carabinieri in borghese seduti
al tavolo accanto a quello in cui si trovava De Gregorio. La Dda di Reggio Calabria non ha voluto
commentare la pubblicazione della notizia.
Invia un commento
Arrestato un killer della mafia,
fedelissimo di Totò Riina
Arrestato un killer della mafia, fedelissimo della famiglia di Totò Riina.
L'arresto è avvenuto dopo che la Cassazione ha confernato la condanna a 17
anni del giovane corleonese Antonino Leoluca Bruno perché accusato di
aver partecipato all'organizzazione dell'uccisione di Giuseppe e Giovanna
Giammona e del marito di quest'ultima Francesco Saporito. Delitti per i
quali è già stato condannato all'ergastolo Giovanni Riina, il figlio maggiore
del boss Totò.
In seguito alla conferma definitiva della pena per concorso in omicidio
plurimo aggravato, i carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno
eseguito l'ordine di carcerazione che ha portato Bruno all'Ucciardone per
finire di scontare la condanna.
I tre delitti vennero commessi nel 1995 su richiesta del figlio di Riina. Per
questi omicidi Salvuccio Riina, l'altro figlio del capomafia, tornato in libertà
da pochi mesi, era stato condannato in primo grado, ma poi assolto in
appello.
Invia un commento
Cosa nostra, avvocato
arrestato per favoreggiamento
il che porterebbe ad ipotizzare la presenza di almeno un'altra persona sul luogo dell'omicidio. Su
questo aspetto gli inquirenti osservano un riserbo assoluto, parlando solo di ipotesi ancora da
riscontrare.
L'arresto odierno si inserisce nel più ampio contesto investigativo di contrasto alle frange
della cosca dei 'Papaniciari', contrapposte in un cruento conflitto che ha visto alla vigilia di
Pasqua, l'omicidio di Luca Megna, il ferimento della moglie Daniela Carcea e della figlia Gaia Megna,
attualmente ricoverata in gravissime condizioni. Un agguato cui sono seguiti l'assassinio di Cavallo e
di Francesco Capicchiano, ucciso ad Isola Capo Rizzuto il 27 marzo.
Sono in corso a Papanice e Crotone numerose perquisizioni a carico di appartenenti alla
cosca, con l'ausilio di sofisticate attrezzature utilizzate da personale del Servizio Polizia Scientifica
presente a Crotone.
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MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 24 of 32
http://sicania.spazioblog.it/ 19/06/2008
Gaetana Maniscalchi, detta Lucia, di 37 anni, ex presidente del consiglio comunale di Naro, è stata
fermata nell'ambito dell'inchiesta sulle persone che avrebbero favorito la latitanza del capomafia
Giuseppe Falsone, ritenuto il boss più importante ad Agrigento. In manette altre due persone
Invia un commento
Antimafia
07.04.2008
Antimafia, 40 arresti a Crotone
AGRIGENTO - Agenti della Squadra mobile di Agrigento hanno arrestato a
Palermo un'avvocatessa, Gaetana Maniscalchi, detta Lucia, di 37 anni, perchè
accusata di favoreggiamento aggravato nei confronti della mafia. La donna è
dipendente dell'Ast (Azienda siciliana trasporti).
L'arresto rientra nell'inchiesta sui favoreggiatori del boss mafioso latitante
Giuseppe Falsone, ritenuto il capo di Cosa nostra ad Agrigento. L'indagine è
condotta anche dagli agenti della Squadra mobile di Palermo. Ha portato ad
altri due arresti effettuati a Naro, piccolo centro a 16 chilometri da Agrigento.
In carcere per associazione mafiosa e favoreggiamento sono finiti Giuseppe
Sardino, di 45 anni e il pensionato Vincenzo Vellini, di 75 anni.
L'avvocato Maniscalchi è accusata di aver comunicato a Giuseppe Sardino
l'esistenza di indagini in corso sul suo conto, nell'ambito delle ricerche sul
latitante mafioso Giuseppe Falsone, ricercato dal 1999. I tre provvedimenti
cautelari sono stati firmati dal gip Pasqua Seminara, su richiesta dei sostituti
procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Fernando
Asaro e Costantino De Robbio.
Secondo gli inquirenti Sardino e Vellini, entrambi arrestati stamani a Naro,
avrebbero favorito la latitanza del capomafia agrigentino, ospitandolo anche
in alcuni casolari di campagna. La polizia di Stato sta effettuando numerose
perquisizioni.
L'avvocato Gaetana Maniscalchi, 37 anni, è stata presidente del consiglio
comunale di Naro, un paese in provincia di Agrigento, e candidata a sindaco
del centrodestra nelle ultime elezioni amministrative del 2004. La
Maniscalchi, sostenuta da Forza Italia e An, era stata sconfitta da Maria
Grazia Brandara, esponente dell'Udc. Il legale lavorava inoltre, con un
contratto a progetto, nell'ufficio di presidenza dell'Ast, l'Azienda siciliana
trasporti.
L'avvocato Maniscalchi avrebbe rivelato l'esistenza di indagini volte alla
cattura del boss latitante Giuseppe Falsone a Giuseppe Sardino, arrestato
stamani dalla polizia. Quest'ultimo è un ex consigliere comunale di An di
Naro ed è ritenuto dagli inquirenti l'uomo che avrebbe favorito la latitanza
del capimafia agrigentino. Stamani, infatti, la polizia ha scoperto a circa 150
metri dalla sua abitazione il covo in cui si sarebbe rifugiato Falsone
nell'ultimo periodo.
Si tratta di un casolare in cui la polizia ha trovato armi ed esplosivo, ma
anche provviste e della carne conservata in frigo. L'edificio era protetto da
telecamere a circuito chiuso e il boss aveva la possibilità di vedere chi
arrivava dall'esterno. Gli investigatori hanno trovato pure una parrucca.
L'avvocato Maniscalchi ha appreso le notizie da fonti che conoscevano bene
le indagini sull'agrigentino. La donna, infatti, dopo esserne venuta a
conoscenza ha informato subito Sardino dell'inchiesta in corso. La procura e
la squadra mobile di Agrigento e Palermo stanno accertando l'identità della
fonte dell'avvocatessa.
08/04/2008
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killer Focoso
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- Palermo, 21 fermi nel racket del
'pizzo'
- Processo Sicania 2: prima
MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 25 of 32
http://sicania.spazioblog.it/ 19/06/2008
nell'operazione 'Eracles'
Smantellate dalla Polizia di Stato le strutture di vertice delle cosche appartenenti alla
'ndrangheta nella provincia calabrese
Una vasta operazione antimafia nel crotonese ha visto impegnati 300 uomini della Polizia di Stato
nell’esecuzione di oltre 40 provvedimenti restrittivi e numerose perquisizioni domiciliari
contro appartenenti alle famiglie mafiose più influenti della zona.
Il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, le Squadre Mobili di Crotone e di Catanzaro hanno
inferto un duro colpo alle organizzazioni mafiose attive nel crotonese. L’impegno degli investigatori ha
portato all’arresto di numerosi esponenti di spicco delle cosche della ‘ndrangheta, determinando lo
smantellamento delle loro strutture di vertice.
L’operazione costituisce la prima fase di intervento a seguito dei recenti episodi riconducibili a contrasti
sorti all’interno dei clan della ‘ndrangheta del luogo.
Le indagini hanno consentito di delineare le strutture e le strategie dei gruppi criminali, definendo i loro
rapporti con il gruppo Megna di Papanice, capitanato da Luca Megna, ucciso in un agguato nei giorni
scorsi ed hanno permesso, tra le altre cose, di individuare precise responsabilità negli omicidi di
Francesco Gallo e Leonardo Covelli, uccisi nel maggio e nel novembre 2000 a Crotone.
L’imponente operazione antimafia, ancora in corso, colpisce soggetti ritenuti responsabili di associazione
mafiosa, omicidi, estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti ed altri gravi reati ed infligge un duro
colpo alla ‘ndrangheta, destrutturando i clan dominanti nella provincia di Crotone e
precisamente quelli dei Vrenna, Corigliano e Bonaventura, gruppi egemoni nel capoluogo, con l’arresto
dei loro principali esponenti.
Numerose le estorsioni che le organizzazioni mafiose locali esercitavano, anche in forma violenta, nei
confronti di imprenditori del settore edile e di titolari di esercizi commerciali.
L’operazione ha interessato anche l’Emilia Romagna e il Lazio, luoghi di sostegno dei clan crotonesi
colpiti dagli arresti, dove appartenenti ai clan si erano insediati tra Bologna e Reggio Emilia con il compito
di approvvigionare il mercato della droga in quelle province.
Nel corso delle indagini sono emerse responsabilità anche in relazione ad atti intimidatori posti in essere
nei confronti di alcuni poliziotti della Questura di Crotone. Sono stati individuati, inoltre, 3 arsenali
a disposizione dei clan, con il conseguente sequestro di numerose armi da guerra ed esplosivo.
Alcuni degli arrestati sono risultati in rapporti strutturali con il gruppo capeggiato da Luca Megna, ucciso
nei giorni scorsi in un agguato mafioso nel Comune di Papanice. Tra i destinatari dei provvedimenti
restrittivi figurano anche esponenti del clan Russelli, questi ultimi legati da vincoli di parentela con
Giuseppe Cavallo ucciso nei giorni scorsi a Papanice.
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Mafia, Lumia ricorda
il maresciallo Guazzelli
"Abbiamo il dovere morale di ricordare coloro che nell'adempimento del proprio
dovere non hanno esitato a rischiare la vita, spesso perdendola, per puro spirito di
servizio verso le Istituzioni della Repubblica italiana e per amore della giustizia.
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Il maresciallo Guazzelli fu un integerrimo e generoso servitore dello Stato e
rientra nella, purtroppo, numerosa schiera di coloro verso i quali il nostro debito di
gratitudine, attraverso un puntuale e non rituale esercizio della memoria, non si
estinguerà mai". Lo ha affermato il vicepresidente della Commissione
parlamentare Antimafia, Giuseppe Lumia, ricordando Rosario Guazzelli,
maresciallo dei carabinieri, comandante del nucleo di polizia Giudiziaria, ucciso ad
Agrigento il 4 aprile 1992. Aveva condotto indagini molto importanti collaborando
con il giudice Rosario Livatino.-->
01:11 PM - FRIDAY 4 APRIL 2008 - COMMENTI {0} - INVIA UN COMMENTO
"Perchè Cuffaro ha ancora la scorta?"
Il sindacato di polizia della Cgil denuncia: "Vogliamo sapere per
quale motivo l'ex governatore, condannato in primo grado a cinque
anni per avere favorito singoli mafiosi, ancora oggi sia scortato da
agenti della polizia dello Stato e sia tutelato alla stessa maniera del
procuratore nazionale Piero Grasso"
PALERMO - "Vogliamo sapere per quale motivo Salvatore Cuffaro,
condannato in primo grado a cinque anni per avere favorito singoli
mafiosi e dimessosi subito dopo da presidente della Regione
siciliana, ancora oggi sia scortato da agenti della polizia dello Stato e
sia tutelato alla stessa maniera del procuratore nazionale Piero
Grasso e dei tanti magistrati che lottano ogni giorno contro Cosa
nostra e rischiano la vita". Lo denuncia il segretario nazionale del
Silp per la Cgil, Federico Schillaci, che ha posto la questione davanti
a circa 150 poliziotti che stamattina si sono riuniti in assemblea nella
sede della Questura di Palermo.
Secondo il sindacato di polizia della Cgil, il mantenimento della
scorta a Cuffaro "crea confusione e disorienta l'opinione pubblica,
che non capisce perchè un politico condannato per un reato grave,
anche se bisogna attendere gli altri due gradi di giudizio prima di
trarre conclusioni definitive, debba avere la scorta così come i
magistrati e gli imprenditori che denunciano il racket del pizzo".
Schillaci chiede al governo "di fare chiarezza sulla vicenda e sul
perchè viene mantenuta la scorta a Cuffaro sebbene non sia più il
presidente della Regione".
A scortare l'ex governatore sono gli agenti dell'ufficio speciale della
polizia dello Stato, che si trova all'interno di Palazzo d'Orleans, sede
della Presidenza della Regione siciliana. Nell'ufficio operano una
sessantina di poliziotti, una decina dei quali impegnati nel servizio
scorta, che spetta ai presidenti della Regione siciliana. L'ufficio di ps
non dipende dalla Questura di Palermo, ma direttamente dal
ministero
degli Interni.
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Grandangolo
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97esima sui 103 capoluoghi
italiani
- Grasso: “servono pene più
severe che vanno scontate fino in
fondo”
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Fontana e il nuovo comandante
MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 27 of 32
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HACKERS & PIDOCCHI
Mi scuso con i fedeli frequentatori del sito ma purtroppo in questi
giorni il sito ha ricevuto diversi attacchi degli hackers meglio
conosciuti come PIDOCCHI, ma io credo che si tratta dei figli dei
pidocchi.
Sto cercando di ripristinare in parte l’archivio e memoria del blog
Cosca Dei Pidocchi che a mio dire credo che sta dando parecchio
fastidio ai Pidocchi e non solo…
PROCESSO SICANIA
Diviso in due tronconi il processo scaturito dall'operazione antimafia denominata
"Sicania 2" ha ha consentito
di scoprire i responsabili di alcuni delitti perpetrati nell'Agrigentino negli anni passati.
Degli originari 11
imputati, 4 hanno optato per il rito abbreviato, 1 ha patteggiato ottenendo la
scarcerazione. E' Alessandro
Vella, 30 anni, condannato a 11 mesi di reclusione (pena sospesa). Era accusato di
detenzione di armi. Rito
abbreviato, invece, per Raffaele Fragapane, di Santa Elisabetta, Pasquale Vella, , di
Raffadali, Roberto Vito
D'Alessandro, di Sant'Angelo Muxaro, Vincenzo Licata, di Grotte. Il processo nei loro
confronti - che verrà
celebrato davanti al Gup del Tribunale di Palermo, Adriana Piras - comincerà il 23
maggio prossimo. Il 23
aprile, invece, continuerà ad Agrigento il processo nei confronti degli altri 6 imputati
che hanno scelto il rito
ordinario: Carmelo Milioto, di Santa Elisabetta, Francesco Leto, di Sant'Angelo
Muxaro, Salvatore
Fragapane, di Santa Elisabetta, Stefano Fragapane, di Santa Elisabetta, Giuseppe
Fanara, di Santa Elisabetta,
Giuseppe Brancato, di Canicattì
www.agrigentoflash.it
provinciale dei Carabinieri
- Palermo - Talpe Dda,
Pm:"Aiello strinse accordo con
Cosa Nostra"
- Processo Sicania. Giudici in
trasferta al Pagliarelli
- Pentinenziari siciliani. 11 su 26
sono sovraffollati
- Mafia, Vizzini: Cuffaro
“congratulazioni per incarico
contro crimine globale”
- Operazione Camaleonte. Chiuse
le indagini
- Racalmuto. Omicidio Simone
Farrauto: e’ stato Roberto Di Gati
ad ucciderlo.
- Si conclude la Settimana della
Legalità in memoria di Saetta e
Livatino
- Villetta antimafia: da modificare
secondo la Soprintendenza
- PROCESSO " GOLDEN
MARKET " , chiesti 11 ergastoli
- Il nuovo comandante
provinciale, Colonnello Mario Di
Lulio
- Il Presidente Fontana lancia un
nuovo patto per la legalità
- LILIUMJOKER MAFIA VIDEO
CLIPS
- Catanzaro: "Agli industriali non
interessa l'esercito"
- Cuffaro: "Imprenditori come
Catanzaro sono l'orgoglio della
Sicilia"
- Mafia: nuovo arresto per
Giuseppe Lipari
- Mafia: talpe Dda, cominciata
requisitoria
- Ricordando Livatino
- Incendio nell’impianto del
gruppo Catanzaro
- Mafia: commemorato a Palermo
Russo a 25 anni dalla morte
- Carlo Alberto DALLA CHIESA
- 50.000 VISITE
COMPLIMENTI !!!!!!
- PER RICORDARE UN AMICO
EROE FRANCESCO
FRANCIAMORE TUNNEL
VIAMALA SVIZZERA (GR)
- HACKERS - PIDOCCHI
- LAVORI IN CORSO
- Garlasco come Sant’Angelo
Muxaro……..uguali e identici
- S'insedia il nuovo questore di
Agrigento: nota dell'UILPS
- Mafia: Cuffaro "Russo e'
esempio per nuove generazioni
- OPERAZIONE "DOMINO 2"
SCARCERATI IGNAZIO
SBALANCA E EDOARDO CINO
- Operazione Domino 2:
scarcerato Ignazio Licata
- POVERA ITALIA
- TRATTATIVA CON LA MAFIA
MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 28 of 32
http://sicania.spazioblog.it/ 19/06/2008
Processo talpe Dda, a Palermo arriva la condanna per il maresciallo dei
carabinieri accusato di concussione e violazione di segreto d'ufficio
PALERMO - I giudici della seconda sezione del tribunale di Palermo hanno
condannato a dieci anni di carcere il maresciallo dei carabinieri Antonio
Borzacchelli, ex deputato regionale dell'Udc, accusato di concussione,
tentativo di concussione e violazione di segreto d'ufficio nell'ambito del
processo nato dall'inchiesta sulle talpe alla Dda di Palermo.
I pm Maurizio De Lucia e Nino Di Matteo avevano chiesto la condanna
dell'imputato a 13 anni di reclusione. Il 18 gennaio scorso era arrivata la
condanna per il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro,
dichiarato colpevole per favoreggiamento semplice e rivelazione di segreto
d'ufficio e condannato a 5 anni di reclusione.
Borzacchelli è stato assolto soltanto da uno dei capi di imputazione quello
relativo alla tentata concussione e condannato per tutti gli altri reati riuniti
sotto il vincolo della continuazione. I giudici hanno condannato il maresciallo
anche all'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Secondo gli inquirenti, l'imputato, abusando della sua funzione e della carica
di deputato dell'Ars, avrebbe indotto il manager della sanità privata
palermitana, Michele Aiello, condannato nell'ambito della stessa indagine a 14
anni di carcere per associazione mafiosa, a dargli del denaro e avrebbe cercato
di farsi intestare quote della società di diagnostica di cui l'imprenditore era
titolare. Aiello si è costituito parte civile nel processo al sottufficiale dell'Arma.
Borzacchelli è stato condannato a versargli 25mila euro a titolo di
risarcimento del danno.
L'imputato, inoltre, avrebbe informato il manager delle dichiarazioni fatte sul
suo conto, agli investigatori, dal pentito Salvatore Barbagallo e avrebbe
comunicato al presidente della Regione Salvatore Cuffaro notizie riservate su
indagini, condotte dal maresciallo del Ros dei carabinieri Giorgio Riolo,
riguardanti il capomafia palermitano Giuseppe Guttadauro.
Il processo, come hanno sottolineato i pm Maurizio De Lucia e Nino Di
Matteo durante la requisitoria, "ha fatto emergere le gravi responsabilità del
carabiniere". I pm hanno però evidenziato che, allo stesso tempo, "sono stati
altri militari dell'Arma, quelli del Nucleo operativo del colonnello Gianmarco
Sottili, che con grande professionalità, incisività, efficacia e onestà
intellettuale, senza guardare in faccia a nessuno, hanno squarciato il velo che
copriva una verità così scomoda".
01:13 AM - SATURDAY 29 MARCH 2008 - COMMENTI {0} - INVIA UN COMMENTO
Cosche dell'Agrigentino.
Inflitti cinque ergastoli
- Operazione Domino 2 –
Aragona, delitto Alongi , viene
scarcerato Aquilina
- Mafia, maxi blitz a Palermo
- Cuffaro ricorda Costa ,Cassarà e
Antiochia
- Fontana saluta il Questore Zito
- FOTO DEI LATITANTI DI
MASSIMA PERICOLOSITA'
- Mafia: Palermo, Oggi Ricordati
Poliziotti Uccisi
- La GCIL sui trasferimenti di
Zito, Passaro e Brucato
- PROCESSO SICANIA PRIME
CONDANNE
- Aveva contestato il fratello
pentito
- " OPERAZIONE DOMINO II "
24 ARRESTI PER OMICIDI DI
MAFIA
- Mafia e omicidi, 24 arresti
- Il colonnello Rodolfo Passaro,
Comandante provinciale dei
Carabinieri di Agrigento,
nominato Capo della Dia di
Palermo
- Magistratura
- SICANIA I - SICANIA II FOTO
& VIDEO liliumjoker
- PLAUSO da MONTALBANO -
FRAGAPANI - CUSUMANO -
ZAMBUTO - LUMIA - FONTANA
- CUFFARO - VIZZINI - ALFANO
"OPERAZIONE SICANIA 2"
- SICANIA 2 Operazione
antimafia ad Agrigento
- Operazione SICANIA 2
- Mafia, Sikania 2 legata alla
Sikania 1
- OPERAZIONE SICANIA 2
- Duplice omicidio Vaccaro Notte.
Chiesta la condanna degli
imputati
- Da Di Gati accuse a Montalbano
- Condannate le pedine di “Scacco
al Re”
- Operazione "Gotha". Chiesti
604 anni di carcere
- Grasso lancia un appello ai
latitanti
- Palermo: operazione antimafia.
Notificate 9 ordinanze
- Allarme criminalita: le norme
scoraggiano le collaborazioni
- Mafia & Complici - Maurizio Di
Gati e Salvatore Cuffaro, botta e
risposta.
- Cronaca - Corte di Assise.
Venerdì depone Ciro Vara
- Fortezza 2: ora tocca a
Gagliardo
- Nuove dichiarazioni su Porto
Empedocle
- Putrone accusa Putrone
- Racket: "Se non denunci ti
condanno"
MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 29 of 32
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AGRIGENTO. Cinque ergastoli sono stati inflitti, dalla Corte d'Assise presieduta da
Luigi D'Angelo, ad altrettanti presunti boss dell'agrigentino. Sono Salvatore
Fragapane di Santa Elisabetta, Calogero Castronovo e Giuseppe Brancato di
Agrigento, Giuseppe Putrone di Porto Empedocle e Filippo Sciara di Siculiana.
Assolto invece Giuseppe Fanara di Santa Elisabetta. Gli imputati erano accusati di
diversi omicidi, fra cui quello dell'imprenditore e presidente dell'Akragas calcio
Gaetano Russello, ucciso il 9 luglio del 1992, commessi fra la fine degli anni Ottanta
e l'inizio degli anni Novanta
11:11 PM - FRIDAY 28 MARCH 2008 - COMMENTI {0} - INVIA UN COMMENTO
Processo "Domino 2", 20mila euro alla Provincia
liliumjoker
Un forte segnale di legalità e di giustizia viene dalla sentenza del gup del
Tribunale di Palermo, Mario Conte, relativa al processo scaturito
dall'operazione antimafia "Domino 2", riguardante 10 omicidi e 3 tentati
omicidi commessi nella provincia di Agrigento tra la fine degli anni '80 e
l'inizio degli anni '90. Il magistrato ha condannato, in primo grado, molti degli
imputati che hanno chiesto il rito abbreviato, riconoscendo alla Provincia il
risarcimento della somma di 20.000 euro per il danno d'immagine subito.
La richiesta di risarcimento del danno d'immagine è stata chiesta durante il
processo dagli avvocati Galluzzo e Salamone al gup Mario Conte a seguito
della costituzione di parte civile fatta dall'allora Presidente della Provincia
Vincenzo Fontana che aveva motivato la decisione di costituirsi per affermare
"la necessità della crescita del territorio che pretende un futuro migliore per i
propri figli".
"Si tratta di una sentenza innovativa - si legge in una nota diramata dall'Ente
- che vede riconosciuto il diritto dell'ente Provincia a costituirsi parte civile e
richiedere la tutela dell'immagine di un territorio stravolto da guerre di
mafia. Nel processo oltre alla Provincia si erano costituiti parte civile la
Regione e i Comuni di Grotte e Racalmuto, nonchè alcuni familiari delle
vittime. Il risarcimento ottenuto - conclude la nota - è il simbolo di una
svolta, un ulteriore tassello a quel progressivo isolamento della criminalità
da parte di cittadini, imprenditori e istituzioni voluto dalla Provincia
Regionale di Agrigento.
11:06 PM - FRIDAY 28 MARCH 2008 - COMMENTI {0} - INVIA UN COMMENTO
Crotone, nuovo agguato mortale. Stazionaria la bimba in coma
liliumjoker
- Grasso boccia il " Papello " news
- L'ex boss Grassonelli morto
suicida in carcere
- Morto Salvatore Grassonelli
- Castrofilippo : istituito un
premio per ricordare Bartolotta
- Scoperto Cimitero della Mafia
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DDA news
- Il Record di Provenzano
- Rapimento Di Matteo 8 Arresti
- MAFIA & COMPLICI
- SCUSATE IL RITARDO
- SANT’ANGELIKUS FA LA
GRAZIA
- Padova - pentito suicida in
carcere news
- PENTITO IMPICCATO
- Si e’ impiccato Mongiovi’
- San Calogero: emessa la
sentenza
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- Messina Denaro. Diffuso un
identikit
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pizzini
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- 21 MARZO GIORNATA
MEMORIA VITTIME DELLA
MAFIA POLISTENA
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della " COSCA dei PIDOCCHI "
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- Giuseppe Vaccaro ammette il
duplice omicidio news
- “GIU’ LA MASCHERA “ E’
FINITO CARNEVALE !!!!!
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- news Di Gati racconta Favara
- I favoreggiatori di Provenzano
all'udienza preliminare
- Inaugurata la villa comunale
dedicata alle vittime della mafia
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- Lombardozzi ha paura di
Putrone
- News OPERAZIONE "
CAMALEONTE "
- Falsone sarebbe in zona
- DI GATI PARLA , SCATTA IL
BLITZ ANTIMAFIA
- Operazione antimafia
"Camaleonte". 21 arresti
nell'agrigentino
- L’Abbate fa lo sciopero della
fame
- News DI GATI e GALIARDO ad
ALTA MAFIA
- «Collaboro grazie a mia figlia»
Di Gati
- Il Csm bacchetta Grasso e
Messineo
- IACONO - VACCARO - DI
RAIMONDO " La Società dei
MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 30 of 32
http://sicania.spazioblog.it/ 19/06/2008
Ucciso Domenico Cavallo, 27 anni. Ferita la moglie Rosa
Russelli, 21 anni. L'omicidio potrebbe essere collegato all'assassinio di Luca Megna, avvenuto la notte di
sabato santo, in cui è rimasta gravemente ferita la figlia di cinque anni
Crotone, 25 mar. (Adnkronos/Ign) - Nuovo agguato mortale nel
crotonese dove nelle prime ore del pomeriggio è stato ucciso Domenico
Cavallo, 27 anni, presunto affiliato a una cosca rivale della famiglia
Megna. L'omicidio potrebbe dunque essere la risposta all'assassinio di Luca
Megna, figlio del boss Domenico, avvenuto la notte di sabato santo.
Nell'agguato è rimasta ferita anche la moglie di Cavallo, Rosa
Russelli. La donna, di 21 anni, è legata da rapporti di parentela con
Pantaleone Russelli, pregiudicato del luogo che in passato ha avuto contrasti
con la famiglia Megna.
I coniugi erano a bordo di una Opel Astra quando i sicari sono usciti
all'improvviso e hanno iniziato a sparare. Cavallo è morto subito mentre la
moglie è stata trasportata all'ospedale. Le sue condizioni non sembrano
preoccupanti.
La modalità dell'agguato è analoga a quella dell'assassinio di
Megna. Insieme alla famiglia, in auto, bloccato da una raffica di proiettili.
Intanto è in condizioni stazionarie la figlia di Megna, la bimba di
cinque anni ferita nell'agguato di sabato santo. Ieri l'ha raggiunta la
madre, ferita in modo non grave nello stesso agguato e dimessa dall'ospedale
di Crotone. La donna è stata informata dai medici sulla situazione e in queste
ore continua a stare al capezzale della figlia. Per la giornata di oggi non sono
previsti ulteriori interventi chirurgici. La bambina è tenuta in coma
farmacologico.
A quanto si apprende, non è urgente l'estrazione del proiettile ancora
fermo nella testa della piccola vittima ma i medici sono preoccupati per i
danni cerebrali già causati dal suo ingresso nel cranio. Se la madre darà
l'assenso alla diffusione dei dati, domani l'ospedale Pugliese-Ciaccio potrebbe
diramare un bollettino medico ufficiale.
A Crotone continuano le attività della polizia sul territorio. Sono arrivati
rinforzi dalla Direzione anticrimine centrale di Roma e personale dei
reparti prevenzione anticrimine che stanno eseguendo perquisizioni diffuse
insieme agli uomini della Questura. Sui risultati vige ancora uno stretto
riserbo ma la tensione è altissima perché si teme una nuova ondata di
criminalità in risposta all'agguato contro la famiglia Megna e il nuovo
assassinio di oggi sembra confermare i timori. Il boss dell'omonima cosca
Domenico (padre della vittima Luca) è detenuto in carcere in regime di 41 bis.
Si teme che l'agguato di Pasqua sia un messaggio di un nuovo predominio del
crotonese.
Crotone, in coma farmacologico figlia boss Megna
L'agguato nella notte tra sabato e
domenica in contrada Papanice
I medici dell'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro decideranno se sottoporla a un nuovo intervento
chirurgico per l'asportazione del proiettile che si trova ancora nella testa della bimba di 5 anni. Il Viminale
invia personale a supporto della polizia locale
Crotone, 24 mar. (Adnkronos/Ign) - E' ancora in gravi condizioni la
bambina di 5 anni ferita nell'agguato in cui è rimasto ucciso il padre
Luca Megna, figlio del boss Domenico. I medici dell'ospedale Pugliese
Ciaccio, di Catanzaro, alle 18 faranno il punto della situazione clinica e
decideranno se sottoporla ad un nuovo intervento chirurgico per
Scirati "
- NEWS CARCERE DURO , NON
PER 5 BOSS
- Lumia nel mirino dei boss
- PROVENZANO DISSE: LUMIA
SI PUO' UCCIDERE
- La nuova DDA al CSM
- AMICI - NEMICI - CURIOSI
- Cronaca nera - Agrigento -
PIDOCCHI e LURDIA
- LURDIA & PIDOCCHI
Mongiovi e Vaccaro
- News Antimafia
- Parla Giuffrè
- Grasso incontra Messineo
- News Giuffre’ racconta
Provenzano
- VITTIME DELLA MAFIA "
ONORE ALLA MEMORIA
" ( FOTO )
- MAFIA AGRIGENTINA
( FOTO ) BOSS,KILLER,PENTITI
( FOTO ) SICANIA I E SICANIA
II ( FOTO ) CAMORRA
NDRANGHETA
- Boss, Killer , Pentiti , Latitanti
( FOTO )
- "Cosa Nostra è inabissata"
- Di Gati: anche Beniamino
collabora con la giustizia
- I Pm hanno chiesto quindici
condanne . I Pm della Dda
Fernando Asaro e Costantino De
Robbio
- News Di Gati e Gagliardo
- Giuliano Guazzelli " Marascià"
- News Cosa Nostra voleva
uccidere il pm Anna Maria Palma
- Un anno straordinario per i
Carabinieri
- FESTIVAL DEI PENTITI
- Poker di Pentiti PM. PALMA -
DE ROBBIO
- News MAURIZIO DI GATI si
pente ( PM. PALMA - DE
ROBBIO )
- SANT'ANGELO MUXARO
PANORAMA MIX
- UN PUGNO DI PIDOCCHI
LASCIANO LE TERRE DI
KAMICOS
- LUIGI PUTRONE SI PENTE
( PM. PALMA - DE ROBBIO )
- PER CONTATTARMI
- SICANIA POKER
- LUIGI PUTRONE ARRESTATO
BOSS LATITANTE DA 7 Anni
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- News IL SINDACO : IL
NOSTRO è UN PAESE SERENO
- I PIDOCCHI SCORTATI
- " PUCYS INUTILIS "
- SUMMIT tra MAFIOSI GANG
CLAN BANDA
- liliumjoker VIDEO MAFIA
VIDEO OPERAZIONI
MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " Page 31 of 32
http://sicania.spazioblog.it/ 19/06/2008
l'asportazione del proiettile che si trova ancora nella testa della bimba. Per il
momento la piccola viene tenuta in coma farmacologico, nelle
prossime ore si sapranno ulteriori decisioni dei medici.
Megna, 37 anni con precedenti penali per associazione mafiosa, nella
notte tra sabato e domenica stava tornando con la moglie e la figlia a casa
dopo una serata trascorsa fuori quando, nelle vicinanze dell'autorimessa in
contrada Papanice, sono sbucati all'improvviso i sicari che hanno fatto
fuoco contro la macchina. Il conducente ha tentato una manovra
disperata, dirigendosi verso i malviventi per investirli ma è stato raggiunto da
una raffica di proiettili che l'ha ucciso in pochi secondi.
La figlia, in un primo momento è stata trasportata all'ospedale di Crotone ma
poi, viste le condizioni disperate, è stata trasferita a Catanzaro dove i medici
l'hanno sottoposta a due delicati interventi di neurochirurgia.
La moglie di Megna, invece, ferita lievemente, si trova ricoverata all'ospedale
di Crotone e non corre pericolo di vita.
Il ministero dell'Interno ha intanto disposto l'invio di altro personale a
supporto della polizia di Crotone. Per tutta la giornata di ieri sono state
eseguite numerose perquisizioni in abitazioni di soggetti da tempo sotto
il controllo delle forze dell'ordine.
L'attività investigativa continua anche nella giornata di oggi sotto il
coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. "La Dda
non conosce feste. Stiamo lavorando con la massima attenzione'', ha
commentato in mattinata all'ADNKRONOS il procuratore Aggiunto Mario
Spagnuolo. Gli inquirenti sono abbottonatissimi sulle indagini ma l'impegno
immediato nella vicenda è il segno inequivocabile della preoccupazione per
l'accaduto. L'efferatezza dell'agguato che ha colpito Luca Megna mentre era in
compagnia della famiglia rende più che plausibile lo scenario di una
lotta sul territorio tra gruppi criminali.
Intanto, dai bossoli trovati è stato accertato che sono almeno tre le armi
che hanno sparato contro la Fiat Panda di Luca Megna.
09:28 PM - TUESDAY 25 MARCH 2008 - COMMENTI {0} - INVIA UN COMMENTO
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sabato 5 gennaio 2008

Mafia, maxi-risarcimento a famiglia Borsellino: tre milioni da Riina e Gioè

La somma sarà erogata dal Fondo dei beni sequestrati a Cosa Nostra

PALERMOLa vedova di Paolo Borsellino contro le mogli di Totò Riina e Salvatore Biondino, nominate tutrici dei propri mariti e condannate a risarcire il danno legato alla strage di via D’Amelio: tre milioni 360 mila euro, secondo il tribunale di Palermo, è la cifra che i due boss mafiosi dovranno pagare ai prossimi congiunti del magistrato ucciso con i cinque agenti della scorta, il 19 luglio del 1992.

A erogare materialmente il denaro sarà il Fondo di rotazione e solidarietà per le vittime della mafia, che attinge dai beni confiscati ai boss. La sentenza è del giudice unico della prima sezione civile del tribunale del capoluogo siciliano, Luigi Petrucci. Per motivi formali, ma che comunque assumono una grande valenza simbolica, il processo è stato promosso dalla vedova del giudice, Agnese Piraino Leto, e dai figli Lucia, Manfredi e Fiammetta (tutti assistiti dall’avvocato Nino Lo Presti), contro Ninetta Bagarella, che rappresenta il marito, Totò Riina, privato di tutti i diritti e interdetto legalmente, così come l’altro «convenuto», Salvatore Biondino, a sua volta rappresentato dalla moglie Giuseppina Gioè.

Il risarcimento disposto dalla sentenza è di 755 mila euro per Agnese Piraino Leto, di 929 mila per la figlia Lucia, 815 mila per Manfredi e 861 mila per Fiammetta Borsellino. In giudizio non si è costituita nessuna delle donne dei due capimafia, mentre si è presentata l’Avvocatura dello Stato per conto del Fondo di rotazione: nella prima fase della causa civile, la difesa dello Stato aveva sostenuto l’insussistenza del «danno esistenziale subito dal giudice Borsellino, in considerazione dell’assenza del nesso di causalità fra l’evento considerato ed i danni da esso derivati». Il tribunale ha però respinto questa tesi, ritenendo che del danno esistenziale «sia stata data ampia prova», assieme al danno biologico e morale subito dal magistrato ucciso e dai familiari: «Non potrà mai rimarcarsi abbastanza - scrive il giudice Petrucci - che la perdita del marito e del padre, nel modo tragico che ha sconvolto le coscienze del Paese e, a maggior ragione, quella dei parenti più intimi, non potrà mai essere ’integralmentè compensata da una somma di denaro».

Fra i testimoni sentiti nel processo civile c’è stato anche il tenente dei carabinieri Carmelo Canale, ex stretto collaboratore di Borsellino, poi processato per concorso esterno in associazione mafiosa e assolto. «All’indomani della strage Falcone - scrive il giudice Petrucci - Paolo Borsellino aveva deciso di allontanarsi affettivamente dai figli per rendere meno traumatico il momento della sua uccisione, che intuiva essere ormai prossima». Cosa che, «nello stesso momento in cui è un danno per il padre, lo è anche per i figli, privati dell’affetto del padre, e per la moglie, costretta ad assistere allo strazio interiore del marito». La sentenza potrebbe essere impugnata dall’avvocato Lo Presti, perchè la famiglia aveva chiesto cinque milioni.